Partorisce nel water e va al bar con il bimbo morto in borsetta

Partorisce nel water e porta il corpo del bambino in borsetta

Partorisce nel water e porta il corpo del bambino in borsetta

Roma – Partorisce nella tazza del water lasciando morire il suo piccolo bambino, per poi chiuderlo in un sacchetto di plastica, portarlo in borsetta con se al bar e, infine, buttarlo in un cestino come fosse semplice spazzatura: è questo il gesto compiuto da Marika S., giovane donna venticinquenne della Magliana, che ora è accusata di omicidio volontario.

IL PARTO NEL WATER - Nel febbraio dello scorso anno la ragazza ha partorito un maschietto nel bagno di casa, un bambino di tre chili nato allo trentottesima settimana di gravidanza; il piccolo è stato letteralmente abbandonato dalla mamma nel water che, nonostante il presunto stato confusionale in cui si trovava per il parto avvenuto in solitaria, era capace di intendere e di volere, come attestato dai magistrati.
La donna, di fronte ai giudici e in difesa del suo inconsulto gesto, aveva dichiarato di aver partorito il bambino già morto, ma la perizia svolta da Costantino Ciallella, medico legale della Sapienza, sul corpicino del neonato ha smentito le frasi della madre: il piccolo, infatti, avrebbe respirato e addirittura vagito al momento del parto e la sua morte non sarebbe avvenuta per cause naturali.

L’ABBANDONO NEL MARZO DEL 2013 -
I riflettori sulla ragazza si erano già accesi la sera del primo marzo del 2013, quando la giovane si era presentata al pronto soccorso del San Camillo con una forte emorragia, la quale non ha lasciato alcun dubbio ai medici che immediatamente hanno posto domande sulle condizioni del parto e del neonato. Dopo aver negato, con poca convinzione, Marika avrebbe parlato ai medici del cestino in cui aveva lasciato il corpo morto del suo bambino, dando via all’arresto e, conseguentemente, ai domiciliari in una casa dedicata a donne in difficoltà emotive e comportamentali.

ACCUSA DI OMICIDIO VOLONTARIO - Ciò che avvalora la tesi dei magistrati, inoltre, è il comportamento irresponsabile e consecutivo della venticinquenne che, dopo aver partorito e infagottato il piccolo corpicino del maschietto nato, lo ha messo nella borsetta per raggiungere degli amici ad un appuntamento in un bar, prima ancora di buttare il sacchetto nel cestino. Il 25 settembre Marika dovrà presentarsi nell’aula di Rebibbia per rispondere alla doppia accusa di omicidio volontario aggravato e di occultamento di cadavere.

Alessia Telesca

foto: quotidianoitalia.it

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