Pagelle azzurre: Eurostar Zambrotta, Lippi nel caos. Gila? In vacanza…

Si salvano in pochi dopo la desolante prova con la Nuova Zelanda: Montolivo e Zambrotta le uniche conferme, Di Natale non riesce ancora a giocare nella sua posizione

di Francesco Guarino

Zambrotta: ieri è stato un vero leone

Marchetti: s.v In una partita e mezza non è riuscito ancora a sporcarsi i guanti. E non è colpa sua se il guardalinee non vede il fuorigioco e Cannavaro gli sviene davanti, liberando Smeltz a un metro dalla linea di porta. ANNOIATO.

Zambrotta: 7 (IL TOP). Bollito a chi? Gianluca da Como è l’unica vera conferma delle due partite giocate finora: intensità, gambe e fiato. Il tiro al 22’ del primo tempo meriterebbe miglior sorte. Dovrebbero far pagare il biglietto agli avversari che lo incrociano sulla fascia: li scarrozza su e giù per il campo in prima classe. EUROSTAR.

Cannavaro: 5. La deviazione di Reid lo sbilancia, ma il pallone del secondo gol subito dagli azzurri in due partite passa di nuovo dalle sue parti. Spazza l’area con veemenza e la cosa è preoccupante, perché di fronte abbiamo la Nuova Zelanda, mica il Brasile. Nella ripresa Wood lo lascia sul posto e per poco non fa lo scherzetto all’Italia. In queste condizioni, se passiamo agli ottavi e incrociamo l’Olanda, Sneijder gli fa ricrescere i capelli dallo spavento. TIMOROSO.

Chiellini: 6. Gli avanti neozelandesi lo prendono a gomitate dal primo minuto e non è per fargli risparmiare una rinoplastica. Divora un gol sullo 0-1, sparando di sinistro in fallo laterale, ma non è il suo mestiere. Quello, almeno lui, lo fa bene. DILIGENTE.

Criscito: 6-. Nulla di eclatante nella prestazione del giovin Domenico e il “meno” se lo guadagna proprio per questo motivo: invece di attaccare la fascia si limita al comune fraseggio e non sopperisce alle carenze di spinta di cui la nostra Nazionale soffre cronicamente. È anche vero che se gli cambiano tre colleghi di fascia in 90 minuti, lo mandano un po’ in confusione il ragazzo. INVISIBILE.

Pepe: 5,5. Cambio affrettato: non gioca un primo tempo da fenomeno, ma nella ripresa avremmo preferito vedere lui su quella fascia piuttosto che Di Natale. Lippi lo boccia perché non ha fatto ciò che gli ha chiesto, noi perché non ci si può dimenticare di giocare per 45’ in un mondiale, aspettando la ripresa. SMEMORATO. (dal 1’s.t. Camoranesi: 5,5. I postumi dell’infortunio si vedono. Perde più palloni di quanti ne recuperi e, soprattutto, quando viene scavalcato non recupera. Pochi guizzi, solo un tiro al 43’ che impegna Paston. OPACO)

De Rossi: 6. Corre, randella, le prende, si rialza. Meno della prima partita, ma sempre ampiamente sufficiente. È un mediano di impostazione, non di finalizzazione: se tornerà Pirlo contro la Slovacchia, Daniele potrà avanzare di una decina di metri il proprio baricentro. Lippi permettendo. INGABBIATO.

Montolivo: 6,5. Importante riconferma, anche se, in caso di recupero di Pirlo, sarà lui a dovergli lasciare il posto. Gioca troppo a corrente alternata, latita per lunghi periodi e poi s’accende all’improvviso producendo guizzi interessanti (vedi destro imparabile sul palo). Un po’ di continuità in più e abbiamo trovato un nuovo regista a centrocampo. AC/DC.

Marchisio: 5. Stavolta Lippi gli fa fare l’esterno a centrocampo. Se nella prossima partita lo mette al posto di Marchetti il buon Claudio fa l’en plein di ruoli. Detto questo, ora come ora Marchisio dimostra di non reggere l’impatto con la ribalta mondiale: non mette la gamba, non è mai nel vivo del gioco e non ci mette neanche quel vigore che è lecito attendersi da uno come lui. Senza rancore, ma meglio tenerlo fuori con la Slovacchia. INADEGUATO. (dal 16’s.t. Pazzini: 5,5. Il “Pazzo” fa la normale amministrazione, solo che la fa maluccio. Non riesce a ritagliarsi spazio in area, va a prendersi palla a centrocampo e rallenta il gioco. Mancano i rifornimenti, vero. Ma se Lippi lo ha portato in Sudafrica a occhi chiusi ci deve essere un perché: ce lo mostri. ERRANTE)

Azzurri a testa bassa a fine partita

Gilardino: 4 (IL FLOP). Quando gli hanno detto che lo portavano in Sudafrica, dovevano anche spiegargli che non era per una vacanza. Non segna da mesi e pascola per il campo col vigore di un intercity notturno in ritardo di due ore, ma solo Lippi non se n’è accorto. Consigli? Un bel biglietto per le Maldive, la compagnia della deliziosa signora Bregoli e tanto, tanto riposo. Oddio, non che si sia stancato chissà quanto: la scorsa partita era troppo solo in attacco, stavolta c’è Iaquinta e fa tutto lui. Buone vacanze, Alberto. BI-STECCA ALLA FIORENTINA. (dal 1′ s.t. Di Natale: 6. Totò entra in campo a inizio ripresa e si illumina: gioca seconda punta, il suo ruolo, ed è subito pericoloso con un bel diagonale sventato da Paston. La gioia dura 15 minuti, il tempo che il c.t. mette dentro Pazzini e lo sposta di nuovo largo a sinistra sulla fascia, dove ovviamente si intristisce. Gli verrebbe da piangere. Anche a noi. INCUPITO.)

Iaquinta: 6+. Sufficienza raggiunta per il rigore magistralmente realizzato e per l’esultanza in cui si fa strombazzare il naso da De Rossi a mo’ di vuvuzela. Dopo il primo tempo si spegne e diventa troppo lento nei 25 metri: lui sì che avrebbe avuto bisogno del cambio. MACCHINOSO.

L’ALLENATORE – Lippi 4,5. A sua discolpa potremmo dire che avrebbe dovuto sostituire almeno 6 giocatori, non 3 come da regolamento. A pensarci bene, però, la cosa aggrava il suo voto, perché questi uomini li ha avuti davanti per un mese prima di portarli lì. Cambia modulo ma non gli uomini: dopo 45 minuti si sconfessa e cestina 2 pedine, dopo altri 15 manda a farsi benedire anche il modulo. Inutile proseguire con le filippiche sulle assenze di Cassano e Balotelli: gli uomini sono questi, metta in campo un 11 decente almeno contro la Slovacchia. Finora non l’ha fatto. CONFUSIONARIO.

L’ARBITRO – Batres (GUATEMALA): 5,5. In tribuna Blatter e in campo un guatemalteco con il baffetto perfettamente scolpito e la panzetta pronunciata. 60 milioni di italiani hanno pensato ad un Moreno-bis. In verità il centroamericano è semplicemente un direttore di gara mediocre, che fa la sua particina convalidando però un gol irregolare (ma non doveva accorgersi lui della spizzata di Reid) e lasciando che i neozelandesi (tre setti nasali rotti agli avversari nelle ultime gare) alzino materialmente un po’ troppo i gomiti. Magari un cicchetto se l’era fatto anche lui prima di entrare in campo. RUBIZZO.

Foto: Oleole.It, Calciopro.Com

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