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Il tafano con il nome di Beyoncé: Scaptia Plinthina beyonceae

Il tafano con il nome di Beyoncé: Scaptia Plinthina beyonceae

Si apre in leggerezza questa settimana la rubrica di WakeUpNews con gli aggiornamenti su temi e personaggi passati in primo piano.

Ecco una curiosità che interesserà sia i fan della cantante Beyoncè, sia gli appassionati di animali, ambiente e natura. Come è possibile? Bisogna spostarsi in Australia, dove degli entomologi – esperti in insetti – hanno battezzato con il nome della star americana un particolare tipo di tafano:  Scaptia Plinthina beyonceae. Si tratta di una specie rarissima, di colore nero e fornito di una ‘appariscente’ e colorata rotondità al termine dell’addome: proprio questo dettaglio ha ispirato la ripresa del nome di Beyonce, fornita di un B side di tutto rispetto. Promotore della curiosa denominazone è il giovane entomologo del Csiro (Centro australiano per la ricerca scientifica), Bryan Lessard, che ha così brillantemente risolto il problema non facile di denominazione di specie di recente scoperta: il tafano Beyoncè è stato individuato nel 1981, ma ancora non aveva un’ufficiale etichetta scientifica.  Lessard non è tuttavia il solo scienziato ad aver giocato con i personaggi famosi per battezzare un insetto e così la Scaptia Plinthina beyoncea andrà a far compagnia ad altri animaletti ispirati  al conte Dracula e Bram Stoker (un ragno cavernicolo porta il nome di Draculoides bramstokeri), ma anche a molti divi del mondo della musica: Mick Jagger (il trilobita estinto Aegrotocatellus jaggeri), i Beatles (Avalanchurus lennoni, Avalanchurus starri, Struszia mccartneyi e Struszia harrisoni anche questi trilobiti), i Grateful Dead (il dittero Dicrotendipes thanatogratus) e Francesco Guccini (la farfalla Parnassius mnemosyne guccinii). Chissà se Beyoncè gradirà l’omonimia con una grossa mosca di non proprio bell’aspetto!

Madonna contro Lady Gaga. Il titolo di un remake in chiave musicale di Alien vs Predator? Non per il momento, ma le premesse sembrano esserci. Durante un’intervista rilasciata a Cynthia McFadden, dell’emittente Abc, la signora Ciccone non ha usato eufemismi per denunciare quello che reputa un plagio ai suoi danni: Lady Gaga con Born this way avrebbe copiato un suo brano della fine degli anni ’80, Express Yourself. Ad una domanda della giornalista sull’argomento, Madonna ha risposto:  «Sono rimasta sorpresa delle assonanze. Ho pensato che fosse un modo meraviglioso di riprodurre la mia canzone!». Questo strale lanciato in televisione non ha lasciato inerte il popolo di Twitter, fan delle due popstar, e si sono subito create due fazioni opposte, quelli che riconoscono che le due canzoni suonano in effetti quasi identiche e quelle secondo cui non sono affatto paragonabili.

Il fumo nemico delle aziende e del lavoro. Dopo il caso statunitense secondo cui tra i requisiti preferenziali per l’assunzione sempre di più conti il fatto di non essere schiavi della nicotina, ecco un nuovo episodio in cui sigaretta e lavoro sembrano proprio non essere conciliabili. In Germania è iniziata una vera e propria guerra alla pausa sigaretta, perchè per le imprese è divenuta sempre più un costo insostenibile, soprattutto in tempi di crisi. Secondo quanto pubblicato sul «Bild», la Federazione delle associazioni che rappresentano le pmi tedesche (Bvmw) vorrebbe abolire i minuti finora accordati ai lavoratori per fumare, minuti extra rispetto alla regolare pausa pranzo.  Il presidente della Federazione, Mario Ohoven, ha dichiarato: «Le pause sigaretta costano denaro alle aziende e disturbano il normale corso del lavoro. La Svezia in questo senso è un modello, perchè vige già in molte aziende il divieto assoluto di fumo durante l’orario di lavoro».

Una penalizzazione per i lavoratori o una scelta equa, soprattutto nei confronti di coloro che – come non fumatori – non usufruivano di questi break extra? Qualunque sia la risposta la proposta tedesca mette in campio una questione superiore, quella legata alla salute di ognuno di noi, che non può che migliorare abolendo o riducendo il fumo.

Laura Dabbene

foto ilsecoloxix.it; www.wakeupnews.eu

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