Pacchi bomba dallo Yemen. È allarme in Occidente

UPS Air cargo

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Washington – Aqap, il braccio yemenita armato di Al Qaeda ha rivendicato la responsabilità dei recenti attentati terroristici con pacchi bomba spediti dallo Yemen alle sinagoghe di Chigago la scorsa settimana, intercettati sui cargo e nei centri di smistamento della Ups e della FedEx, noti corrieri internazionali, presso gli aeroporti di Dubai e di East Midlands, Inghilterra. La cellula terroristica con base in Yemen si è assunta la respondabilità anche dell’attentato dello scorso settembre, costato la vita all’equipaggio del cargo Ups mentre decollava da Dubai con destinazione Colonia. La notizia è confermata dal Site Intelligence Group, un’organizzazione che si ocupa di monitorare i siti degli estremisti islamici in tutto il mondo.

L’esplosivo era stato nascosto in delle cartucce per stampanti. Si tratta di Petn, un impasto di piombo e pentrite altamente esplosivo anche in modeste quantità. Questo tipo di sostanza può essere innescata attraverso un detonatore, una semplice scheda telefonica o un improvviso aumento della temperatura. L’intelligence Usa è del parere che dietro questi esplosivi ci sia la mano di Hassan Al Asiri, 28 anni, figlio di un militante saudita, ritenuto uno dei più bravi artificieri dell’universo estremista, sostenitore della jihad contro gli Usa e tutto l’Occidente. Al Asiri è nella lista degli 85 terroristi più ricercati dell’Arabia Saudita. Nel 2009 aveva fatto sacrificare il fratello Abdullah di 23 anni, saltato in aria nel tentativo di uccidere il capo dell’antiterrorismo saudita, il principe Mohammed bin Nayef. Ma l’attentato non riuscì, Abdullah fu ucciso prima che riuscisse a portare a termine la missione. L’intelligence sospetta che Al Asiri possa essere in contatto con l’imam radicale yemenita-americano Anwar Al Awlaki.

Come conseguenza dell’attuale allarme generato dalla minaccia dei pacchi bomba sono state aumentate a livello generale le misure di sicurezza previste nei maggiori aeroporti occidentali. Stati Uniti, Francia e Inghilterra hanno sospeso i voli cargo provenienti dallo Yemen. La Germania ha stabilito il divieto di sorvolo e di ingresso nel proprio spazio aereo anche ai voli passeggeri. L’Italia ha intensificato i controlli sui due voli di linea provenienti ogni settimana da e per Sanaa, la capitale dello Yemen. Al “Leonardo da Vinci” non transitano infatti voli cargo provenienti dall’ultima frontiera del terrore. Accurate ispezioni e body-check vengono compiute oltre che sugli aeromobili anche sui passeggeri con l’ausilio delle unità cinofile antiesplosivo. È stato inoltre stabilito un bando pressochè totale sulle cartucce di toner per stampanti oltre i 500 grammi nel bagaglio a mano dei passeggeri e nella stiva.

Il terrore viaggia sugli aerei

Il gruppo terroristico con base in Yemen ha messo in evidenza una grande falla nel sistema di sicurezza Usa e ha dichiarato di essere rimasto in attesa dopo gli attentati di settembre per vedere la reazione dell’Occidente. Sui forum jidaisti si legge che i centri di intelligence non hanno attribuito prima la responsabilità degli attentati ad Aqap, esclusivamente per motivi politici. Sostengono che l’obiettivo fosse quello di nascondere l’incidente fino alla conclusione delle elezioni di Midterm.

Gli analisti politici e gli esperti antirterrorismo Usa hanno confermato che attualmente la più grave minaccia alla sicurezza americana e di tutto l’Occidente proviene dallo Yemen, dove risiede il più pericoloso braccio armato di Al Qaeda. Pakistan e Afghanistan verrebbero al secondo e terzo posto. A nove anni di distanza dall’11 settembre, il terrore continua a viaggiare sugli aerei.

Margherita Kochi


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