Perquisizioni in Regione Piemonte: si dimette assessore Massimo Giordano

massimo giordano

Massimo Giordano (foto via: repubblica.it)

Torino – L’assessore regionale allo Sviluppo economico del Piemonte, Massimo Giordano, esponente della Lega Nord, ha annunciato le sue dimissioni questa mattina a seguito delle perquisizioni, effettuate da Guardia di Finanza e Polizia, su iniziativa della Procura di Novara, per reati di corruzione.

«Io sono assolutamente sereno, non ho nulla da nascondere ne da temere. Ho sempre interpretato la carriera politica – scrive Giordano in una nota – come un impegno in favore della mia gente e del nostro territorio e proprio per questo non ho alcun motivo di preoccupazione. Con la stessa serenità prendo atto che non sussistono più le condizioni per proseguire con la mia attività amministrativa. Per queste ragioni già questa mattina ho consegnato le mie deleghe nelle mani del Governatore, Roberto Cota, nella convinzione che questo gesto sia utile a fare chiarezza».

Finalizzate all’acquisizione di documenti, le perquisizioni effettuate questa mattina hanno interessato le abitazioni private dell’assessore Massimo Giordano e di Giuseppe Cortese, altro collaboratore della Giunta Cota, responsabile della Regione Piemonte per le iniziative collegate ad Expo 2015. Perquisiti anche gli uffici della Regione Piemonte, a Torino, oltre che quelli della sede distaccata di Novara, a disposizione sia dell’assessore Giordano, ex sindaco di Novara, che di Cortese.

Le perquisizioni, eseguite dalla Guardia di Finanza di Novara e dalla Polizia, sono state disposte dalla Procura di Novara nell’ambito di un’inchiesta, avviata da qualche mese e coordinata direttamente dal procuratore capo Francesco Saluzzo, sui reati di corruzione. Una decina le persone coinvolte nell’inchiesta che risalirebbe anche all’attività amministrativa in qualità di primo cittadino di Novara dell’ex assessore Giordano. L’inchiesta della Procura di Novara riguarderebbe i finanziamenti ai poli di innovazione del Piemonte dal 2010 a oggi. I reati ipotizzati sarebbero quelli di corruzione, concussione e abuso d’ufficio.

Staiz Alberto

Foto homepage: gazzetta d’asti.it

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