Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

Julian Assange

Il gionalista Julian Assange è senza dubbio tra i personaggi al centro dell’attenzione mediatica in tutto il mondo. In Italia esce un libro di Paolo Zelati che intende raccontare la storia, ma anche i suoi retroscena, di un uomo che ha sovvertito certe regole sia nell’informazione che negli equilibrii diplomatici mondiali. Il titolo del saggio che esce per Barbera Editore è già di per sè un programma:  L’uomo che fa tremare il mondo. Giornalista egli stesso e critico cinematografico, Zelati costruisce quasi un manuale per esplorare ed approfondire la conoscenza del fenomeno Wikileaks e del suo fondatore: partendo da un ritratto di Assange, si scava tra le motivazioni possibili che l’hanno spinto a dare vita a Wikileaks, per scendere poi ancor più nello specifico delle questioni italiane. Insomma, quali sono davvero i dossier che coinvolgono il nostro Paese, balzati in prima pagina sui periodici e quotidiani negli ultimi giorni?  Ampia sezione del libro è dedicata ad un dettagliato elenco dei cablaggi segreti che riguardano la Penisola, cui segue un’intervista a Vittorio Zucconi, giornalista che da tempo vive negli Stati Uniti,  sul rapporto tra potere, informazione e cittadini.

La notizia secondo cui alcune delle versioni dei famosi Girasoli del pittore olandese Vincent Van Gogh starebbero perdendo l’originaria luminosità del giallo ha fatto il giro del mondo. Ma individuato il problema, come risolverlo? Drasticamente, secondo la restauratrice Valeria Merlini, proteggendo i dipinti in un luogo chiuso e impedendone, di fatto, la visione pubblica. All’affermazione shock della Merlini – riportata dall’agenzia Adkronos - è seguita una riflessione della stessa esperta, ben consapevole del fatto che un’opera d’arte senza una fruizione perde il suo stesso senso di esistere. Diventa quindi assolutamente necessario che esigenze conservative e necessità espositive trovino ed elaborino una soluzione di compromesso rispettosa di tutte le parti, non facile quando si tratta di opere di artisti particolarmente innovativi, sperimentatori o, come Van Gogh, costretti ad usare materiali insoliti per altri motivi. Da questa prassi tecnica, che devia rispetto ad una tradizione consolidata,  deriva un’instabilità dei materiali che rende le opere particolarmente fragili.

Internet ormai è lo strumento attraverso cui la maggior parte della gente si scambia e soprattutto cerca informazioni. Anche in materia di salute. Non sempre il caso e le necessità sono estremi come quello dell’uomo che aiutò la moglie a partorire grazie alle istruzioni di Wkipedia, ma i dati diffusi dal Censis parlano – in specifico in Italia –  di una continua crescita di persone che si affidano alla Rete per questioni di salute e di assitenza: si è arrivati nel 2010 al 34% e per il 12,6% si tratta della prima e principale risorsa su tali questioni. Presentati durante un workshop a Roma, questi risultati hanno suscitato i commenti in primis del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, sostenitore di un bisogno di sempre maggiore interazione tra cittadini e web in materia sanitaria. Questa carta sembra giocare anche la regione Lazio: da qualche tempo a Roma sono apparsi grandi cartelloni pubblicitari con la campagna Mi state a cuore di Renata Polverini, che prevede tra le offerte proprio un filo diretto tra i cittadini e le strutture sanitaria via web.

Dr Ala Alwan, Assistant Director-General of WHO`s Noncommunicable Diseases and Mental Health Cluster

Il dottor Ala Alwan

Non si insiste mai abbastanza sui pericoli derivati dall’abuso di bevande alcoliche, e il recente allarme dell’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, mette l’accento non solo sui danni collaterali o le controindicazioni, ma sugli effetti mortali di un consumo eccessivo. Due milioni e mezzo di persone ogni anno muoiono a causa di troppi drink. I numeri sono chiari: circa il 4% delle morti su scala planetaria sono legate all’alcol, salendo al 6,2% se si considerano solo gli individui di sesso maschile e scendendo all’1,1% limitando le statististiche alle donne. Il dato cambia se in maniera notevole se si allarga alla fascia d’eta 15-29 anni: i decessi per abuso di alcol salgono al 9%. E’ dal 1999 che l’Oms ha iniziato ha svolgere indagini specifiche per valutare gli effettivi danni dell’alcolismo e da allora molti Paesi hanno iniziato a mettere in atto provvedimenti per limitarne e ridurne l’uso in maniera responsabile, ma il dottor Ala Alwan, vice direttore generale per le malattie non trasmissibili e la salute mentale, davanti ai dati 2010 invita a fare di più per ridurre il numero di vite perse e contrastare la sofferenza che l’alcolismo genera a livello individuale e sociale.

Foto via: http://numerico.altervista.org; http://www.worldalcohol.net

Laura Dabbene

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