Pedofilia, presto l’adescamento via web sarà reato

Il Ministro Carfagna dichiara: «Presto al Senato la ratifica definitiva della Convenzione di Lanzarote». Introdotto il reato di adescamento via web, raddoppiati i tempi di prescrizione per i reati di pedofilia

di Francesco Guarino

Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna

Dopo le parole, stanno finalmente per arrivare i fatti. Archiviata la Seconda Giornata Nazionale contro la Pedofilia di mercoledì 5 maggio, arrivano nuove certezze nella lotta al più odioso dei crimini: l’adescamento telematico di minori, attraverso social network, chat o qualsiasi strumento informatico, verrà recepito a pieno titolo dal sistema giudiziario italiano. L’annuncio è stato dato dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, affiancata per l’occasione dall’avvocato Maria Pia Capozza che è presidentessa dell’associazione Giovanna D’Arco, ONLUS che si occupa di tutelare i diritti dei bambini e sostenerne qualsiasi forma di diritto, non ultimo quello ad una sana crescita psico-fisica ben alla larga dall’odioso gorgo della pedofilia.

CONVENZIONE DI LANZAROTE – L’Europa si era limitata finora alla muta indignazione per i terribili crimini di pedofilia che hanno macchiato il Vecchio Continente: difficile dimenticare gli orrori di Marc Dutroux in Belgio, impossibile non vivere con sofferenza gli scandali di abuso su minori che stanno scuotendo addirittura il Vaticano. Eppure la Convenzione di Lanzarote del 25 ottobre 2007, che ha sancito l’inasprimento per le pene contro pedofili e molestatori e l’introduzione del reato di adescamento via web, è stata finora scarsamente recepita dagli stati firmatari, che hanno provveduto al rallentatore alla ratifica interna. In Italia la Camera dei Deputati ha dato il via libera alla Convenzione il 20 gennaio 2010, passando poi la palla al Senato per l’approvazione definitiva. Il Ministro Carfagna, intervenendo a Roma al convegno “Abusi e traumi infantili: fattori eziologici della personalità pedofila e della sua vittima”, ha finalmente dato la garanzia che l’approvazione della Camera alta è solo questione di giorni. «La lotta del governo contro pedofilia e pedopornografia è senza quartiere – ha annunciato il Ministro -: la Convenzione prevede aggravanti per ogni tipologia di reato, dalla detenzione di materiale pedopornografico, agli atti sessuali con minorenne e prevede il massimo della pena per tutti coloro che abusino delle loro posizioni di autorità o influenza sul minore. Così come nella lotta alle altre mafie, anche contro le organizzazioni pedofile abbiamo intrapreso la via della confisca dei beni, sicuri che si tratti di un importante deterrente».

Polizia postale al lavoro

CICLOPE – L’introduzione del reato di adescamento via web è l’ennesima spallata a chi crede di trovare tutela dietro la luce rassicurante del monitor. I 570 siti finiti nella black list negli ultimi anni e i programmi di file sharing setacciati alla ricerca di materiale pedopornografico hanno costretto i malintenzionati a rivolgere le proprie mire altrove, puntando all’interno delle chat e dei social network. Nuovo lavoro per la Polizia Postale quindi, ma l’ampliamento del ventaglio entro il quale muoversi sarà fondamentale e servirà a scoraggiare ulteriormente il ricorso alla tecnologia da parte dei pedofili. Con la Convenzione di Lanzarote i termini di prescrizione per il reato di abuso su minore verranno raddoppiati, in modo da consentire alle vittime di sporgere denuncia anche a distanza di anni dall’evento, spesso subìto in una età nella quale non si è neanche in grado di cogliere l’assoluta gravità del gesto. Inoltre il via libera alla testo darà anche l’avvio definitivo ai lavori del C.I.C.Lo.Pe., il Comitato interministeriale di coordinamento della lotta alla pedofilia, ricostituito a febbraio con l’intento di affrontare al meglio le attività di prevenzione e contrasto alla pedofilia, intraprese dalle diverse sponde del Governo. Resta solo il rammarico di aver dovuto attendere così tanto per una semplice ratifica, che probabilmente non avrebbe neanche avuto bisogno del dibattito in aula. Va bene la crisi, va bene la corruzione e chi più ne ha più ne metta, ma il futuro di una nazione si costruisce sempre e comunque sul presente dei propri figli.

Foto homepage: Troviamoibambini.it

Foto articolo: Differenza.org, Tomshw.it

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