Passera sullo scandalo Regioni: «Commissariare le meno virtuose»

Corrado Passera

«Bisogna premiare le amministrazioni virtuose, commissariare sul serio quelle che non lo sono per rimetterle a posto». Sono queste le parole con cui il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha commentato a Torino, in occasione degli Stati generali del Nord promossi dalla Lega, gli scandali che hanno recentemente investito le amministrazioni di alcune delle principali regioni italiane. Una lunga serie di sprechi e di testimonianze di uso improprio del denaro pubblico che, del resto, ben poco si sposa con l’immagine di un Paese nel quale ai cittadini vengono quotidianamente richiesti grossi sacrifici per uscire dalla crisi.

E proprio la difficile situazione economica dell’Italia è stata l’altra grande protagonista dell’intervento del ministro, impegnato per circa un’ora a rispondere alle domande provenienti dalla platea e dal segretario della Lega Nord Roberto Maroni.  Secondo Passera, l’andamento del Pil italiano e attualmente in linea con le aspettative e, per quanto il futuro imminente non sia ancora roseo, le conseguenze più estreme della congiuntura economica sfavorevole sarebbero state ampiamente evitate: «Il nostro Paese – ha spiegato Passera – era vicinissimo a perdere la sua sovranità, indipendenza e dignità. Un Paese amministrato da commissari esterni sarebbe diventato di serie B. Tutti insieme siamo riusciti a evitarlo».

Sarebbe tuttavia ancora troppo presto per alleggerire la pressione fiscale che grava sui conti dei cittadini: «Dobbiamo essere tutti consapevoli» – ha precisato il ministro  - «che l’obiettivo è quello di abbassare le tasse, a partire da quella sul lavoro e sulle imprese. In un momento di salvataggio del Paese e di recupero della credibilità internazionale, farlo subito avrebbe fatto crollare il progetto».

Inevitabile infine un commento sul federalismo, indicato da molti dei leghisti presenti come una possibile strada da percorrere anche per ovviare a scandali simili a quelli divenuti, nell’ultimo periodo, all’ordine del giorno: «Noi non abbiamo ancora realizzato il federalismo di cui c’è bisogno» – ha ammesso Passera tra gli applausi del pubblico – «Certamente la nostra è una riforma a metà, molte regole non sono state fissate, i controlli non sono adeguati e i meccanismi di certificazione sui bilanci non sono ancora diventato regola. Puntare su un federalismo più funzionante vuol dire anche a rispondere questi problemi». Spetterà però alla politica mettere un punto definitivo sulla questione: «Il governo  si è impegnato e farà quello che deve fare. La politica e i partiti devono fare la loro parte e organizzare meglio il federalismo».

Mara Guarino 

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