Perugia: il Pd ricandida il ‘craxiano’ Bori

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1979, Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano, stringe la mano a Bettino Craxi, segretario Psi (foto Agenzia Fotogramma)

Non si riesce a capire quale sia il criterio con cui il Partito Democratico sceglie i propri candidati. Per esempio, a Perugia, in vista delle elezioni amministrative di maggio, è stato ricandidato Tommaso Bori. È giovane, ha partecipato all’iniziativa #OccupyPd nei giorni successivi alla (non) elezione del Capo dello Stato. A proposito, lui voleva che il nuovo Presidente della Repubblica fosse Stefano Rodotà. Su Facebook scriveva: «Qualcuno mi spiega come mai ora, dopo tutto questo bordello indecoroso, non dovremmo votare Rodotá?». Non è renziano e si sta facendo campagna elettorale con lo slogan «Il Coraggio del Cambiamento». Peccato che poi, quando si tratta di votare in aula una mozione pro Craxi, questa discontinuità rispetto al passato, proprio non la si vede.

UN ELOGIO INFINITO - Era il 24 maggio 2010 e il consiglio comunale di Perugia, convocato alle ore 18:55 nella consueta sala di Palazzo dei Priori, veniva chiamato a votare su una mozione il cui oggetto era tutto un programma: «riconoscimento del ruolo di statista e uomo della sinistra a Bettino Craxi». A presentarla era Mario Catrana del gruppo consiliare “Sinistra e Socialisti per Perugia”. La mozione in questione recitava così: «Premesso che il 19 gennaio prossimo ricorrerà il 10 anniversario della morte, in Tunisia, di Bettino Craxi (…) Egli è stato uno degli uomini politici e di governo più rappresentativi del nostro paese, svolgendo un ruolo di primo piano nella storia nazionale, europea ed internazionale. Craxi è stato un precursore illuminato di quello che avrebbe dovuto essere il futuro assetto politico ed istituzionale dell’Italia dopo la caduta dl muro di Berlino, indicando nella Grande Riforma (ancora oggi dai più inseguita) la naturale “maturazione” della nostra democrazia in un Stato democratico moderno».

MODELLO DELLA SINISTRA - E ancora: «Per questo, chiediamo che anche la città di Perugia contribuisca a ricordare degnamente uno Statista che appartiene sicuramente alla storia del nostro Paese, al patrimonio della sinistra democratica italiana: Egli (sì, nella mozione è scritto con la lettera maiuscola. Manco fosse Gesù Cristo, nda) fu protagonista della vita politica nazionale ed europea, contribuendo al progresso civile, economico e sociale del nostro popolo e al prestigio internazionale della nazione». «Con lungimiranza indicò da subito l’assetto della nuova sinistra italiana ed europea in senso marcatamente riformista e democratica, ma fu drammaticamente ignorato». «Si chiede al Sindaco e al Consiglio Comunale di riconoscere il ruolo di statista e di grande leader del socialismo moderno e innovatore, a Bettino (Benedetto) Craxi, per ricordare questo personaggio storico, i suoi ideali riformisti e risorgimentali, il suo amore per la libertà, il suo impegno per la pace e lo sviluppo nel mondo».

RINFRESCARE LA MEMORIA - Se un marziano arrivasse oggi sulla Terra e leggesse questa mozione, penserebbe che Craxi sia stato il più grande statista della storia non solo d’Italia ma del mondo. Peccato che invece si sta parlando di un signore condannato a 5 anni e 6 mesi per corruzione e 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito. Le sentenze definitive si fermano qui solo perché poi Craxi è morto e gli altri processi non sono potuti andare avanti. Al 19 gennaio 2000, giorno del decesso del leader socialista, era stato condannato a 5 anni e 5 mesi in primo grado per le tangenti Enel, a 4 anni e una multa di 20 miliardi di lire in primo grado per il caso All Iberian (pena poi prescritta), a 3 anni in appello bis per il caso Enimont. E, dal punto di vista politico, è considerato il padre spirituale dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E indovinate un po’ chi ha votato sì a questa bella mozione? Esatto, proprio Tommaso Bori.

Tommaso Bori PD

Tommaso Bori

MAL COMUNE - Ovviamente Bori non fu il solo a votare in maniera favorevole. La mozione, infatti fu approvata con 12 voti favorevoli, 8 contrari e 2 astenuti. Come ci ha rivelato il consigliere uscente Stelvio Zecca, la votazione andò così: i dodici favorevoli furono Lupatelli (Pd), Bori (Pd), Pucciarini (Pd), Borghesi (Pd), Mearini (Pd), Branda (Sinistra e Socialisti per Perugia), Catrana (Sinistra e Socialisti per Perugia) Segazzi (Sinistra e Socialisti per Perugia), Sbrenna (candidato sindaco di Perugia del centrodestra nel 2009), Cozzari (Unione di Centro), Numerini (Unione di Centro), Mariuccini (Pd). Contrari: Brugnoni (Pd), Bargelli (Pd), Capaldini (Pd), Zecca (gruppo misto), Cardone (gruppo misto), Pampanelli (Partito Rifondazione Comunista), Fabbri (Partito Rifondazione Comunista), Neri (Partito dei Comunisti Italiani). I due astenuti furono: Alessandro Mariucci (Presidente del Consiglio Comunale, ex capogruppo prima dei Democratici di Sinistra e poi del Partito Democratico) e Consalvi (Pd).

RICANDIDATI E NON - Bori non è neanche l’unico ricandidato del Pd che quel giorno di fine maggio del 2010 votò in maniera favorevole. Sono stati ricandidati nel Pd, infatti, anche Lupatelli, Borghesi, Mariuccini, l’astenuto Consalvi e la dissidente Brugnoni. Stessa sorte per Segazzi, ma con la lista dei socialisti che sostiene Wladimiro Boccali. Anche Cardone e Zecca sostengono il sindaco uscente ma con la lista «Perugia è il bene comune». Questi ultimi due, però, votarono contro la mozione. Nella stessa lista, è stato candidato anche Mauro Cozzari, che votò sì. Emiliano Pampanelli e Pier Luigi Neri, che votarono no, hanno trovato spazio nella lista «Sinistra per Perugia». Otello Numerini, che secondo Zecca votò si, è candidato invece con la lista «Progetto Perugia» a sostegno del candidato sindaco Andrea Romizi. Nicola Mariuccini ci ha detto che tale mozione era senza alcuna pretesa o significato dispositivo e che si oppose alla proposta di dedicare al leader dei socialisti una piazza. Abbiamo chiesto ripetutamente a Bori se ricordava come avesse votato, ma ha pensato bene di non risponderci. Forse prima del presunto coraggio del cambiamento, dovrebbe trovare il coraggio delle proprie azioni.

TRASPARENZA QUESTA SCONOSCIUTA - Si dirà: perché lo avete chiesto a un consigliere invece di andarvi a prendere i documenti? Noi una copia di quella delibera l’abbiamo chiesta ed ottenuta. Il problema è che ci sono scritti i consiglieri presenti, il testo della mozione e i numeri della votazione finale. Ma come hanno votato i consiglieri presi singolarmente, non è dato sapere. Noi di wakeupnews abbiamo chiesto ed ottenuto anche una copia del verbale della delibera che abbiamo pubblicato a fondo pagina. Ma anche lì i singoli voti non vengono fuori. Ad ogni modo chissà, forse Bori è andato a vedere il film di Walter Veltroni su Enrico Berlinguer e avrà versato anche qualche lacrima di commozione. E magari anche di rimpianto per quello che ha votato.

Giacomo Cangi

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@GiacomoCangi

foto: facebook.com; lanazione.it; intelligonews.it

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