‘Pd: l’energia non è solo green economy, abbracciamo la terra’

Un’analisi sul rapporto tra il Partito democratico e le politiche in tema di energia e scienze del sottosuolo a cura di Fedora Quattrocchi, scienziata ed esperta in energia

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Fedora Quattrocchi

di Fedora Quattrocchi* 

Analizzando le posizioni (quando ci sono) e le azioni del Partito Democratico a tutti i livelli (europeo, nazionale e locale) sul vasto tema dell’energia, e soprattutto prendendo in considerazione semplicemente ciò che viene ripreso nel circuito della comunicazione – informazione, se ne possono trarre alcune considerazioni:

  • Il Pd relaziona spesso il tema energia a quello dell’ambiente, sovrapponendoli eccessivamente e a volte confondendoli. Solo in seconda battuta si legano le dinamiche dell’energia a quelle economiche e di sviluppo.
  • A livello nazionale ed europeo il Pd emerge come un partito fortemente sostenitore della Green Economy, termine peraltro vasto, non scientificamente definito, spesso travisato semanticamente (come ho avuto modo di scrivere in passato) e che contiene in sé sia l’ambientalismo ideologico sia l’ambientalismo tecnologico (propendo per il secondo).
  • Al tempo stesso sono rare le occasioni in cui nel Partito ci sia un interesse per temi come gas naturale, petrolio, carbone, sottosuolo, importazione di energia dall’estero (ad esempio nucleare, sul quale, chiuse le centrali, occorrerebbe riaprire la ricerca), sicurezza energetica, rapporto con Paesi sensibili come la Russia e, quando ciò avviene, si fa per lo più riferimento a “tecnicismi” utili per il sistema (ad esempio, la riforma del sistema di distribuzione carburanti, la separazione proprietaria tra Snam ed Eni o il caso recentemente denunciato da Grillo sul presunto sostegno dato dal Pd ad alcuni emendamenti a favore del termoelettrico e in particolare a Sorgenia – De Benedetti), ma dallo scarso interesse di massa e di comunicazione.
  • Il Pd, invece, ha a che fare con questioni riguardanti petrolio, gas naturale, stoccaggi, uso del sottosuolo, etc, principalmente a livello regionale, provinciale e comunale, dove molto spesso i politici locali di tutti i partiti hanno tendenza a voler acquisire voti per la prossima elezione e non pensano al lungo termine – al Sistema Paese o al Pianeta Terra –  cavalcando la Sindrome Nimby: va bene tutto, ma non nel mio Comune/Provincia/Regione.

Nel caso della politica energetica locale del Pd, dunque, le posizioni sono varie e differenti: non c’è una visione nazionale da cui attingere; ma in linea di massima ci si schiera – a branco e per simpatie relazionali – quasi sempre a favore del sostegno a coloro che temono lo sfruttamento selvaggio del territorio e il danno ambientale, basandosi su concetti ideologici e non tecnologici.

Può essere utile prendere in considerazione alcuni riferimenti europei e nazionali per fare luce sullo stato dell’arte e le prospettive del rapporto tra Pd ed energia. In primis, un tema caro al neo segretario Matteo Renzi ed allo stesso premier Enrico Letta è la realizzazione degli “Stati Uniti d’Europa”: una visione che non può prescindere dal coinvolgimento del comparto energetico (fenomeno in parte già in atto se si pensa, ad esempio, alla scadenza del 1 gennaio 2015, per il Mercato Unico dell’Energia). Tale auspicio, però, è ben più ampio del solo aspetto di Green o White Economy, ma abbraccia riflessioni più vaste e difficili dei timidi accenni fatti da Renzi; che speriamo scelga per lui gli esperti giusti di cui circondarsi.

Il Circolo PD di Bruxelles, dal canto suo, per mano del gruppo di lavoro “Economia ed Ambiente”, ha lanciato lo scorso anno un documento per l’energia in Italia incentrato sul soddisfacimento del fabbisogno elettrico, con la quota più alta possibile di rinnovabili, la diffusione di sistemi di efficienza energetica in tutti i settori, sviluppo delle smart grids, innalzamento dei target climatici europei al 2020 e al 2030; il tutto attraverso politiche nazionali ed europee di sgravio fiscale e finanziamento dedicato. Una serie di obiettivi assolutamente positivi e condivisibili, ma che aprono ad un’ampissima serie di nodi scientifici, normativi, economici e in comparti differenti che andrebbero affrontati e anche comunicati insieme agli auspicabili traguardi generali che si vogliono raggiungere.

foto usembassy.it

foto usembassy.it

A tal proposito occorre sottolineare che un’esponente del mondo scientifico e politico come la sottoscritta è solita scrive leggi in tal senso, in attesa che il Pd scelga di sostenerle, finché non si sosterranno da sole con chi le ha scritte. Del resto, lo stesso Gruppo progressista PD e socialisti al Parlamento europeo appoggia questa linea generale di sostegno a obiettivi di Green o White Economy – condivisibile-  ma ricca di complessità e non risolutiva dell’intero arco di problemi e prospettive energetiche di Ue e Italia.

Proprio in chiave comunitaria si può infine citare il programma elettorale del Pd alle elezioni europee del 2009, caratterizzato da un capitolo denominato: “Per un’Europa protagonista della green economy”; anch’esso veicolante di ottimi principi e idee, ma anche dell’errato messaggio di una questione energetica italiana ed europea tutta relegata alla sola discussione (pur importante) su pannelli fotovoltaici e pompe di calore. Vorrei però ricordare che, da quel non lontano 2009 a oggi, in Italia abbiamo perso il 25% delle aziende sostanzialmente per due motivi: costo dell’energia e del lavoro, lungaggini burocratico-procedurali come quelle insite nel titolo V della Costituzione che ha rallentato tutti i cantieri e ha immensamente allargato la cerchia e richieste degli interlocutori (sulle spalle degli imprenditori, che non ce l’hanno fatta e forse non torneranno più in Italia).

Il Pd deve cambiare passo sul tema dell’energia ed esponenti come la sottoscritta hanno la volontà di aiutare in questa corretta direzione, con l’intento di rimettere certi binari sulla giusta via e riequilibrare le filiere, tutte importanti; senza dimenticare che la ricerca sta dimostrando cose ignote fino a ieri, soprattutto sulle scienze del sottosuolo. Dunque coraggio, abbracciamo la Terra amici del Pd. Non ci sarà un’altra occasione.

*scienziata ed esperta energia

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