Parlamentari più o meno prossimi alla pensione, in soccorso a Berlusconi

ROMA – Gli anni necessari agli eletti in questa legislatura per maturare il diritto alla pensione, sono cinque alla Camera e qualcuno in meno al Senato: vale a dire un minimo di circa 2.400 euro dai 65 anni in poi (ma i soldi possono essere molti di più, e scattare a 60 anni, per chi fa più legislature).

Sono infatti ben 566 i deputati e i senatori (394 e 172 rispettivamente) che devono ancora raggiungere un lustro di attività e che quindi rischiano il portafogli con la crisi di governo.

Dunque molti servitori del popolo potrebbero essere corsi in soccorso dell’esecutivo – con il proprio voto o con l’assenza strategica – per una maggiore sicurezza di essere rieletti e accumulare ulteriore anzianità in vista del sospirato vitalizio, con buona pace delle proprie convinzioni politiche.

E secondo i dati compilati da OpenParlamento, sito che monitora l’attività della Camere, si tratta di un folto numero equamente distribuito da destra a sinistra.

Alla Camera, per esempio, coloro che non hanno ancora raggiunto il diritto alla pensione sono il 57% dei deputati presenti nel gruppo del Popolo della Libertà e il 74% dei leghisti. Al Senato la metà dei senatori di Futuro e libertà e del Gruppo Misto, il 91 % di quelli dell’Italia dei valori, il 64% del Pd rischia infatti di rimetterci un bel po’.

Per la maggioranza dei 560 parlamentari in attesa di pensione, però, i giorni all’alba sono ancora tanti, troppi per giustificare da soli un voto di fiducia.

Per tutti coloro che si trovano nella prima legislatura (e sono 329) mancano ancora 886 giorni, e per alcuni, come il neofita Maurizio Grassano, deputato del Gruppo Misto, il calendario segna meno1.665 giornate.

Tuttavia, guardando bene tra le cifre di OpenParlamento, si nota che c’è una nutrita pattuglia – composta per lo più di deputati e senatori giunti al secondo mandato – a cui pochi mesi di vita parlamentare in più avrebbero regalato una svolta agiata alla propria senescenza.

Sono infatti 145 alla Camera e 64 al senato i rappresentanti degli italiani a cui sarebbe bastato che la legislatura fosse stata prolungata almeno fino al 28 aprile per completare i 5 anni richiesti dal regolamento per il diritto all’indennità.

Tra questi, nelle file delle opposizioni e dintorni, se ne contano 12 nel Gruppo misto, 10 in Futuro e libertà, 7 nell’Italia dei valori, 59 nel Pd e 14 in Udc e Unione di Centro.

Natalia Radicchio

Foto| via http://3.bp.blogspot.com

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