Pd: al via l’assemblea in vista delle primarie

Matteo Renzi (wikimedia.org)

Inizieranno alle 17, presso l’Auditorium di via della Conciliazione, i lavori dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico. L’argomento in questione sarà delicatissimo: le modalità del prossimo congresso.

Già si pensa, però, che un eventuale accordo si potrà trovare soltanto nella notte di domani. Il problema da risolvere è sempre quello: la data dei congressi regionali. La corrente che fa capo a Matteo Renzi preme per domenica primo dicembre, mentre la vecchia maggioranza vorrebbe spostarla a metà mese.

Sembra un dettaglio da niente, ma non è così. Se il congresso nazionale si facesse ai primi di dicembre ci sarebbe ancora tempo, se non si volessero tenerli lo stesso giorno, di convocare i congressi regionali un paio di settimane dopo,  sull’onda emotiva della vittoria del segretario. Quello che temono i renziani è che a votare andrebbe meno gente che alle primarie nazionali, e per i vecchi leader locali sarebbe più facile orientare il risultato, scapito del rottamatore.

Ma non è finita qui. Se si rinviassero i congressi regionali all’anno prossimo e il governo dovesse cadere, potrebbero essere ancora in carica gli attuali segretari regionali espressione della maggioranza uscita da congresso vinto da Bersani. I quali avrebbero un peso notevole nella composizione delle liste dei candidati a Camera e Senato.

Al segretario in carica Guglielmo Epifani è affidata la relazione introduttiva con cui dovrà aggiornare l’analisi della situazione politica dopo il videomessaggio di Berlusconi e precisare le intenzioni del partito rispetto alle larghe intese.

All’europarlamentare Roberto Gualtieri spetterà il compito di relazionare sui lavori della commissione a cui è stato affidato il compito di proporre le regole per il Congresso. L’Assemblea nazionale è stata eletta alla fine del congresso che si è svolto nel 2009, quello che elesse segretario Pier Luigi Bersani. Composta all’inizio da oltre mille componenti si è poi ridotta a poco più di ottocento. Per essere valida nelle sue deliberazioni, dovranno essere presenti il 50% più uno degli aventi diritto, stesso tetto da raggiungere al momento del voto per prendere delle decisioni.

Giacomo Cangi

foto: wikimedia.org; giornalettismo.com

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