Parla Carlos Atoche: ‘Avellino, la Madonna del Mandrillo distrutta senza riflettere’

Carlos Atoche parla de 'La Madonna del Mandrillo', il murales imbrattato ad Avellino: 'Ero stato autorizzato dai proprietari. Ispirazione? La Madonna di Maniago del Bellini'

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La Madonna del Mandrillo, il murales di Carlos Atoche ad Avellino imbrattato da vandali dopo una discussione con l’artista (Facebook: Carlos Atoche – Emanuela Robustelli)

AVELLINO - Il dubbio sulla paternità del murales della Madonna con scimmia imbrattata ad Avellino è lui stesso a risolverlo. “Sì, è mia”, ammette senza problemi Carlos Atoche a Wakeupnews, subito dopo aver pubblicato un post su Facebook in cui annuncia il vero nome dell’opera e la sua distruzione: “Mi è giunta voce che il murales La Madonna del Mandrillo, effettuato pochi giorni fa ad Avellino è stato distrutto da un ignoto. Sono dispiaciuto, però conosco il prezzo di lavorare per strada. Vi lascio qualche foto del ricordo“. Il suo lavoro, una Madonna immortalata mentre tiene tra le braccia un cucciolo di mandrillo, è stato vandalizzato la scorsa notte da un gruppo di ignoti, che lo ha imbrattato con vernice bianca. Il perché, ce lo spiega lo stesso Carlos Atoche.

Carlos, cosa ci facevi ad Avellino innanzitutto?

«Ho intrapreso una tournée in diverse città d’italia. Ho amici ad Avellino che mi hanno ospitato e ho deciso di realizzare un murales anche lì. Ho scelto il posto durante una passeggiata notturna per la città. E non è stato un lavoro clandestino…»

Eravate autorizzati?

«Non essendo un edificio o un muro pubblico, abbiamo chiesto l’autorizzazione al proprietario dell’immobile per poter realizzare il murales. E lui ce l’ha data. Abbiamo iniziato a lavorare dopo il suo via libera».

mi è giunta voce che il murales “La Madonna del Mandrillo”, effettuato pochi giorni fa ad Avellino è stato distrutto da…

Posted by Carlos Atoche on Martedì 8 settembre 2015

Il proprietario quindi era contento, ma qualcun altro no. Sembra ci sia stato uno scontro con alcuni abitanti già durante la realizzazione del murales: cosa è successo?

«È successo che una donna si è avvicinata al luogo dove stavamo lavorando da due giorni, al sole cocente e in preda alle zanzare. Quando il murales ha iniziato a prendere la sua forma definitiva, questa persona è arrivata con tono poco educato e mi ha chiesto “Giovane, ma che sta facendo?”. Io le ho risposto semplicemente che stavo facendo quello che poteva vedere, perché ormai era chiaro il risultato finale. La mia risposta non è stata però soddisfacente per lei. Ha avuto uno scatto d’ira e ha cominciato ad attaccarmi: “Ma tu non lo sai che Satana è la scimmia di Dio?”»

E tu come hai reagito? 

«In nessun modo. La signora era molto adirata, mi sono reso conto che non avrei mai potuto dialogare in quel momento con una persona del genere e ho ripreso a lavorare».

La risposta al tuo lavoro è arrivata per interposta persona ieri notte: il murales è stato imbrattato e “La Madonna del Mandrillo” ha cessato la sua breve esistenza, perché ritenuta “blasfema” e “offensiva”. Cosa ti senti di replicare a queste accuse?

«La Madonna del Mandrillo ha più di un significato. Volevo solo far riflettere, per nessun motivo mancare di rispetto. Non è la prima volta che realizzo un quadro (dice proprio così: parla come un pittore della sua opera d’arte, ndr) a tema religioso: in queste opere ho sempre voluto avvicinare le figure sacre all’individuo umano o animale, senza però privare la figura religiosa della sua spiritualità. Un’ulteriore precisazione: la Madonna del Mandrillo non è la Madonna di Montevergine, ma la Madonna di Maniago di Giovanni Bellini (un quadro del 1480 circa, esposto alla National Gallery di Washington, ndr)».

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A sinistra la Madonna di Maniago del Bellini, che ha ispirato la figura religiosa de “La Madonna del Mandrillo”

E perché proprio un mandrillo?

«Inserendo un cucciolo di mandrillo – non una scimmia – tra le braccia della Madonna, ho semplicemente cercato di ricontestualizzare l’icona cristiana. Un’operazione che, più che avere un significato, vuole far riflettere le persone, stimolare. Per nessun motivo mancare loro di rispetto».

Esistenzialismo cattolico ed evoluzionismo darwiniano a confronto? La discendenza divina del creatore affiancata a quella umana dai primati? Più banalmente l’assonanza Maniago-mandrillo?

«Ognuno dica la sua, è quello che avrei voluto. Io lavoro con la bellezza, non con i significati. Quelli li lascio a chi guarda. Sono consapevole che “toccare” un’icona religiosa può avere le sue conseguenze. Sono dispiaciuto che la Madonna del Mandrillo sia stata distrutta, ma non demordo».

Francesco Guarino
@fraguarino

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