Omeopatia: conoscere per scegliere

Come, quando e perché? Tutti i dubbi sull’omeopatia colmati dell’Esperto

di Fabrizio Giona

Roma –  Informare significa portare a conoscenza. Conoscere vuol dire essere liberi di decidere e soprattutto di scegliere. È da tale presupposto che prende vita questo piccolo viaggio nel mondo dell’Omeopatia, una realtà ancora poco conosciuta e circondata da molti pregiudizi e luoghi comuni. A far da Cicerone il Dottor Edoardo Felisi, Medico Chirurgo, Esperto in Omeopatia e Professore a contratto di Medicinali Omeopatici presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Pavia.

Dottor Felisi, che cos’è l’Omeopatia e da che cosa è caratterizzata?

L’Omeopatia è un metodo terapeutico, scoperto dal Dottor Samuel Hahnemann agli inizi del XIX secolo, che utilizza dei medicinali particolari, preparati secondo modalità peculiari e che si avvale di un approccio e di un inquadramento completo del paziente. Essa è caratterizzata innanzitutto dall’applicazione del fenomeno della similitudine, ovvero vengono utilizzate, a scopo terapeutico, estratti di sostanze che sono in grado di procurare nei soggetti sani, a dosi tossiche, gli stessi disturbi che curano, a dosaggi molto ridotti, nei soggetti malati. L’esempio classico è l’utilizzazione del veleno dell’ape diluito per curare manifestazioni allergiche che sono simili ai fenomeni prodotti da una puntura d’ape (orticaria, gonfiore alle labbra o alle palpebre, da allergia alimentare o da contatto). In secondo luogo è caratterizzata dal fatto che tutte le sostanze comunemente utilizzate a scopo terapeutico provengono dai tre regni della natura (vegetale, animale e minerale) e sono sottoposte ad un particolare processo di diluizione e scuotimento, che ha il fine di eliminarne le proprietà tossicologiche, esaltandone quelle terapeutiche. Infine, cardine fondamentale della terapia omeopatica è l’individualizzazione della terapia. Questo sta a significare che la reazione individuale del soggetto ammalato ha un’enorme importanza nella scelta dei medicinali. In due soggetti che presentano una stessa malattia, ad esempio una faringite virale febbrile, il medico sceglierà due medicinali diversi in funzione del fatto che uno lamenta un dolore bruciante, che migliora con il caldo, non ha sudorazione, è agitato, mentre l’altro ha un dolore puntorio, che migliora con il freddo, suda ed è prostrato. Nel caso di una terapia convenzionale, entrambi assumerebbero lo stesso antipiretico-antiinfiammatorio.

Dunque è sbagliato definire l’Omeopatia come un’altra Medicina?

Assolutamente si. La medicina è unica! Non esistono varie medicine. Esistono solo diversi metodi clinico-terapeutici  che si differenziano dal tipo di medicinali usati o dal fatto di non usarne proprio, come nell’agopuntura, oppure si differenziano nella modalità di raccolta dei dati che riguardano ogni singolo paziente. È il singolo medico che decide in funzione delle proprie conoscenze quali metodiche terapeutiche utilizzare.

Si dice che l’Omeopatia sia efficace soltanto per le patologie lievi o che venga utilizzata unicamente per le malattie che guariscono spontaneamente. È vero?

Certo che no. Il dominio di utilizzazione dell’Omeopatia sono le malattie croniche che, per definizione non hanno remissione spontanea, e spesso sono malattie invalidanti. Mi riferisco alle forme allergiche respiratorie o cutanee croniche, all’artrosi, all’ipertrofia prostatica benigna, alla cistiti ricorrenti, alla bronchite cronica, alle infiammazioni ricorrenti delle prime vie aeree nei bambini, sindrome da intestino irritabile, all’osteoporosi, ecc. In alcuni casi i medicinali omeopatici sono di prima scelta, in altri svolgono un’azione complementare ai farmaci della farmacologia convenzionale, permettendo l’uso di dosi più basse e quindi limitando la comparsa di effetti collaterali.

L’Omeopatia può essere usata su qualsiasi paziente e per curare qualsiasi tipo di malattia oppure ci sono delle limitazioni?

Ovviamente esistono delle limitazioni. Ad esempio la terapia omeopatica non ha carattere sostitutivo, quindi non si può curare un paziente diabetico insulino-dipendente solo con medicinali omeopatici. Inoltre non può essere usata in patologie in cui è richiesto un intervento chirurgico. In linea di massima, l’Omeopatia non riesce a produrre effetti terapeutici significativi in quei pazienti in cui non sia possibile avviare un naturale (non spontaneo!) processo di guarigione.

L’Omeopatia è una medicina dolce, naturale. Cosa risponde per confutare questo diffusissimo luogo comune?

L’Omeopatia è un metodo clinico-terapeutico basato su osservazioni scientifiche e su una solida esperienza clinica della durata di più di due secoli. E’ naturale nella misura in cui utilizza sostanze ricavate dal mondo della natura e solo raramente si avvale di preparazioni di sintesi. Non necessariamente queste sostanze sono “dolci”. Possiamo considerarla “dolce” nel suo modo di approcciare il malato e la malattia con la massima preoccupazione di non creare ulteriori danni farmacologici a quelli già prodotti dal processo morboso.

L’Omeopatia può curare l’influenza stagionale che tanto preoccupa?

L’influenza stagionale è un malattia virale epidemica benigna che può indurre complicanze serie in gruppi specifici di malati (cardiopatici, nefropatici, diabetici, asmatici, anziani). Non vi sono particolari difficoltà nel trattare i soggetti che non appartengono a tali categorie con medicinali omeopatici. Ne esistono diversi che coprono efficacemente le diverse tipologie di sindrome influenzale (respiratoria, addominale, ecc). Anche i soggetti che appartengono alle categorie a rischio possono associare al vaccino medicinali omeopatici per trarne una più efficace prevenzione che non è garantita al 100% dal vaccino anti-influenzale da solo.

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6 Risponde a Omeopatia: conoscere per scegliere

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    Sè... 26/01/2010 a 20:07

    Articolo interessante. Complimenti. Un argomento avvincente ,da tutti punti di vista affrontato con molta chiarezza ed esaustività…è bello leggere approfondimenti sull’omeopatia come questi.

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  2. avatar
    Fabrizio Giona 27/01/2010 a 10:50

    Grazie Mille! Mi fa piacere ti sia piaciuto. Ci sarebbe stato altro ancora da dire…ma niente paura: nei prossimi giorni continuerà il nostro viaggio nel mondo dell’omeopatia. Ci saranno nuove interviste molto interessanti. Si parlerà di medicinali omeopatici, di omeopatia in pediatria e di tanto altro ancora. Quindi ti consiglio di leggere quotidianamente WakeUpNews! Fabrizio

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  3. avatar
    marina 27/01/2010 a 14:16

    Finalmente dopo aver fatto delle domande si leggono delle RISPOSTE di esperti….. cosa che ultimamente manca in altri contesti…..
    Cmq bell’articolo…. spero di leggere ancora notizie e novità in tal proposito….. Grazie!

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    Fabrizio Giona 27/01/2010 a 21:20

    Grazie a te Marina…continua a seguirci, come già detto sopra, nei prossimi giorni continueremo ad occuparci di omeopatia ed altri esperti risponderanno alle nostre domande. Anzi colgo l’occasione di dire a te e a tutti i lettori che, qualora volessero, possono porre delle domande qui nei commenti…sarà mia premura girarle agli esperti. F :)

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    Gianfranco Fortini 22/09/2010 a 13:54

    Vorrei solo evidenziare che (a parte il fatto che, come riportato da gli articoli di The Lancet pubblicati nel 2005 e 2007, non esiste ad oggi alcuna prova scientifica accreditata riguardo la validità del rimedio omeopatico) la commissione scientifica inglese della Camera dei Comuni ha definito come “cattiva pratica medica la prescrizione di un trattamento omeopatico” http://www.parliament.uk/business/committees/committees-archive/science-technology/s-t-homeopathy-inquiry/
    Finalmente il pensiero razionale riguadagna qualche posizione (per ora solo nel mondo anglosassone, purtroppo).

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  6. avatar
    flompi 04/11/2010 a 02:25

    un commento per il sig. Fortini, normalmente ciò che non si conosce e\o che viene giudicato è, nel migliore dei casi un qualcosa di sbagliato e negativo.
    Mio marito per sei anni ha criticato l’omeopatia, con la quale curo me e mio figlio, poi è capitato che gli è venuta la bronco polmonite, gli hanno dato vari medicinali e non ha voluto sentirne di chiamare l’omeopata perchè doveva guarire in fretta e non poteva aspettare che le cure omeopatiche facessero effetto.
    Ho chiamato io l’omeopata che mi ha detto: tranquilla Flo farà la cura 15 gg,sembrerà gusrito, e dopo una settimana gli torna tutto….
    Così è stato gli è tornata, si è curato con l’omeopatia, dopo 5 gg era come nuovo,,,ma la cosa importante è che non gli è più tornata.

    Articolo molto interessante
    Per esperienza personale ho la certezza del fatto che l’omeopatia funziona, mali che i medici allopatici non sono riusciti a curarmi in 30 anni, sono spariti con l’omeopatia e con una grande forza interiore. Ho vissuto e vivo il percorso che ho iniziato con il mio omeopata, come un lunghissimo viaggio, nel quale magari capita qualche intoppo ma si risolve continuando ad andare, cercado di non perdere la strada, seguendo come unico obiettivo il benessere “fisico e mentale”.
    Forse questo non è molto sottolineato nell’articolo. il mentale intendo, la funzione dei rimedi omeopatici è chiara ma sono solo un’aiuto a quelle che sono le intenzioni del paziente di guarire….
    saluti

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