Onu lancia una petizione per Malala Yousafzai e il diritto allo studio

L’Onu ha lanciato una petizione per difendere Malala Yousafzai e il diritto allo studio. La decisione è stata presa dopo il tragico evento accaduto in Pakistan lo scorso 9 ottobre, quando la giovane Malala, di soli quattordici anni, è stata sparata perché si recava a scuola ogni giorno con un vestito rosa. Una storia che ha commosso il mondo intero. La ragazza è diventata famosa pubblicando nel 2009 sul sito della BBC – dove è stato tradotto – un diario in lingua urdu in cui raccontava le bestialità che avvenivano nella valle di Swat, in Pakistan.

Dopo il raccapricciante evento della settimana scorsa, la decisione dell’Onu di cui sopra. Sono ben sessantuno milioni infatti i bambini che non hanno la possibilità di frequentare la scuola elementare e trentaquattro milioni che non possono neanche studiare. La vicenda della ragazza eroina, a difesa a sue spese dei diritti dell’istruzione e della libertà, ha mobilitato capi di Stato e personaggi del mondo dello spettacolo. L’Unicef ha promosso la campagna Stand with Malala per sensibilizzare la società civile sull’argomento, con la popstar Selena Gomez come ambasciatrice. Madonna, dopo averle dedicato il suo pezzo Human Nature ha tenuto un discorso allo Staples Centre di Los Angeles dove, dopo aver mostrato il nome di Malala scritto sulla sua schiena, ha dichiarato: «Ho pianto. Vi rendete conto della malattia e dell’assurdità di tutto questo? Bisogna proteggere chi sostiene i diritti delle donna».

La giovanissima attivista intanto ha lasciato il Pakistan per il Regno Unito, a bordo di un’aero-ambulanza messa a disposizione dagli Emirati Arabi Uniti. Le sue condizioni sono stabili e non è più in pericolo di vita,  ma necessiterà di cure prolungate per riprendersi del tutto. In questi giorni infatti ha potuto respirare solo grazie all’aiuto di macchinari. I medici sostengono che potrà essere necessario un intervento chirurgico per sostituire alcune ossa del cranio e di certo sarà necessaria una qualche terapia riabilitativa, sebbene non si sappia per quanto tempo.

Gian Piero Bruno

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