Oltre la notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

Qualche news sugli argomenti che hanno avuto esiti e sviluppi interessanti, ma un minore impatto mediatico rispetto allo scoop iniziale: dallo scandalo Delbono alla questione della memoria storica

di Laura Dabbene

Una settimana ricca di sviluppi per alcuni fatti ed eventi che, trascorso l’interesse suscitato dai media attraverso titoli ad effetto stampati in prima pagina, hanno lasciato il posto ad altre notizie, fresche, adatte a saziare la fame di un pubblico sempre avido di novità. Lo spirito del nostro fare informazione, nel particolare settore del giornalismo sul web, vuole tuttavia essere attento anche quando si spengono i riflettori, soprattutto se l’evolversi dei fatti continua a stimolare riflessione e spirito critico.

È il caso della vicenda di Eluana Englaro. Non è stata sufficiente l’archiviazione delle indagini su Beppino Englaro e i medici, accusati di omicidio, a far cessare polemiche, discussioni ed interventi inopportuni. Nell’anniversario della morte della ragazza, il 9 febbraio, Silvio Berlusconi ha scritto queste parole in una lettera alle suore Misericordine di Lecco, della casa di cura che a lungo ospitò Eluana, “Vorrei condividere il dolore per non aver potuto evitare la sua morte”, riaprendo non solo le ferite dei famigliari, ma anche i delicati temi etici legati al fatto.  Severo il giudizio di Gianfranco Fini: il Presidente della Camera avrebbe preferito il silenzio delle istituzioni, per evitare di strumentalizzare la ricorrenza. Tra tutte è risuonata sconcertante la dichiarazione di Maurizio Sacconi: “L’approccio del governo riguardo il caso di Eluana Englaro è sempre stato laico. Sicuri che il ministro del Welfare viva in Italia?

Come prosegue invece il caso dell’ex primo cittadino di Bologna? Dopo lo scoppio del Cinzia-gate e le prime accuse a Flavio Delbono, nuovi presunti reati pendono sul capo dell’ex sindaco: il pm ipotizza truffa e peculato a causa di nuove note di spese viaggio chieste come rimborsi alla Regione oppure pagate direttamente in loco con una carta di credito di proprietà dell’ente pubblico. Tra queste spese improprie ci sarebbero tre settimane di vacanza a Capri, a ridosso di ferragosto, una per ogni stagione estiva dal 2005 al 2007.

La pioggia: nuova minaccia per Haiti

Scalzata dalla prima pagina è, ormai, anche la tragedia del terremoto ad Haiti, dove la situazione sta diventando sempre più drammatica. Nonostante la speranza e l’ottimismo verso il futuro siano stati alimentati dal ritrovamento, dopo 27 giorni sotto le macerie, di un sopravvissuto, il 28enne Evan Muncie, venditore di riso al mercato di Port-au-Prince, cresce la disperazione degli oltre 1,500,000 sfollati che affollano le tendopoli. Le denunce che arrivano dai volontari fotografano un oggi segnato dalla mancanza di cibo, acqua e medicinali, ed un domani minacciato dall’arrivo della stagione delle piogge, che potrebbe seppellire ciò che resta di Haiti sotto torrenti di fango.

E le elezioni in Ucraina? Le accuse di brogli elettorali da parte della candidata filo-occidentale Yiulia Tymoschenko, già esternati in fase di voto, si sono fatti più insistenti dopo la sua sconfitta. L’agguerrita Yiulia non intende arrendersi e vuole portare in tribunale il suo avversario Yanukovich, dichiarando in conferenza stampa: “Non riconoscerò mai la sua vittoria”. Pare tuttavia che la sua lotta sia destinata a trasformarsi in una crociata solitaria, perché già molti esponenti del suo partito sembrano averla “mollata” dopo l’esito delle elezioni.

Qualche news anche sul più ampio tema della memoria storica, sollevato di recente dalle celebrazioni in ricordo della Shoah e dal caso del Diario di Anna Frank interdetto alla lettura nelle scuole. Ombre oscure sono calate sul dovere di non dimenticare nel Giorno del ricordo, il 10 febbraio, dedicato ai morti nelle foibe e al dramma dell’esodo giuliano-dalmata. Mentre in Campidoglio Giorgio Napolitano incontrava i famigliari delle vittime dicendo “Il Paese ha bisogno di coltivare tutte le memorie”, in alcuni istituti scolastici romani non si è voluta, o potuta, svolgere alcuna iniziativa a riguardo, appellandosi alla non obbligatorietà da parte del Ministero. Se per una scuola elementare si è chiamata in causa la tenera età dei pargoli ed un programma didattico che non arriva a trattare il periodo storico in cui avvennero i fatti, non si è capito quali siano stati gli ostacoli che, sollevati dal Consiglio d’Istituto, hanno impedito agli studenti del liceo socio psico-pedagogico Vittorio Gassmann di svolgere l’incontro con un ricercatore di Scienze e Politiche dell’Università la Sapienza, esperto sull’argomento.

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