Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

Nonostante da qualche settimana la nostra rubrica del week end sia monopolizzata dagli aggiornamenti su mostre, convegni ed incontri dedicati ai 150 anni dell’unità nazionale, restano tantissimi gli appuntamenti da segnalare. Iniziamo subito dalla capitale d’Italia.

Locandina della mostra “Di tre colori”

A Roma è visitabile gratuitamente, fino al 1 maggio (martedì-domenica, 10-19), l’installazione Di tre colori, realizzata da Anna Onesti presso l’Istituto Nazionale per la Grafica a Palazzo Poli. Il bianco, il rosso e il verde della nostra bandiera diventano le tinte di 150 lanterne di carta, fabbricate con metodi attenti all’ambiente e al rispetto di antiche tradizioni; i colori sono stati appositamente creati, con l’uso di sostanze vegetali, dai ricercatori del Museo dei Colori Naturali Delio Bischi di Lamoli (PU), mentre i metodi di tintura derivano da pratiche giapponesi già applicate ai tessuti, come l’itajimezome, che prevede la colorazione della carta dopo la piegatura. L’artista ha realizzato il progetto insieme a Fabrizio Di Pietro, col quale ha già all’attivo aquiloni di carta dipinta, stecche di bambù e fili di cotone: materiali naturali quindi e tanto lavoro manuale per allestire questo progetto che nasce all’interno del ciclo di eventi Grafica: femminile singolare. La mostra, corredata da un piccolo catalogo bilingue, ad agosto espatrierà in Australia per essere presentata alla Settimana della lingua italiana presso gli Istituti Italiani di Cultura di Sydney e Melbourne.

A Firenze dedica una mostra alla costruzione dell’Italia unita anche l’Accademia dei Georgofili, guardando dall’interno la propria storia, la propria vocazione di studiosi ed il proprio personale contributo alle vicende risorgimentali.

Uno dei documenti esposti all’Accademia dei Georgofili a Firenze

 

I Georgofili furono capaci di condividere le speranze e il desiderio di libertà del popolo italiano, di cogliere ed interpretare le trasformazioni sociali, e con il loro apporto intellettuale orientarono la formazione della coscienza civile collettiva. Ben prima dell’unità politica, i membri dell’Accademia furono interpreti di una unità di pensiero intellettuale capace di superare le divisioni: tra le loro fila accolsero come accademico Vincenzo Gioberti, quando venne bandito dalla patria piemontese. Ancora dopo il 1861 gli scienziati fiorentini operarono per la costruzione del Paese, discutendo di ogni legge e di ogni decisione del nuovo governo unitario, osservando e giudicando ogni passo della nuova Italia, diventando essi stessi da toscani pienamente italiani. Fino al 18 maggio la sede dell’Accademia ospita questa singolare mostra, aperta dalle 15 alle 18.

Aprile è mese dedicato alle celebrazioni unitarie anche a Catanzaro, dove la Soprintendenza Archivistica per la Calabria vi ha organizzato, fino al prossimo 30 aprile, la mostra itinerante Tra mito e realtà. I Calabresi che fecero l’Italia unita. L’esposizione – divisa in quattro sezioni – presenta ai visitatori una serie ampia e variegata di documenti (circa 200 tra lettere, proclami ufficiali del governo, telegrammi, avvisi di natura privata) entro un arco di tempo che va dal 1817 al 1900, tutti significativi ad illustrare i sentimenti e le ambizioni delle terre calabresi entro il percorso che condusse all’unità.

 

La locandina di “Tra mito e realtà” a Catanzaro

Protagonisti non sono soltanto i grandi uomini o gli eroi del Risorgimento (Garibaldi e i Mille), ma anche le piccole comunità locali, capaci di accogliere, recepire, fare proprie e quindi diffondere le istanze rivoluzionarie. Il periodo chiave trattato nell’allestimento è quello tra 1844 e 1861, quello delle attività dei patrioti rivolte a rovesciare il regime borbonico, che rese possibile il 19 agosto 1860 lo sbarco dell’Eroe dei due mondi nella contrada Rumbolo di Melito di Porto Salvo. Una parte della mostra, Risorgimento in rosa, è rivolta a sottolineare il contributo femminile alla causa risorgimentale di questa regione e ricorda il ruolo di mogli, madri e sorelle dei patrioti coinvolte nelle cospirazioni, che con coraggio coadiuvarono la causa politica: tra queste Rosalia Montmasson, l’unica donna tra le camice rosse dei Mille. Nel contesto della mostra rientrano diverse attività collaterali – incontri e conferenze di studio – che coinvolgono la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, sede della mostra fino a fine mese.

Non si è dimenticato dei 150 anni della Penisola neppure il Veneto, uno dei cuori federalisti e ‘secessionisti’ del pensiero leghista e bossiano. Alla 45° edizione di Vinitaly, che si chiude lunedì 11 aprile, è stata presentata la bottiglia celebrativa dell’anniversario unitario nazionale, perché anche il vino – e la tradizione enologica – sono senza dubbio tra gli elementi unificanti del Paese.
Il progetto della Bottiglia del 150° è nato un anno fa, e nel corso della sua visita all’edizione 2010 il Presidente della Repubblica aveva accolto con favore l’idea di un vino – anzi due, un bianco e un rosso – dal forte valore simbolico, prodotto da vitigni autoctoni e caratteristici della nazione, provenienti da tutte le regioni italiane, senza eccezioni, nel numero di uno per ognuna. Per l’occasione si doveva creare anche un contenitore speciale, una bottiglia dal design unico affidata all’architetto Aldo Cibic. La Bottiglia celebrativa, protagonista della serata di gala d’inaugurazione della fiera veronese, è a tiratura limitata e fuori commercio: sono stati realizzati 3.400 cofanetti speciali di due bottiglie ciascuno, una di Vino Bianco d’Italia, l’altra di Vino Rosso d’Italia, per un totale di 6.800 bottiglie di tre formati Je’roboam, Magnum e tradizionali da 0.75.

Non resta che brindare a questa nostra bella Italia e darci appuntamento al prossimo fine settimana.

Laura Dabbene

Foto via: http://www.grafica.beniculturali.it/; http://www.beniculturali.it; http://www.archivi.beniculturali.it/SARC/

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