Pd: una schiacciante vittoria ideologica

Pd

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Diciassette a zero. Da Catania a Treviso il Pd ha vinto, il Pdl ha perso. Sonoramente. Mentre in casa M5S si dichiarano soddisfatti delle vittorie conseguite a Pomezia e Assemini.

Una vittoria, quelle delle ultime amministrative, che lascia perplessi per primi i dirigenti del Pd, i quali nel frattempo litigano per decidere a chi attribuirne il merito.

Un evento inaspettato anche per i mass media che adesso corrono ai ripari, individuando principalmente nell’assenza di Berlusconi e nel rifiuto da parte di Grillo ad un governo col Pd, le cause di questa debacle.

Oltre al solito triste dato sulla scarsa affluenza – 48,51% al secondo turno ancor meno del primo in cui era stato del 59,76% – è presente un altro fattore da non sottovalutare: i partiti che hanno perso sono i partiti ad personam. Gli stessi che appena il leader manca o viene contestato, l’elettorato non salva più niente dell’intero progetto.

Il Pd dopo una vittoria risicata alle politiche e un secco diniego da parte del M5S ad un governo di coalizione, si trova nella posizione più scomoda: governare con il Pdl, eppure ha vinto.

Franchi tiratori, ennesimo cambio di leader, contestazioni dai militanti e dalla base, ma poi si va all’apertura delle urne e si scopre che il Partito Democratico ha spopolato . Perché?

Ci sono delle frasi fatte usate per rafforzare un concetto, giocando sull’universalità dell’immagine evocata.

Una di queste è “dopo la caduta del muro di Berlino, sono cadute le ideologie” e con questa frase si è semplificato non solo un lunghissimo processo storico, ma anche tutta un’epoca in cui la parola ideologia ha avuto miriadi di declinazioni possibili.

Ideologia: la parola stessa pronunciata in questo secolo suona come un qualcosa da demonizzare, almeno fino a due giorni fa, fino al 17 a 0 del PD.

Il risultato è figlio principalmente di due fattori: un forte radicamento sul territorio, grazie alle numerose sezioni, e di una certa disciplina di partito che si esprime ad ogni occasione elettorale, con un alto tasso di partecipazione.

Queste amministrative raccontano di una schiacciante vittoria di Pirro, per il risultato netto e per l’assenza di avversari in grado di competere, ma ci raccontano anche di una classe dirigente tanto immobile quanto fortunata, che in un panorama desertificato raccoglie i frutti di una semina lontana nel tempo e impregnata di dottrina , ma di gran lunga più lungimirante.

Edoardo Romagnoli

Foto || udine20.it

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