Pedofilia: su Don Seppia si aprono scenari inquietanti

Genova – Quello che emerge dalle prime indiscrezioni sul caso Don Seppia è un quadro a tinte fosche, con un parziale ridimensionamento delle accuse da una parte e scenari inquietanti dall’altra.
Sono iniziate stamani i primi interrogatori dei carabinieri del Nas di Milano ai ragazzini identificati come le vittime delle  violenze di Don Seppia, parroco della chiesa del Santo Spirito di Sestri Ponente arrestato per violenza sessuale su minore e cessione di droga.

Secondo quanto si apprende da ambienti investigativi, proprio il chierichetto sedicenne che sarebbe stato baciato dal sacerdote e per cui questi e’ indagato per violenza aggravata su minore avrebbe in parte ridimensionato quanto desunto dagli sms intercettati durante la prima fase dell’inchiesta. Il ragazzo avrebbe riferito di non essere stato baciato ma bensi’ palpeggiato dal parroco. Don Seppia, invece, aveva inviato un messaggio ad un confidente, un ex seminarista della zona, sostenendo di essere giunto a baciare sulla bocca il giovane, ma lo avrebbe fatto per millanteria.

Altri tre giovani, adescati da un pusher, un maghrebino soprannominato Frankie, e portati a don Seppia “su ordinazione” avrebbero invece ammesso di avere consumato cocaina con il sacerdote e, in alcuni casi, di avere subito approcci sessuali.
Gli inquirenti attendono sviluppi che potrebbero arrivare proprio dalle dichiarazioni dei ragazzi e da quelle dello stesso don Seppia che, attraverso il suo avvocato Paolo Bonanni si e’ detto disposto a collaborare e farsi interrogare dal pm Stefano Puppo, titolare dell’inchiesta.

Intanto il caso del prete genovese, che continua a essere detenuto presso il carcere di Marassi perché per gli inquirenti “potrebbe reiterare il reato“, ha riportato l’attenzione sulla presenza della pedofilia all’interno della Chiesa cattolica. La rabbia della gente comincia a serpeggiare e i primi segni di sdegno si sono concretizzati in alcune scritte apparse stamattina sulle mura esterne della chiesa di Santo Spirito:  ”Giù le mani dai bambini. Don Riccardo infame pedofilo“.

Come ormai risaputo, l’uomo andava a Milano per rifornirsi della droga che utilizzava come merce di scambio per ottenere dagli adolescenti prestazioni sessuali. Negli sms di don Seppia trapela l’irresistibile desiderio dell’uomo nel volere i ragazzi nella propria residenza. In un messaggio il curato, a un ragazzo che lo avvertiva di essere impegnato a scuola, scrisse: “Sono solo anche domani mattina. Di’ alla mamma che sei a scuola e vieni da me“.

A sconvolgere anche i più diffidenti sono poi gli sms che il prete scriveva all’amico ‘ex seminarista, anch’egli indiziato come possibile complice, che Don Seppia era solito firmare con queste parole: “Che Satana sia con te“.

Redazione

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