Il rapporto redatto dalla commissione Giovannini sullo stipendio dei parlamentari italiani, allo scopo di produrre un allineamento rispetto agli altri paesi europei sui livelli di indennità per deputati e senatori italiani, ha prodotto immediatamente importanti effetti collaterali. Ai politici italiani, infatti, non è andato per niente a genio il fatto che, come hanno ampiamente dimostrato i risultati, i loro stipendi siano i più alti in Europa (pur costando meno nei termini degli assistenti portaborse).
Sul problema dei conseguenti tagli si è subito espresso Schifani. Il presidente del Senato ha infatti lamentato l’assenza di “una tempestiva e opportuna trasmissione ufficiale” dei dati da parte della commissione. Specificando che le decisioni spetteranno in ogni caso all’ufficio di Presidenza, definito come l’ “unico organo deputato a discutere di status del parlamentare”.
La commissione Giovannini, del canto suo si difende da ogni possibile accusa: i dati sarebbero “del tutto provvisori e di qualità insufficiente” e non è possibile tra di essi individuare una media europea in base alla quale operare i tagli. Proprio Giovannini ha definito l’intera opera ”un lavoro che non ha eguali nel mondo”.
Adriano Ferrarato
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