Peschereccio italiano dirottato a 30 miglia dalle coste libiche

peschereccio

Grande preoccupazione per il peschereccio italiano sequestrato questa notte a circa 30 miglia dalla costa libica da una motovedetta militare di Tripoli. L’imbarcazione sequestrata è il motopesca Airone di Mazara del Vallo che si trovava al largo della costa libica. A bordo sono presenti sette marinai: tre siciliani e quattro tunisini.

IL SEQUESTRO INTORNO ALLE 3.30 DI QUESTA NOTTE - A dare l’allarme del dirottamento, avvenuto intorno alle 3.30 della notte tra il 16 ed il 17 aprile, alla Guardia Costiera sarebbe stato l’equipaggio di un altro peschereccio siciliano che in quel momento si trovava nella stessa zona di mare. Il peschereccio della Maran snc vede al comando Alberto Figuccia che al momento non risulta rintracciabile. Giovanni Tumbiolo presidente del distretto per la pesca si è detto sicuro che non ci siano state imprudenze da parte dell’equipaggio: «Lo stato di allerta è massimo da quando l’ambasciata italiana è stata chiusa». Le prime notizie arrivate parlavano di un assalto, forse un atto di pirateria, armato. Subito dopo la rettifica, a dirottare verso misurata il peschereccio sarebbe stata una motovedetta militare di Tripoli.

«NOTIZIE FRAMMENTARIE E CONTRADDITTORIE» - Il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi ha confermato il sequestro affermando però che al momento si hanno solo notizie «frammentarie e contraddittorie». La preoccupazione resta elevatissima, soprattutto in considerazione dell’assenza di un’ambasciata italiana in territorio libico. Giovanni Tumbiolo, presidente del distretto per la pesca Cosvap ha dichiarato di aver immediatamente contattato il ministro libico dell’Agricoltura e della Pesca « per chiedere un gesto di amicizia, alla luce dei rapporti di cooperazione esistenti tra Italia e Libia che non si sono mai interrotti. Siamo preoccupati ma al contempo fiduciosi poiché il popolo libico è stato sempre vicino ai siciliani». Il peschereccio al momento sarebbe diretto verso il porto di Misurata, l’unità di crisi della Farnesina sta verificando la rotta dopo aver preso contatti con la guardia costiera libica.

Serena Prati
@Se_Prati

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