Papa: “Rammarico per illazioni gratuite. Non corrispondono alla realtà”

ROMA – Sono stati giorni in cui «si sono moltiplicate illazioni del tutto gratuite, amplificate da alcuni mezzi di comunicazione e andate ben oltre i fatti, offrendo un’immagine della Santa Sede che non risponde alla realtà».

Questo è quanto ha detto stamane il Papa, al termine dell’udienza generale e riguardo agli scandali e alle inchieste relative alla fuga di documenti riservati dal Vaticano. «Voglio per questo rinnovare la mia fiducia – ha proseguito il pontefice – e il mio incoraggiamento ai miei più stretti collaboratori oltre che a tutti coloro che quotidianamente con fedeltà, spirito di sacrificio e nel silenzio mi aiutano nell’adempimento del mio ministero».

«Nonostante le nostre infedeltà e i nostri rinnegamenti, abbiamo la certezza che i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili – sostiene Ratzinger – Di fronte ai contrasti nelle relazioni umane e spesso anche famigliari siamo portati a non perseverare nell’amore gratuito che costa sacrificio, invece Dio non si stanca di avere pazienza con noi e ci precede, ci viene incontro per primo e il suo amore non fa calcoli e non ha misura. Gli avvenimenti successi in questi giorni circa la Curia e i miei collaboratori hanno recato tristezza nel mio cuore – ha concluso – ma non si è mai offuscata la ferma certezza che nonostante la debolezza dell’uomo, le difficoltà e le prove, la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino».

A parlare è stato anche il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, il quale ha confermato che «le voci sulle dimissioni del Papa sono elucubrazioni di alcune persone che non interpretano in alcun modo il pensiero della Curia e della Chiesa universale. Quelli che ne parlavano prima, come Giuliano Ferrara e altri – ha detto ancora Lombardi – sono gli stessi che ne parlano ora. Non ho l’impressione che ci sia stata una novità nelle posizioni, non sono cose che ritengo particolarmente rilevanti o degne di considerazione. Molti, invece, insistono in questo momento nel voler mostrare la piena solidarietà al Papa, anzi un apprezzamento universale della figura del Santo Padre e della sua superiorità morale e spirituale in una situazione di questo genere».

Lombardi, inoltre, procedendo ad una serie di smentite riguardo le (giudicate come) false notizie apparse sui quotidiani in questo periodo e riguardanti l’inchiesta in corso in Vaticano in merito alla fuga dei documenti riservati, ha confermato che «non sono state fatte intercettazioni. Se ne parlò anche all’epoca del caso di monsignor Viganò, non ci furono allora e nemmeno adesso. Ribadisco con totale convinzione che non sono state trovate buste con indirizzi dei destinatari. Poi ognuno può dire ciò che vuole e assumersi le sue responsabilità».

Proseguendo il suo discorso, Lombardi afferma che, in base a ciò che verrà fuori dalle indagini, verrà valutata anche la possibilità di collaborazione con la giustizia italiana.

Infine, quanto alla sfiducia del presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, «è stato il Consiglio di Sovrintendenza e non la commissione cardinalizia di vigilanza a sfiduciare Gotti Tedeschi. Si è trattato di una decisione autonoma del board dei laici, la commissione cardinalizia ne ha preso nota. Non è stata una decisione guidata dal Segretario di Stato. Sarà poi la commissione dei cardinali a dover procedere alla nuova governance dell’istituto».

Stefano Gallone

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