Regionali nel Lazio. Situazione critica per il centrodestra

Una campagna elettorale molto complessa per il Pdl di Renata Polverini

di Marco Luigi Cimminella

Renata Polverini

ROMA –  Tempi duri per il centrodestra in questa campagna elettorale. Nel suo incedere continuo verso le votazioni di fine marzo, si manifestano, in maniera sempre più palese, significative perplessità sulle reali possibilità di vittoria della Polverini. Il ritardo nella presentazione della lista del Pdl ha segnato l’esclusione dei suoi esponenti dalla competizione elettorale nel Lazio. Il respingimento dell’istanza presentata dal Pdl non ha fermato ne demoralizzato gli uomini di Berlusconi, che hanno immediatamente fatto ricorso al Tar. Intanto, l’ottimismo ostentato dalla sindacalista sembra inevitabilmente cozzare con il clima di forte tensione che si è creato nei circoli politici del centrodestra. All’esclusione della lista berlusconiana, si aggiunge infatti l’inaspettata notizia della bocciatura del listino della sindacalista. Non è stato ammesso, infatti, alle elezioni regionali dall’ufficio centrale elettorale della Corte d’Appello, in quanto non era completo di tutte le firme dei rappresentanti.

Naturalmente, Renata Polverini non si è data per vinta. In questi ultimi giorni, la sindacalista ha esortato instancabilmente il popolo del centrodestra laziale affinché reagisse contro questa asfissiante burocrazia, ribadendo continuamente il diritto di ogni individuo ad accordare la preferenza all’esponente politico che considera più rappresentativo. Non solo. Rivolgendosi al capo dello stato, la candidata finiana alla presidenza della regione Lazio ha lanciato un appello allo scopo di garantire il diritto di voto a tutti i cittadini laziali. “La burocrazia non può uccidere la democrazia”, ha commentato.

Ignazio la Russa

Intanto, anche la dirigenza del Pdl in Lombardia ha i suoi grattacapi. La lista berlusconiana di Roberto Formigoni, nuovamente in corsa per la presidenza della regione, non è stata ammessa, in quanto ben 514 firme sono state invalidate. Secondo Ignazio La Russa la libertà di voto sarà comunque rispettata. Il ministro della difesa ha aggiunto: “E’ giusto far rispettare le regole, ma a Milano si tratta di formalismi e a Roma di un’interpretazione sbagliata”.

Formalismi? Interpretazioni sbagliate? Gli esponenti del centrodestra , in un coro unanime, sostengono la necessità di salvaguardare il diritto di ogni elettore ad esprimere le proprie scelte, impedendo, in questo modo, che i meccanismi burocratici ostacolino la partecipazione libera dei cittadini alla gestione della res pubblica, segnando così la morte delle democrazia.

Di fronte all’insuccesso della giustizia nel garantire l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, la controversa macchina burocratica italiana sembra si sia decisa finalmente ad intervenire.

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