Pasquina, Putin…e il jazz di protesta

MOSCA – Riproporre lo stesso brano per dieci volte in una giornata può, all’interno di una redazione radiofonica, avere diversi significati: per i conduttori di Radio 7, tra le stazione più seguite nella capitale russa, voleva essere un gesto di protesta contro alcuni dei grandi mali della Russia, censura e corruzione in testa. La canzone divenuta un’ossessione è un classico del jazz, Blueberry hill, scritta nel 1940 e poi interpretata da big come Glenn Miller, Louis Armstrong, Elvis Presley, fino ai Led Zeppelin ed Elton John.

Ma la versione scelta da Radio 7 aveva un tocco in più, perchè era quella suonata e cantata dal primo ministro Vladimir Putin: eseguito nel dicembre del 2010, ad una serata di beneficenza, il brano vede il Premier russo sia in veste di musicista (al pianoforte) che di cantante. Il fine nobile per cui Putin era salito sul palco, raccogliere fondi per la cura di bambini leucemici, è stato però vanificato dal loro mancato arrivo a destinazione visto che tutto il sistema della Fondazione organizzatrice si era rivelato una truffa.

Dopo la denuncia da parte della mamma di una piccola paziente, cui erano state negate le cure per mancanza di soldi, il caso era infatti finito in rete e il primo ministro, nonostante le richieste insistenti di chiarimenti, era stato evasivo. Insomma, non sappiamo se le domande fossero 10 oppure no, ma anche in Russia come da noi, ai Premier rispondere ai quesiti dei cittadini e dei giornalisti proprio non piace.

A riportare in primo piano il tema sono stati, nei giorni scorsi, grandi manifesti pubblicitari affissi nella strade ad annunciare un prossimo nuovo concerto di beneficenza della stessa Fondazione, con grandi ospiti e prezzi alle stelle per i biglietti. Le cifre da capogiro non hanno però scoraggiato i ricchi moscoviti, disposti a sborsare centinaia di migliaia di rubli pur di assistere all’esclusiva serata: ma anche per questi soldi il destino si è rivelato incerto e pareva che fossero svaniti nel nulla, insieme agli organizzatori. E’ scattata quindi, tra venerdì e sabato, la controffensiva di Radio 7 con l’ossesiva riprogrammazione di Blueberry hill al termine di ogni giornale radio.

Nel tardo pomeriggio di sabato è stato poi confermato il concerto, svoltosi in maniera improvvisata e senza molti dei grandi nomi annunciati, ma dai commenti arrivati dagli ascoltatori di Radio 7  è chiaro che non tutti hanno mangiato la foglia. Certo hanno ben presente il significato di protesta tutti i migliaia di russi che attraverso la rete stanno facendo girare il brano cantato da Putin, contribuendo così a diffondere la conoscenza dell’ennesimo scandalo sovietico e gettare nuove ombre sull’immagine già appannata del primo ministro.

Pensando all’Italia e al nostro Presidente del Consiglio che dire? Citare Eros Ramazzotti: «Se bastasse una sola canzone…»

Pasquina

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