Pasquina e la ricetta anti crisi della Cei

ROMA - Durante la presentazione di un rapporto sul cambiamento demografico promosso dalla Cei, il suo presidente, Angelo Bagnasco, è tornato ad essere portavoce della Chiesa anche in materia di crisi economica. Invitando a rivedere le priorità nella scala dei valori della nostra società, il capo dei vescovi italiani ha poi detto: «Non è con più consumo e meno figli che risistemeremo l’economia. I figli non sono un peso, ma una risorsa necessaria per sostenere la famiglia».

Potrà anche essere vero dopo (minimo) 20 anni, ma almeno fino alla maggiore età, un figlio è la famiglia a doverlo mantenere e non viceversa. Nel frattempo, alle famiglie, spazio libero alla creatività sul come sfamare tante piccole boccucce: potrebbe quasi nascerne un reality, Cresci anche tu i tuoi bambini con pane (quando c’è), amore e tanta fantasia.

«Una società in cui si interrompe la catena generativa, è una società impoverita e destinata a isterilirsi». Queste altre parole trate dall’intervento di Bagnasco, forse poco consapevole che la società è già, e anche parecchio, impoverita!

«Bisogna creare le condizioni psicologiche e culturali per siglare un patto intergenerazione, altrimenti l’Italia non potrà invertire il proprio declino: potrà forse aumentare la ricchezza di alcuni, comunque di pochi, ma si prosciugherà il destino di un popolo». Almeno una concetto ben ancorato alla realtà dei fatti il presidente della Cei ce l’ha: l’Italia è un Paese per (pochi, pochissimi) ricchi.

Pasquina

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