Parole in circolo, Marco Mengoni si mette a nudo nel nuovo album

Marco Mengoni

Parole in circolo è uscito questa settimana per Sony, è il primo capitolo del nuovo progetto di Marco Mengoni, il secondo capitolo uscirà entro la fine del 2015.

PAROLE IN CIRCOLO, UN ALBUM SPIAZZANTE -
Parole in circolo trascinato a dovere da Guerriero, un brano semplice nella sua complessità, è un album spiazzante già dalla copertina, Marco appare vestito solo di una maglietta bianca su fondo giallo: rappresenta l’anima e la fragilità interiore che emerge dal colorato mondo quotidiano. La parola diventa protagonista, come suggerisce il titolo, nulla è lasciato al caso. Mengoni vuole raccontarci chi è, perché fa questo mestiere, perché lo ama e perché crede che solo cercando di realizzare ciò che si desidera profondamente si vive davvero. Un album perfettamente lucido che lascia privi di ricordi al primo ascolto ma che ti inchioda al tuo stesso muro dal secondo in poi.

PAROLE IN CIRCOLO: MENGONI, CANOVA E L’EVOLUZIONE –
Due cose colpiscono di Parole in Circolo, la prima è lo stile molto vicino a quello dell’ultimo disco di Giorgia, una caratteristica che si deve alla produzione di Michele Canova, molto presente (a volte anche troppo) nel disco. La seconda è la voce di Marco che tocca ogni volta un colore diverso come mai aveva fatto prima d’ora. Ascoltando Parole in Circolo sembra di intravedere le voci di altri artisti (nell’ingresso del ritornello di Se io fossi te sembra di intercettare per una frazione di secondo la voce da brivido di Alex Baroni) rimanendo comunque perfettamente concentrati sulla voce di Marco. Molto buona l’evoluzione del linguaggio sia testuale che musicale: più diretto ma sempre filosofeggiante.

PAROLE IN CIRCOLO, I BRANI - «Mi chiedi cos’è la neve un po’ prima che cada» in questo verso si potrebbe racchiudere l’intero album, un disco che racconta ‘la magia e l’intimità dell’istante prima che…’. Tra i brani migliori troviamo Esseri umani che tratta lo stesso tema di Guerriero in modo più diretto. Dobbiamo tornare a credere negli esseri umani, dobbiamo ritrovare la fiducia in noi e negli altri. Coinvolgente l’interpretazione di Invincibile e dell’assolutamente pop Come un attimo fa.  Molto buona Io ti aspetto, forse troppo vicina allo stile dell’ultima Giorgia ma un ottimo brano per spezzare ritmicamente l’intero lavoro, concentrato soprattutto sulle ballad. Menzione speciale a Mai e per sempre che si spiega da sola nel delicatissimo incipit: «mancano sempre le giuste parole però ci sarebbe parecchio da dire, se vivi la vita in punta di piedi d’accordo non corri, però quasi voli».

Voto:  7  (in attesa del secondo capitolo)

Serena Prati 
@Se_Prati 

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