Parigi – Roubaix: Cancellara trionfa nell’Inferno del nord

Arenberg foresta parigi roubaix

La foresta di Arenberg, uno dei tratti storici della Parigi - Roubaix (Wikipedia.org)

Roubaix – L’inferno del nord s’è condensato oggi sui viottoli in pavé della Parigi – Roubaix. Fabian Cancellara ha strappato a Sep Vanmarcke il terzo trionfo sul pavé, vittoria che fa la coppia con quella di domenica scorsa al Giro delle Fiandre.
Una gara che per Hinault era anacronistica, per altri è più ciclocross che una gara su strada, per tutti gli appassionati è poesia e mito del ciclismo, oggi ha avuto una sua nuova incarnazione.
I sentieri del nord francese, coperti di cubetti di porfido, sanno fare selezione come i Muri del Fiandre, come le salite delle Alpi e come le Cote della Liegi. Stradine di campagna, su un fondo così sconnesso che scattare non è possibile, la differenza la si fa accelerando, staccando centimetro dopo centimetro i rivali. Qui si scrivono le pagine della storia su due ruote, tra cadute, forature e tragedie. Se piove, il fango è un nemico micidiale, copre i corridori come una maschera; se non piove, la polvere che si solleva è micidiale, sferza i ciclisti e chiude la vista. Comunque vada, è l’Inferno del Nord.

Un po’ di cronaca – La squadra di Cancellara, la Radioshack, ha cercato di tenere a bada il gruppo e i fuggitivi fino a 50 km dal traguardo, poi è entrato in azione lo svizzero in prima persona. È bastato un solo tratto di pavé di due chilometri, una tirata del campione svizzero e il gruppo dei migliori s’è frantumato. Quello è stato il segnale dell’inizio della gara vera e propria, da lì in poi la bagarre dei migliori s’è accesa definitivamente, con Cancellara rimasto solo e guardato a vista da tutti i rivali.

Cancellara ha così perso un po’ di terreno, trovandosi a inseguire da solo: nessuno dei rivali avrebbe mai tirato sapendo di essere in compagnia dell’unico grande favorito della corsa di oggi. Lo svizzero ha dovuto risalire e recuperare in tutta solitudine, a partire dal settore in pavé numero 6, a meno di trenta chilometri dal

Fabian Cancellara (catenacycling.com)

Il vincitore di oggi, Fabian Cancellara

traguardo. A venti chilometri, quindi, il ricongiungimento con la testa della corsa: quattro uomini in avvicinamento al Carrefour de l’Arbre, 2,1 chilometri per il tratto di pavé a 5 stelle più difficile della corsa. Transito difficile, folla che fa rischiare la caduta a molti dei corridori di testa, che saltano sulla banchina laterale per trovare riposo dal pavé, e s’involano Cancellara e Vanmarcke, attesi dal velodromo di Roubaix. Un allungo a quattro chilometri dal traguardo per Cancellara, forse le prove generali: quindi la pista in legno di Roubaix, la coppia che si contende la corsia interna e Vanmarcke che ottiene la posizione peggiore e lancia la volata, con lo svizzero sulle code, e Cancellara, imprendibile, che taglia per primo il traguardo.

Tutti hanno corso contro lo svizzero: isolato a 50 km dal traguardo, in volata come mai prima nelle sue vittorie sul velodromo, è riuscito comunque in un’impresa storica, che l’ha consegnato definitivamente alla storia del ciclismo.
Male gli azzurri, praticamente non pervenuti Paolini, Pozzato e Oss, tranne per brevi comparsate sul palcoscenico dell’elevetico.

Parigi – Roubaix 2013, ordine d’arrivo

1 – Fabian Cancellara (Sui)
2 – Sep Vanmarcke (Bel) s.t.
3 – Niki Terpstra (Ned) a 31’’
4 – Greg Van Avermaet (Bel) s.t.
5 – Damien Gaudin (Fra) s.t.

 

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio 

 

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