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Un'opera di Fussli esposta a Siena

L’anima e la musica. L’esperienza romantica e l’età del Risorgimento. Questo il titolo della mostra – aperta fino al 19 giugno – che il Comune di Siena, in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi, ha promosso nell’ambito delle manifestazioni del 150° anniversario dell’unità nazionale.

Nel complesso museale di Santa Maria della Scala è ricostruito attraverso le opere d’arte un vero viaggio nell’Europa del XIX secolo, la sua storia e la sua cultura, ma anche la vita pubblica e la dimensione privata degli individui. Il Romanticismo è stato uno dei periodi in cui la creatività ha restituito grandi capolavori in letteratura, nell’arte e nella musica, e proprio su questo ultimo settore punta l’esposizione senese, tentando di fornire un’interpretazione dello spirito di quel secolo attraverso i generi musicali propri del tempo, dai valzer ai notturni, e ai modi in cui si intrecciarono con la generale sensibilità artistica collettiva. Il percorso, che affianca alle opere reali una serie di tecnologie multimediali per conoscere e vedere anche quello che non è realmente presente in mostra, si snoda attraverso le vite e le esperienze di personaggi come Schubert, Mendelsshon, Wagner e Verdi, in parallelo con quelle di altri protagonisti della cultura ottocentesca in letteratura (Byron, Stendhal, Manzoni, Pushkin) e nel campo delle arti figurative (Fussli, Ingres, Friedrich, Constable, Boldini). L’evento senese evidenzia poi come nel contesto italiano, ma non solo, la stagione romantica si sia animata di quegli ideali di libertà, di quel sentimento di unità nazionale, che col Risorgimento ha condotto le vicende politiche del paese verso il 1861, partendo dai moti del 1820-21 e passando per le Cinque giornate di Milano

Il Risorgimento italiano ha comunque in molte città italiane veri musei monografici, molti rinnovati in toto o in parte per l’occasione, a partire dai due centri che dell’unità sono il simbolo: Torino, prima capitale dello Stato unitario, e Roma, attuale capitale.

Dispiace per il prestigio dell’Urbe, ma il vero gioiello è senz’altro quello torinese. Nel capoluogo piemontese ha infatti inaugurato il 20 marzo il nuovo allestimento, in un edificio simbolo come Palazzo Carignano, completamente rimesso a nuovo.

Fino a fine mese le visite sono gratuite, ed è possibile, dopo 5 anni di intensi lavori, tornare ad ammirare in tutto il loro splendore le collezioni d’arte e d’oggetti – prima mortificate in spazi angusti e difficilmente fruibili – che raccontano una storia non solo sabauda, torinese, piemontese o italiana, ma europea. Accolti dai cimeli di Vittorio Emanuele II nella sala 1, si scoprono gradualmente i vari momenti della storia nazionale in rapporto agli eventi europei – la Rivoluzione francese, le campagne napoleoniche e la Restaurazione in primo luogo – trovandosi di fronte suggestioni come la ricostruzione della cella del patriota ed intellettuale Silvio Pellico allo Spielberg. Visitare Palazzo Carignano significare calpestare davvero i pavimenti della stanze in cui è nata la nostra Patria: nella Sala delle Costituzioni fu firmato lo Statuto Albertino nel 1848 e nel suo Studio ministeriale il conte Cavour deve aver elaborato molte delle strategie politiche, preludio all’Italia unita.

A Roma il calendario degli eventi per i 150 anni parlava di un restyling anche del Museo Centrale del Risorgimento al Complesso del Vittoriano entro il 17 marzo: dalla home page dell’Istituto per la storia del Risorgimento l’ultimo avviso annuncia invece una chiusura per lavori slittata a fine marzo, con riapertura in nuova veste il 2 giugno 2011, festa della Repubblica. Meglio tardi che mai!

L'aula del Senato a Palazzo Madama nel 1848

Ancora Torino superstar con un’altra iniziativa che unisce aspetto spettacolare, suggestioni emozionali e conoscenza storica: a Palazzo Madama è stata ricostruita nei minimi dettagli la sala del primo Senato italiano, nell’ambito dell’evento Sarà l’Italia.

Inaugurata il 16 marzo scorso sarà accessibile fino al prossimo 8 gennaio al piano nobile di Palazzo Madama: l’aula fu sede dal 1848 del Senato Subalpino e poi, tra 1861 e 1864, del primo Senato del Regno d’Italia. Lo studio di fonti iconografiche del tempo e di molta documentazione storica d’archivio, ha permesso di restituire il più fedelmente possibile l’aspetto della sala, dove ci si sente per un attimo protagonisti della Storia, quella con la S maiuscola. Per tutta la durata dell’evento a Palazzo Madama si svolgeranno anche incontri ed attività per grandi e piccoli, laboratori di educazione alla cittadinanza, conferenze e giornate di studio, reading e concerti, spettacoli teatrali.

Laura Dabbene

Foto via: www.santamariadellascala.com; www.palazzomadamatorino.it

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