Pasqua 2016…settimana di Passione per MammAvventura!

pasqua previewMancano pochi giorni alla Pasqua 2016, siamo nel vivo della Settimana Santa, quella che per la religione cattolica comprende i momenti chiave di questa festività: Passione, morte e Resurrezione di Gesù Cristo. Senza essere blasfemi si può azzardare una certa “affinità” con quanto molti genitori vivono in questi giorni perchè – si sa – ogni festa che si rispetti, quando si hanno dei bambini, porta con sè una serie di obblighi e responsabilità a cui mamma e papà non possono sottrarsi. A Pasqua è appunto una settimana di…Passione!

VACANZE SCOLASTICHE - Ebbene sì, sempre loro, implacabili anche a Pasqua 2016! Quando si accendono le polemiche sui crocefissi nelle aule scolastiche o sulle scelte di non costruire presepi per non urtare sensibilità religiose diverse da quella cristiano-cattolica, con il conseguente colpo di genio di alcuni «Allora aboliamo le vacanze!», ogni mamma – anche la più credente e praticante (a meno che non sia insegnante o bidella…) – ha in fondo al cuore un sussulto e un moto di speranza: «Magari…».

I calendari delle vacanze scolastiche, si sa, male si adattano ai tempi lavorativi ordinari del 95% delle mamme che svolgono una qualche professione. Proprio per la Pasqua 2016 il piano regionale del Lazio, come quello di altre zone d’Italia, prevede una sospensione delle lezioni già da giovedì 24 e un rientro ben oltre il lunedì di Pasquetta (festivo per tutti!). Ultimo giorno delle vacanze pasquali sarà infatti martedì 29 marzo…salvo apprendere che per mercoledì 30 è stato indetto da alcuni sindacati uno sciopero dell’intero comparto scuola.

Inizia quindi la Via Crucis delle famiglie, tanto più drammatica quanto meno queste possano contare sulla rete di assistenza formata dai nonni o da qualche parente disposto ad accudire i pargoli. È vero che esiste il congedo parentale, con recenti estensioni a favore dei genitori che riconoscono il 30% dello stipendio fino ai 6 anni dei minori (prima era 3), ma le lavoratrici dipendenti sanno bene che non è così semplice usufruirne: in teoria sarebbe sufficiente chiederlo e comunicarlo al datore di lavoro, in pratica sono ben note le “occhiatacce” di capiufficio vari davanti a tale eventualità. In aiuto di mamme e papà varie alternative (a pagamento), dalle baby sitter a centri ricreativi che organizzano e propongono attività di intrattenimento.

uova di pasquaUOVA…E SORPRESE – Nella settimana pasquale sotto gli occhi (e i denti) dei nostri bambini transita una quantità di cioccolato pari a quella di tutto il resto dell’anno, con la sola eccezione forse delle feste natalizie. Fondenti, al latte o bianche, con le nocciole o con il riso soffiato, le uova pasquali piombano in casa in quantità industriali perchè persino la vicina di pianerottolo pensa ad un regalino per il cucciolo del palazzo.

Attirati in un primo momento più dalla sorpresa che dal dolciume, passata la fase di gioco i bimbi si ricorderanno del cioccolato e avendone a disposizione diverse tipologie pretenderanno di assaggiarle tutte. Davanti al vostro rifiuto scateneranno tutte le loro risorse persuasive, dagli occhioni dolci che accompagnano il «Per favore mamma» ai capricci oltranzisti, di quelli che logorerebbero il self control del Dalai Lama. Il buon senso consiglia di resistere senza però privare i più piccoli della gioia di divorare un uovo di cioccolato riducendosi bocca e mani ad un unico impasto color marrone: una soddisfazione che ogni genitore – nel proprio passato di bimbo – ha ugualmente provato e che non ho il diritto morale di negare alla prole!

GITE FUORI PORTA I – Impegnativa con bimbi al seguito può rivelarsi anche la tradizionale gita fuori porta che almeno a Pasquetta impone di abbandonare la città in direzione di più amene località immerse nella natura. Spostarsi e viaggiare con i piccoli è possibile, ma occorre un surplus organizzativo che raramente può lasciare spazio all’improvvisazione.

Se si decide di ritagliarsi qualche giorno di vacanza, e quindi di pernottare fuori casa, è necessario scegliere con una certa attenzione l’albergo, ma soprattutto l’eventuale casa-vacanza. Non è insolito imbattersi, su tutti i siti specializzati che si occupano di affitto/scambio di case tra privati, in specifici divieti nei confronti dei minori, un po’ come succede per gli animali o i fumatori: «No bambini, no famiglie». Nessuna volontà polemica, è nel pieno diritto dei proprietari tutelare il proprio immobile dall’attacco di mini-killer capaci in pochi minuti di ridurre una parete immacolata in un quadro espressionista, ma attenzione a verificare in anticipo questa clausola: il rischio è di arrivare davanti alla porta con il passeggino, magari di sera, stanchi, affamati e con il pargolo in piena crisi di pianto, e scoprire di non essere i benvenuti. In confronto lo sfortunato “Turista fai da te? No Alpitour?” vi sembrerà il più qualificato dei tour operator.

no bambini divietoNegli alberghi è più difficile imbattersi in questa forma di ostracismo verso l’infanzia, ma a volte le strutture richiedono di comunicare in anticipo la presenza di bimbi ed eventuali richieste specifiche di lettini aggiunti o culle. Considerato che per un paio di giorni sarete esonerate da pratiche casalinghe come preparare la colazione, rifare il letto e pulire il bagno – qualche cameriere lo farà per voi! – perchè rischiare notti insonni in un matrimoniale da dividere con i vostri figli oltre che con vostro marito?

GITE FUORI PORTA II – Cura non inferiore va riservata all’uscita giornaliera, differenziata a seconda che si opti per un pic nic o per un pasto al ristorante. Anche i compagni di viaggio influenzano non poco il livello di preparazione dell’evento: se non è prevista la presenza di altri bambini meglio attrezzarsi con almeno 3-4 diverse alternative in grado di intrattenere i pargoli, dallo smartphone che ormai salva – grazie a video e applicazioni – situazioni ad alto rischio esaurimento, ad una nutrita e variegata serie dei giochini o libri preferiti.

Una Pasqua 2016 trascorsa all’aria aperta, con pranzo al sacco, comporterà l’obbligo di avere almeno l’attrezzatura base da pic nic (una coperta da stendere a terra, una palla per giocare nel prato, un cambio di abiti in caso di rovinose cadute, un ombrello e una giacca impermeabile per fronteggiare improvvisi cambiamenti climatici), mentre per un pranzo al ristorante sarà sufficente armarsi del consueto spirito di sacrificio che contraddistigue ogni mamma con figli under 5: rassegnarsi al fatto che dopo il vostro primo antipasto, quando lui avrà già mangiato la pasta e esaurito la pazienza, vorrà alzarsi e voi dovrete seguirlo nelle sue scorribande tra tavoli e camerieri.

Altri consigli? Non dimenticare assolutamente l’oggetto jolly, detto anche la coperta di Linus, diverso per ogni bimbo ma sempre capace di rasserenarlo: per qualcuno sarà il succhiotto, oppure il biberon con la camomilla, per altri l’orsacchiotto di pezza o il cuscino con cui riescono più facilmente ad addormentarsi. Ma questo ogni mamma lo conosce bene…e non lo scorda mai!

MammAvventura

 

 

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