Pet therapy: il labrador sale in cattedra e gli alunni diventano più buoni

Southampton – Oscar, questo il nome dello splendido labrador color cioccolato che da qualche mese allieta le lezioni del Cantell Maths and Computing College. Introdotto a seguito di episodi di bullismo proprio nel tentativo di porvi termine e addolcire il comportamento dei ragazzini più problematici, questo nuovo insegnante a 4 zampe pare proprio essere riuscito nell’intento. Gli episodi di bullismo e i disordini si sono ridotti di circa il 40%, percentuale probabilmente destinata a crescere nel tempo.

Anche i ragazzi più aggressivi riescono a calmarsi di fronte ad Oscar, del resto risulta ben difficile rimanere arrabbiati o irosi di fronti alla infinita dolcezza di un labrador, e addirittura molti scolari tengono un comportamento più tranquillo e meno ansioso pur di non far agitare il cane a cui tutti ormai si sono affezionati. Non solo insegnante a 4 zampe ma uno splendido compagno di studi, di giochi, di vita. Gli insegnanti riescono in questo modo a fare lezione molto più tranquillamente aiutando i ragazzi più problematici con un approccio non punitivo ma cercando di far capire loro come modificare il proprio comportamento aggressivo.Tutti i ragazzi della scuola si sono ormai perdutamente innamorati di Oscar, giocano con lui, o semplicemente lo accarezzano e Oscar dal canto suo siede vicino a loro mentre fanno i compiti o li consola quando sono un po’ irrequieti facendo ricomparire il sorriso sui loro giovani visi.

Questa particolare forma di pet therapy deriva dalle osservazioni dello psichiatra infantile Boris Levinson, che già nel 1961 aveva eletto il cane come perfetto co-terapeuta, notando come i bambini autistici o con problemi psicologici che si recavano nel suo studio interagivano molto meglio con il suo cane che con lui. Cosa rende il cane un buon co-terapeuta? L’animale è istintivo, ama la compagnia e ama soprattutto i bambini, non interpreta i loro comportamenti, non giudica, si avvicina in modo naturale per stabilire un contatto, per giocare, per farsi coccolare. Attira su di sé l’attenzione, stimolando sensazioni di dolcezza e aiutando in questo modo anche i contatti tra le persone che lo circondano. Anche in Italia ormai la pet therapy si sta sempre più diffondendo e dopo l’esempio inglese non è escluso che si possa trovare qualche splendido cane scodinzolare anche per le scuole italiane.

Numerosi sono i centri in cui i cani vengono appositamente addestrati per svolgere funzioni di pet therapy, e alla base della scelta dell’animale ci sono sempre considerazioni di carattere veterinario, di comportamento e di temperamento. Gli animali vengono sottoposti a periodici controlli per prevenire le zoonosi, malattie trasmissibili all’uomo, ed è inoltre indispensabile che il cane sia controllabile dal proprio conduttore. Il cane deve essere educato, disponibile, docile, socievole, ubbidiente e non pauroso, e più o meno vivace a seconda dell’ambiente in cui dovrà operare. Molte sono anche le razze di cane adatte a svolgere pet therapy anche se spesso si tende a dare la prevalenza ai retriever, come Labrador o Golden, per la loro innata dolcezza e capacità di stare con i bambini. Ancora una volta i cani si dimostrano i migliori amici dell’uomo, a cui donano sé stessi senza remore né limiti, chiedendo in cambio veramente pochissimo.

Claudia Vallini

foto via: stranotizia.info, ulss4.veneto.it, hai sentito.it

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