VIDEO – L’ultimo saluto di Papa Benedetto XVI: ‘Grazie a tutti’

angelus ratzinger benedetto xvi

Benedetto XVI celebra oggi l'ultimo evento pubblico del pontificato

Città del Vaticano – Una piazza San Pietro gremita come forse solo durante le celebrazioni per il Natale e la Pasqua, e una via della Conciliazione riempita circa a metà. Sono 200.000, forse anche 300mila, i fedeli accorsi a Roma per assistere all’ultima udienza del pontificato di Papa Benedetto XVI che, domani alle ore 20, cesserà di essere in carica per sua stessa decisione.

Nonostante la giornata di domani sarà dedicata ai cardinali, sono moltissimi i porporati già presenti all’evento pubblico, che sta raccogliendo una presenza assolutamente trasversale, con bandiere di moltissimi stati che sventolano, accompagnando le centinaia di striscioni di saluto, sostegno e affetto a Joseph Ratzinger. Presenza favorita anche dalla chiusura parziale delle scuole, a causa degli scrutini per le elezioni politiche e regionali, che ha aumentato esponenzialmente la presenza di giovani all’udienza, che si tiene in una magnifica giornata soleggiata, mentre tutt’intorno al perimetro della piazza la presenza delle forze dell’ordine è stata aumentata per garantire la maggiore sicurezza dei fedeli.

La Sala Stampa del Vaticano, in maniera dissimile a quanto accade ogni mercoledì, non ha diffuso ai giornalisti accreditati la copia cartacea del discorso pontificale, poiché, questo è l’unico dato di fatto finora, Benedetto XVI intende modificarlo nei minimi dettagli, essendo questo l’ultimo discorso pubblico prima della storica rinuncia.

LA DIRETTA

Il papa, nonostante l’inizio consueto dell’udienza sia alle 10.25, è giunto sulla papamobile con una decina di minuti di ritardo, accolto dal suono delle campane della basilica petrina e dall’applauso scrosciante della folla, che saluta attraverso un breve ma significativo giro della piazza, in un ideale abbraccio al popolo cattolico romano.

Tutte le televisioni e gli organi di stampa sono collegati su Roma, e lo rimarranno in maniera continuativa fino a domani, per seguire la partenza dell’elicottero che porterà il “Romano Pontefice emerito”, così la denominazione ufficiale dal 1° marzo prossimo, nella residenza estiva di Castel Gandolfo, sui Castelli Romani, dove si affaccerà a salutare i fedeli castellani per l’ultima volta. La CNN, in particolare, ha inviato in Italia la nota redattrice Christiane Amanpour, che aggiorna anche sul suo profilo Twitter (seguito da quasi 600.000 persone) sugli eventi romani.

La passeggiata prosegue ormai da diversi minuti, ed è accompagnata da una gestualità consueta, con il pontefice che ha baciato alcuni bambini, “porti” dalla folla per ricevere la benedizione papale. Con una rituale lentezza, la vettura si avvicina al grande altare antistante la basilica.

L’udienza inizia con la lettura della Lettera di San Paolo Apostolo ai Colossesi, secondo il rituale consueto dell’udienza, ripetuta nelle diverse lingue (francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, arabo, polacco). Una lettura che assume un significato particolare: nell’ultima parte, l’apostolo Paolo, imprigionato a Roma, insegna che i santi, per essere tali, devono esprimere e dimostrare la loro saggezza, saggezza “ideale” di Benedetto XVI nella rinuncia al ministero.

«Vi ringrazio per essere venuti così numerosi a questa ultima celebrazione dell’udienza, grazie di cuore, sono veramente commosso e vedo la Chiesa viva», queste le prime parole di Benedetto XVI. «Anche io sento nel mio cuore di dover ringraziare Dio che fa crescere la Chiesa e alimenta la fede. In questo momento il mio animo si allarga e abbraccia la Chiesa sparsa per il mondo. Sento di portare tutti nella preghiera, in un presente che è quello di Dio, e dove raccolgo ogni viaggio e ogni visita pastorale».

Inizia poi quello che ha tutti i canoni di un “testamento spirituale e umano” del pontefice abdicante: «Quando il 19 aprile ho accettato di assumere il ministero ho avuto la certezza che mi ha sempre accompagnato della Chiesa nella parola di Dio. Signore, perché mi chiedi questo e cosa mi chiedi? È un peso grande quello che mi poni sulle spalle, ma se tu me lo chiedi io getterò le reti, pur con tutte le mie debolezze. Otto anni dopo posso dire che il Signore mi ha guidato e mi è stato vicino». «Momenti non facili per la Chiesa: mi sono sentito come San Pietro con gli apostoli. Il Signore ci ha donato giorni di brezza e giorni di acque agitate, nelle quali Egli sembrava dormire».

«Io non mi sono mai sentito solo nel portare il peso e la gioia del ministero petrino». Benedetto XVI inizia con un lungo ringraziamento ai cardinali, al segretario di Stato Tarcisio Bertone, e a tutti coloro che «con la dedizione quotidiana» hanno sostenuto la Chiesa e il pontificato. «Ho potuto sperimentare come uno riceve la vita quando la dona. Il Papa ha veramente figli e figlie e fratelli e sorelle in tutto il mondo, perché non appartiene più a se stesso». «Non torno più a vita privata, ma resto al servizio del Signore crocifisso. Non porto più la potestà dell’ufficio della Chiesa, ma resto nel recinto di San Pietro».

Termina così la prima parte del messaggio papale, accolta nuovamente da un enorme applauso, compreso quello dei cardinali, alzatisi in piedi, mentre Benedetto XVI apre di nuovo le braccia in un ideale abbraccio alla piazza esultante.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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