Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

Addio a stress e ansie con la proteina BDNF

Curare ansia e stress? In alternativa al cioccolato, ottima cura naturale, i neuroscienziati dell’Università di San Juan nel Portorico stanno sperimentando su topolini da laboratorio l’uso della proteina BDNF (fattore neurotrofico di derivazione cerebrale). Rafforzando le connessioni neuronali e rendendo le cellule malleabili, essa impedisce ai brutti ricordi di “crescere” troppo: in questo modo si eliminano anche paure, ansia e stress derivati proprio dal ricordo di esperienze negative o traumatiche. Sui topolini pare funzionare, ma l’applicazione sull’uomo è ancora molto lontana perché è difficile realizzare un farmaco di facile e pronto uso, come una pillola da assumere per via orale. L’unica via per la somministrazione della proteina BDNF è infatti al momento un’iniezione dritta dritta nel cranio, in specifico nella corteccia prefrontale che si trova nella parte anteriore del cervello, sede del pensiero razionale che bilancia l’amigdala, regolatrice delle reazioni istintive. Nessun dubbio quindi allo stato attuale: via libera alla cioccolata!

Aggiornamenti anche sul mondo del gioco d’azzardo, fenomeno dilagante in particolare nel mondo giovanile. Destano ulteriori preoccupazioni i risultati di uno studio dell’Università Nova Southeastern della Florida, condotto su circa 200 soggetti di diversa nazionalità, in maggioranza compresi in una fascia d’età media di 26 anni e appartenenti a tutte le categorie del mondo del gioco d’azzardo (professionisti, semiprofessionisti, amatori). In base alle risposte fornite ad un questionario di 38 domande è emerso che molti hanno assunto almeno una volta un medicinale per aumentare le capacità di concentrazione durante il gioco: tra i più diffusi ci sono le anfetamine, seguite dal benzodiazepine e dal metilfenidato, ma parecchio gettonati  anche i farmaci ansiolitici di uso comune. Una vera e propria forma di doping sportivo quindi, che ha numerose varianti anche quando non si ricorre a prodotti chimici. Soprattutto per riuscire a restare svegli per molte ore si abusa largamente di caffeina, energy drink, guaranà o integratori alimentari ricchi di vitamina B12. Non pochi coloro che assumono droghe come cocaina o marijuana. Quella da gioco d’azzardo può diventare quindi una dipendenza non solo di tipo psicologico, ma anche fisico se associata all’assunzione di queste sostanze su cui non esiste al momento, nel settore, alcuna legislazione a proposito.

Il pericolo per la salute degli occhi dei più piccini non viene solo dall’uso degli occhiali per la visione 3D nei cinema di ultima generazione , ma anche dagli occhiali da sole giocattolo, oggetti non prodotti da ditte specializzate né tantomeno sottoposti al controllo da parte di esperti del settore, ma in commercio al pari di un qualsiasi balocco a fine esclusivamente ludico.

Occhiali da sole: per i bimbi vietati quelli giocattolo

Il fatto pare confermato dall’aumento di congiuntiviti tra i bimbi e secondo quanto dichiara Pietro Ducoli, ricercatore dell’IRCCS (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) Fondazione G.B. Bietti Onlus di Roma, centro specializzato in oftalmologia, la causa sarebbero proprio le lenti scure degli occhiali giocattoli, spesso ridotte a semplici schermi in plastica. Esse provocano una dilatazione della pupilla, fenomeno che per l’occhio degli under 12, in cui il cristallino è ancora in fase di formazione, può provocare danni ben maggiori e più gravi, anche non reversibili, di una congiuntivite. In più la qualità, mediocre o anche pessima, dei materiali con cui gli occhiali giocattolo sono realizzati può provocare allergie ed irritazioni agli occhi e alla pelle del viso (zona del naso e delle orecchie), particolarmente delicata nei più piccini.

Rischi di salute per i bambini derivano anche dall’obesità, problema sempre più diffuso tra i piccolissimi. Per contrastare l’aumento di peso nell’infanzia è nato a Treviso il primo parco sportivo anti obesità, Primo Sport, dove personal trainer professionisti piegano ai bambini quali giochi fare per restare in forma. L’idea è del gruppo Verde Sport, che ha già aperto, ad un chilometro dal centro città, la Città dello Sport La Ghirarda. L’amministratore del gruppo, Giorgio Buzzavo, spiega che tutte le attività proposte sono state studiate con il contributo dei ricercatori della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona e sono divise in aree tematiche: manualità, mobilità, equilibrio e aumento delle capacità del gioco simbolico. Vi sono inoltre percorsi diversi e livelli di difficoltà adatti a tutti gli under 6 secondo la fascia d’età. L’idea è quella di aprire altri parchi in Italia dove, come a Treviso, distribuire anche agli adulti un manuale d’uso dei giochi per coinvolgerli nell’attività fisica dei figli o dei nipotini. Primo sport ha pensato anche alla sicurezza dei piccoli frequentatori, con un sistema di videosorveglianza che monitora l’intera area.

FOTO preview/ via http://www.sxc.hu/; FOTO articolo/ via www.noneperiodo.com;  www.scienze.tv; http://www.besttermlifeinsurancerates.com

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