In Papua Nuova Guinea è caccia alle streghe

Sei donne sono state uccise la settimana scorsa, le ultime vittime di un’insensata caccia alle streghe

streghe

In Papua Nuova Guinea la magia è ancora accettata dalla maggior parte della popolazione

La caccia alle streghe evoca atmosfere medievali e racconti del terrore, ma questa è una realtà che sopravvive nella nostra era, per quanto assurdo possa sembrare. In Papua Nuova Guinea la scorsa settimana sono state uccise sei donne accusate di stregoneria, anche se il termine “donne” non calza del tutto, infatti due delle vittime non avevano neppure cinque anni.

SEI STREGHE, SEI VITTIME INNOCENTI - Da sempre in questo arcipelago del Pacifico le persone sono superstiziose e la religione portata dai missionari cristiani si fonde con le pratiche magiche che erano adottate fin dall’antichità. Ma spesso la superstizione diventa tragedia, come nel caso delle sei persone torturate e poi uccise la settimana scorsa nel villaggio di Raicoast, nella provincia di Madang. Le forze dell’ordine sono intervenute troppo tardi, ma sono comunque riuscite ad arrestare 180 persone, in pratica buona parte del villaggio.

UN’USANZA MACABRA  - Gli abitanti di questo arcipelago, credono che malattie, incidenti, morti o catastrofi naturali siano causate dalle streghe. Non importa quanto questo possa sembrare ridicolo per degli europei come noi, nei fatti le persone accusate di stregoneria vengono torturate con ferri roventi e poi uccise, spesso per decapitazione. Le ultime sei vittime non sono che la punta dell’iceberg, ma in realtà le persone uccise per stregoneria negli ultimi dieci anni sono moltissime. Basta una semplice accusa per scatenare la violenza della gente e spesso la polizia, o chiude un occhio, o si ritrova impotente di fronte a una vera e propria sommossa popolare. Interi villaggi infatti si mobilitano per dare la caccia a quelle che pensano essere streghe, che siano donne adulte o semplici bambine.

UN FENOMENO IN CRESCITA - Spesso capita che le accuse di stregoneria siano usate come pretesto per mascherare degli abusi su delle donne. Questa è l’accusa lanciata da un rapporto dell’Onu che ha studiato il fenomeno e che lancia un allarme sulla  “Crescente frequenza di attacchi e di uccisioni di persone accusate di stregoneria”, accuse che molto spesso coprono violenze sessuali. Il fenomeno è dunque in crescita, ma al di là delle superstizioni popolari, non è ancora ben chiaro perché sia circoscritto a questo arcipelago. In moltissime isole del Pacifico infatti la magia ha ancora un ruolo predominante nelle società rurali, ma normalmente essa si limita a forme di medicina tradizionale ed è ben lontana da forme di isteria collettiva come nel caso della Nuova Guinea.

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Una donna accusata di stregoneria torturata dalla gente del suo villaggio

L’INQUISIZIONE - Esistono testimonianze che raccontano di donne torturate per giorni e giorni, torture che sono terminate con la decapitazione, come le due presunte streghe uccise nell’isola di Bougainville. Esistono casi in cui alcune donne sono state bruciate vive. Tutto questo non può non riportarci indietro agli anni più bui della nostra storia, a quella follia che in Europa e nel Nuovo Mondo era chiamata “Inquisizione”.

L’IMPORTANZA DELLA CULTURA - Per cercare di limitare il più possibile questo fenomeno il governo locale ha introdotto una serie di leggi, tra cui la pena di morte per i crimini violenti, ma sembra proprio che anche questa soluzione estrema non abbia portato alcun risultato. Forse non serve combattere l’orrore con l’orrore, forse la soluzione sta semplicemente nella cultura, nell’istruzione, una luce che spazzi via le superstizioni e l’ignoranza.

Andrea Castello

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