Pedalare sì, ma con stile ed eleganza: il fenomeno Cycle Chic

Cycle Chic (foto goldgarage.it)Nella città di Copenaghen le persone che utilizzano la bicicletta come mezzo di trasporto sono migliaia. Sia che splenda il sole, sia che piova o faccia freddo, le due ruote sono presenza costante sulle strade cittadine. Nel 2007 il fotografo e giornalista Mikael Colville-Andersen decide di aprire un blog, Cycle Chic, dove raccoglie in centinaia di scatti i diversi stili di chi va in bici nella città danese: gli atteggiamenti, l’abbigliamento, il modo in cui pedalano, le espressioni del viso. Ed è subito successo.  Il «Guardian» inserisce Cycle Chic nella top ten dei bolg dedicati alla moda, il «London Time»  lo classifica tra i cento migliori blog in assoluto al mondo. L’idea contagia tanti altri Paesi che aprono a loro volta analoghi blog, dove l’idea che serpeggia è sempre quella: andare in bicicletta non è soltanto un modo ecologico, economico e pratico di muoversi in città. Le due ruote sono anche un mezzo cool attraverso cui esprimi la tua personalità e creatività, il tuo stile di vita. Sono una sorta di accessorio di moda.
Di recente, Cycle Chic è diventato anche un libro, che raccoglie le foto migliori del blog.

Lodz Cycle Chic (foto goldgarage.it)

Tutto è cominciato con Copenaghenize Consulting, un’agenzia di consulenza che Colville-Andersen decide di aprire con l’intento di promuovere l’utilizzo della bicicletta attraverso pubblicità e video. Il passaggio successivo è l’apertura di Cycle Chic, dove il giornalista intende affidare alla rete la rappresentazione del variegato modo di andare sulle due ruote a Copenaghen. Mai avrebbe pensato che questo strumento venisse interpretato dai lettori come un blog di moda, uno di quelli che trattano di moda urbana e street style, per intenderci. La cosa lo ha divertito, e ha dato continuità al progetto.

È davvero piacevole scorrere le foto del blog. Sono istantanee di vita urbana, attimi catturati dalla macchina fotografica per rappresentare la quotidianità di centinaia di ciclisti danesi: c’è la pausa al semaforo, il ragazzo di corsa verso la scuola, l’uomo d’affari, la donna in minigonna e tacchi a spillo, il musicista con il sassofono a tracolla. Si pedala sempre, per qualsiasi necessità, senza per questo rinunciare al proprio stile e alla moda del momento. Anzi, in un manifesto pubblicato in contemporanea con il blog, Mikael Colville-Andersen esorta il popolo dei byker a pedalare con stile e grazia, preferendo l’eleganza alla velocità, scegliendo una bici che rifletta la propria personalità e accettando la responsabilità di contribuire visivamente ad uno scenario urbano esteticamente più piacevole.

Insomma Colville-Andersen non si riferisce ai ciclisti del weekend nelle loro tutine in lycra. Il suo intento è di incoraggiare le persone all’utilizzo urbano della bicicletta, attraverso le fotografie e l’esempio di chi ne ha già fatto un mezzo di uso quotidiano.

Cycle Chic Ny (www.socialite.it)

Questa moda ha preso piede anche da noi. In Italia da un po’ di tempo esiste Italian Cycle Chic – L’ Italia che pedala con stile – che raccoglie foto di ciclisti urbani di tutte le regioni. Milano, la capitale della moda, ne ha aperto uno tutto suo, si chiama Milano Cycle Chic. È il contagio del successo.

Nel 2012, per il secondo anno di seguito, il numero delle biciclette vendute in Italia ha superato quello delle automobili: 1,6 contro 1,4 milioni. Piace pensare che una parte del boom sia dovuto anche alla diffusione del movimento Cycle Chic: sì alla bici come una delle forme più importanti di mobilità sostenibile, meglio ancora se si associano stile, creatività, personalità.

Valeria Nervegna

Foto |  goldgarage.it;  socialite.it

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