Parentopoli a Roma, dopo Atac e Ama è il turno di Acea

La Procura di Roma indaga sull'Acea

ROMA – Dopo Atac e Ama, spuntano assunzioni sospette anche nell’Acea, il gruppo industriale che si occupa della gestione di energia e acqua a Roma. Nel 2009 il bilancio della società quotata in borsa è lievitato di 65 milioni di euro dovuti alle nuove assunzioni che, nell’ultimo biennio, sono state circa 600 di cui 343 a tempo indeterminato. E poi dicono che le istituzioni non si occupano del precariato!

NOMI LEGATI ALLA POLITICA – Fra le assunzioni spuntano molte persone con legami  nella politica. C’è Alessandra Sabatini, cognata del deputato Pdl Fabio Rampelli; Ranieri Mamalchi, ex capo segreteria dell’Agricoltura del comune di Roma; Pier Guido Cavallina, ex portavoce di Francesco Storace alla Sanità.

ASSUNZIONI NERE – A destare molte perplessità è stata l’assunzione di Stefano Andrini, ex estremista di destra condannato per concorso morale in lesioni nei confronti di due giovani di sinistra, dopo un’aggressione a colpi di spranga avvenuta circa 20 anni fa. Andrini venne prima assunto dall’Ama e poi promosso ad amministratore delegato di Ama servizi. Ma questo non è l’unico caso, c’è anche quello di Mirko Giannotta che ha avuto problemi con la legge fra i quali una condanna a 1 anno e 8 mesi per alcune rapine nel 2005.

Gianni Alemanno minimizza l’accaduto e parla «di una montatura mediatica sproporzionata per vicende che sono gravi ma che non meritavano le prime pagine dei giornali nazionali». Nei giorni scorsi il sindaco di Roma aveva annunciato: «Se ci saranno mie responsabilità, pagherò» ed è stata istituita una commissione di inchiesta interna per rilevare eventuali anomalie nelle assunzioni. Si tratta, comunque, di un provvedimento che affiancherà la magistratura romana che ha già iniziato le indagini.

Gianni Alemanno, eletto sindaco di Roma nel 2008

DIMESSO IL CAPOSCORTA – Intorno al primo cittadino romano inizia a farsi terra bruciata. Il primo a “saltare” è stato il caposcorta di Alemanno, Giancarlo Marinelli, che già l’8 dicembre ha rassegnato le dimissioni. Entrambi i figli, infatti, erano riusciti a farsi assumere dalle aziende municipalizzate Atac e Ama. Il sindaco capitolino ha colto la palla al balzo per mostrare la volontà di un cambiamento, dichiarando: «Per il passato non sono in grado di mettere la mano sul fuoco, perché io non mi sono occupato di assunzioni. Ma da oggi si cambia». Magari accorgersene prima?

MAGISTRATURA ALL’OPERA – In questi giorni sono iniziate le udienze dei magistrati romani. Venerdì mattina c’è stato il colloquio fra il nuovo amministratore delegato dell’Atac, Maurizio Basile, e il procuratore capo di Roma Giovanni Ferrara. Basile ha comunque ribadito la buona fede dell’azienda e l’incontro è avvenuto per «dimostrare che la società, i suoi assetti proprietari, gli azionisti, la dirigenza, sono a completa disposizione per collaborare con chi indaga».

PRECEDENTI – «La politica della cosiddetta parentopoli? Nessuno si deve meravigliare se in un’azienda di 13 mila dipendenti ci siano figli di qualcuno. Se si va indietro nel tempo, chi lo sa quanti parenti si trovano?» a dirlo è stato l’ex amministratore delegato di Atac: Adalberto Bertolucci. Un problema, insomma, che è scoppiato solo adesso, ma che potrebbe avere radici più profonde. L’ex Ad, comunque, appare tranquillo sull’amministrazione dell’azienda, ma sulle assunzioni non si pronuncia: «Se c’è una parentopoli io non lo so. Dovevo preoccuparmi solo della correttezza amministrativa per assumere e sono tranquillo e la magistratura lo accerterà».

Nicola Gilardi

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