Pd: cosa cambia con Matteo Renzi segretario?

Renzi

Matteo Renzi (matteorenzi.it)

Alla fine è successo quello che tutto il mondo della vecchia sinistra temeva: Matteo Renzi è il nuovo segretario del Partito Democratico. Un evento traumatico per tutti quelli che nel 2013 continuano a fomentarsi con la falce e il martello, che cantano “Bandiera rossa”, che hanno il santino di Marx nel portafoglio. Ma concretamente, cosa cambia con la vittoria del sindaco di Firenze?

UN PD VINCENTE - Innanzitutto, il Pd diventa, per la prima volta nella sua storia, un partito votabile anche da chi non si sente propriamente un elettore di centrosinistra. Il nuovo segretario Matteo Renzi, infatti, non è erede della vecchia tradizione comunista. E per questo i militanti del partito dovrebbero gioire, anziché disperarsi. Osservando i risultati delle elezioni politiche italiane, appare evidente come il centrosinistra non riesca mai a vincere e convincere proprio perché conta solo ed esclusivamente sui propri elettori. Di conseguenza, e questo è il secondo grosso cambiamento, il Pd è un partito che può puntare a vincere le elezioni, e non semplicemente ad arrivare primo senza vincere, come disse Pier Luigi Bersani.

PD E CGIL: LE STRADE SI DIVONO - Cambia anche il rapporto con la Cgil. Se fino a ieri il Pd e il sindacato rosso erano strettamente legati, da oggi la musica cambierà. Durante la campagna elettorale il sindaco di Firenze ha più volt ribadito che il suo non sarà il Pd della Cgil. E non è certo un segreto che al sindacato rosso, Renzi non piace. Basta ricordare cosa disse Susanna Camusso l’anno scorso a proposito delle primarie per la scelta del candidato premier: se vincesse Renzi sarebbe «certamente un problema». Ma anche in questo caso i tesserati del Pd non dovrebbero disperarsi, anzi. Troppe volte delle riforme importanti sono state bloccate proprio dai sindacati, interessati solamente a mantenere i propri privilegi. Insomma, i tempi in cui un ex segretario generale della Cgil veniva eletto segretario del Pd, sono finiti.

IL RUOLO DI SEL? - In termini elettorali, il partito che più si potrebbe avvantaggiare dalla vittoria di Matteo Renzi è Sinistra Ecologia e Libertà. Il partito del governatore pugliese, infatti, potrebbe essere visto con occhi nuovi da quegli elettori ormai ex Pd che votano soltanto una sinistra che si rifà al vecchio Pci. Tutto questo però solo in teoria. Nichi Vendola e i suoi discepoli, infatti, sono stati folgorati sulla via di Firenze. Solo un anno fa, Vendola diceva: «In Renzi c’è una marcata adesione a modelli culturali che io penso debbano essere rottamati». Oggi, invece, Vendola sembra proprio essere diventato un renziano convinto: «Renzi? Un ciclone che chiude completamente un pezzo di storia politica italiana, liquidando un’intera nomenclatura politica (…) con Renzi bisognerà parlare, intendersi, ma credo che oggi si sia creato lo spazio per la nascita di una nuova Sinistra». Gli ha fatto eco Gennaro Migliore, capogruppo di Sel alla Camera: «Dobbiamo ricostruire il centrosinistra perché è il Paese che lo cerca. Quindi, anche se culturalmente siamo più lontani da Renzi, politicamente gli siamo più vicini perché è più netto nella divisione tra centrosinistra e centrodestra».

Renzi

Enrico Letta (viterbopost.it)

QUANTO DURA IL GOVERNO? - Con Renzi segretario, però, non si dissolvono alcune incognite. Prima di tutto, quando ci sarà la supersfida elettorale con Beppe Grillo e Berlusconi? Oggi il sindaco di Firenze ha dichiarato che «il punto non è far cadere il Governo ma farlo lavorare affinché l’esecutivo ottenga i risultati e dia risposte». Insomma, sembra proprio che fino al 2015 gli italiani si terranno questo Parlamento e questo Governo. Certo è, però, che con Renzi segretario l’esecutivo si dovrà dare una mossa. Non potrà più permettersi di rinviare le decisioni più importanti e di pensare solo ed esclusivamente a come abolire l’Imu. Adesso le riforme costituzionali dovranno essere fatte, altrimenti il nuovo segretario coglierà la palla al balzo per ritirare la fiducia.

5 STELLE E LETTA - Matteo Renzi è sicuramente un candidato capace di rubare voti al centro e al centrodestra. Ma quanti al Movimento 5 Stelle? Più passa il tempo, e meno voti è capace di strappare ai pentastellati. Motivo per cui prima si va alle elezioni e meglio è. O almeno, meglio è per Renzi. C’è un ultimo punto interrogativo a cui è difficile rispondere. Quando si saprà la data delle prossime elezioni politiche, il centrosinistra organizzerà delle nuove primarie per la scelta del candidato premier? Nessuno sembra essere in grado di battere Matteo Renzi. Ma pensare che l’area dei bersaniani e dei dalemiani non cercherà di mettere i bastoni fra le ruote a Renzi sarebbe da ingenui. Possibile che l’area del partito anti-Renzi costringa Enrico Letta a candidarsi contro il rottamatore?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: matteorenzi.it; viterbopost.it; lettera43.it


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