Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

Si torna a parlare di: protesi al seno, libertà di stampa, Josè Mourinho e buone notizie sul fronte della lotta contro i tumori

di Laura Dabbene

Finti seni in silicone in vendita su ebay

San Valentino fu occasione per parlare di un regalo davvero particolare: un intervento di chirurgia plastica al seno. Non sarà stato piacevole scoprire, per chi abbia fatto o ricevuto il dono, l’allarme salute scattato riguardo l’impianto, su oltre 40mila donne in Francia a partire dal 2001, di protesi che contengono gel di silicone non conforme a quello autorizzato. Prodotte dalla ditta Poly Implant Protese, che distribuisce anche in Italia, gli impianti mammari difettosi presentano un maggiore e precoce rischio di rottura rispetto agli altri. La Procura di Marsiglia ha aperto un’inchiesta preliminare per accertare se vi siano gli estremi per una denuncia per truffa, mentre i professionisti del settore, tra cui il presidente della Società italiana di chirurgia plastica estetica e ricostruttiva, consigliano di evitare inutili allarmismi. Sul fronte legislativo della tutela del paziente, la notizia ripropone con urgenza il problema di un efficace sistema di controllo che introduca provvedimenti significativi, in primis un registro delle protesi presenti sul mercato. È spontaneo domandarsi se, per amore, non sia meglio accettarsi o accettare la propria donna così com’è, piuttosto che rischiare la salute per qualche taglia di reggiseno in più.

Non sono mai troppe ed opportune le occasioni, nella redazione di Wakeupnews, per discutere di libertà di stampa e di informazione libera ed indipendente. Pare infatti che ci sia un gran bisogno di ricordare questo fondamentale principio, sancito anche dalla Costituzione Italiana, considerato quanto sta accadendo tra le fila dei giornalisti del Tg1 ad opera del suo discusso direttore, Augusto Minzolini. Prima una lettera in favore dello stesso Minzolini, al centro di ben note polemiche, che l’intera redazione è stata caldamente invitata a sottoscrivere, poi  la rimozione di tre conduttori (tra cui Tiziana Ferrario), senza alcuna apparente motivazione valida, in ultimo una lettera di richiamo, con cui è stato chiesto un procedimento disciplinare, a Maria Luisa Busi, “rea” di aver concesso un’intervista a «La Repubblica» in cui dissentiva dalla linea editoriale scelta dal primo telegiornale nazionale. Alcuni parlano di una vera e propria epurazione. Esagerazione? Ognuno valuti secondo coscienza quanto sia normale richiamare una giornalista, o qualunque altro cittadino, semplicemente per aver detto ciò che pensa.

Josè Mourinho: campione di comunicatività

Complice un Inter che fa scintille, si è diffusamente parlato dell’allenatore della squadra nerazurra, Josè Mourinho. Ancor più curioso è che si studi questa figura anche al di fuori dell’ambito sportivo, entro un contesto accademico di alto livello come quello dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Alla Facoltà di Lettere e Filosofia, all’interno del corso di laurea in Linguaggi dei media, uno studente si è di recente conquistato l’ambito titolo di dottore dopo la discussione della sua tesi: “Josè Mourinho, dalla tecnica calcistica alla tecnica di comunicazione”. Secondo quanto emerso dallo studio l’allenatore portoghese ha l’eccezionale capacità di trasformare in “oro mediatico” qualsiasi dichiarazione esternata davanti alle telecamere. La fascinazione esercitata sui media non è paragonabile a nessun’altro, eccezion fatta, forse, per il mitico Giovanni Trapattoni e le sue memorabili gaffes. Non a caso l’ex CT della Nazionale è tra i modelli più ammirati da Mourinho.

Concludiamo la rubrica di questa settimana con una notizia positiva sul fronte della ricerca contro i tumori.  Uno studio condotto, tra gli altri enti, anche dall’ospedale San Raffaele di Milano, ha dimostrato l’efficacia della molecola dutasteride nel ridurre di oltre il 20% le possibilità di sviluppare un cancro alla prostata nei soggetti geneticamente a rischio o precedentemente affetti da tale patologia. La molecola, già alla base di alcuni farmaci attualmente in commercio ed utilizzati, oltre che per trattare l’ingrossamento benigno della prostata, anche contro la calvizie, sarebbe infatti in grado di bloccare lo sviluppo di piccoli nuclei tumorali non identificati dalla biopsia, impedendo quindi che si trasformino in qualcosa di più pericoloso per la salute. Il cancro alla prostata è infatti la più diffusa forma tumorale maschile e la seconda, secondo alcune statistiche la terza, causa di mortalità. I risultati esposti, benché sperimentali, costituiscono una concreta speranza non solo per l’uomo (maschio), ma per l’umanità e dovrebbero essere monito contro le diffuse tendenze dei governi taglia-e-fuggi nel settore della ricerca.

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