Oms: “Il fumo uccide sei milioni di persone ogni anno”

Le campagne antifumo: efficaci per qualcuno, inutili per molti

Ginevra – Il fumo è la principale causa di morte evitabile al mondo. La notizia, che potrebbe sembrare quasi ovvia e scontata, è stata confermata da un report pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che a sede a Ginevra, in Svizzera. Ogni anno, sigarette e affini sono infatti responsabili del decesso di 5.600.000 persone.

Le cifre sono particolarmente gravi, e soprattutto mostrano un trend in crescita nei prossimi 20 anni. Allo stato attuale delle cose, sono cinque milioni i decessi da malattia diretta, ovvero legata al consumo di prodotti contenenti nicotina, mentre sono ben 600.000, una cifra che rappresenta più del 10% dei decessi diretti, i morti da fumo passivo, ovvero vittime del fumo altrui.

Nel 2030, se le statistiche sul consumo rimarranno quelle attuali, i decessi annui saliranno a 8-10 milioni, portando il computo totale delle vittime nell’arco del secolo a quasi un miliardo, con un’incidenza dal 2030 al 2100 di circa 560 milioni di morti.

Secondo la World Health Organization, il fumo ha ucciso nel solo XX secolo circa 100 milioni di persone, una cifra che potrebbe essere paragonata alla popolazione di Italia e Spagna messe insieme, e che moltiplica per cinque i morti provocati dalla Grande pandemia influenzale del 1918-1920, che provocò circa 20 milioni di decessi.

L’avvento delle sigarette elettroniche, le campagne di sensibilizzazione e le pubblicità shock apposte sui pacchetti di sigarette mostrano una sempre maggiore attenzione della società nella riduzione del consumo di questi “bastoncini della morte”, ma gli irriducibili (il cui consumo annuo è di circa 1.600 sigarette, ovvero 6,5 kg di tabacco) resistono, e i decessi rappresentano il 35% delle cause di morte generali, percentuale che sale quasi al 50% per quanto riguarda i carcinomi.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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