
Il manifesto della campagna di boicottaggio contro i licenziamenti inizialmente previsti dall'azienda
Faenza – Ci sono nuove prospettive nella vicenda che vedeva contrapposte le lavoratrici Omsa, prossime al licenziamento, e i vertici del gruppo Golden Lady, di cui la Omsa fa parte. Oggi l’azienda ha deciso di optare per altri sei mesi di cassa integrazione in deroga.
Solo lo scorso mese, a seguito della diffusione delle intenzioni dell’azienda di trasferire all’estero la propria produzione e lasciare a casa le proprie lavoratrici, sulla rete era nata una campagna di boicottaggio verso i prodotti dell’azienda. Sulle prime l’azienda aveva giustificato la propria scelta, ora invece ha rivisto la propria posizione, a seguito di un incontro con il Ministero e le parti sociali.
L’accordo, raggiunto oggi presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, prevede appunto un nuovo periodo di cassa integrazione straordinaria in deroga per le lavoratrici dell’azienda. Tale ampio periodo di tempo sarà utilizzato per predisporre un nuovo percorso di riconversione industriale, idoneo ad assorbire almeno una parte dei lavoratori. L’accordo di oggi sarà formalizzato il prossimo 12 marzo. Intanto per i lavoratori sono in programma dei percorsi formativi, e la chiusura della procedura di mobilità aperta in precedenza dall’azienda. Pare inoltre che ci sia un investitore interessato al sito, che sarebbe in grado di assumere almeno 120 lavoratrici. Altre 30 potrebbero essere riassorbite da un outlet della zona.
I sindacati, Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilta-Uil, hanno fatto fronte comune sulla vicenda. «L’oggetto dell’incontro aveva come obiettivo sia quello del superamento della procedura di mobilità che il 27 dicembre scorso la proprietà aveva avviato per le 239 lavoratrici – hanno affermato i sindacati – e sia quello di concretizzare la disponibilità di prorogare la cassa integrazione in deroga da parte del ministero, a fronte di alcuni progetti di reindustrializzazione e di ricollocazione delle lavoratrici ‘Omsa’ nel territorio faentino».
Angela Piras
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