Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

La locandina del film Che bella giornata (bigtube.altervista.org)

Il 2009 si chiudeva con l’esordio (e trionfo) cinematografico di Checco Zalone e il suo Cado dalle nubi. Il 2011 si apre con il ritorno sul grande schermo dell’esilarante comico nella nuova pellicola diretta da Gennaro Nunziante, Che bella giornata, dal 5 gennaio nelle sale di tutta Italia. Nella sfida ai cinepanettoni, sempre più scadenti e volgari, il film che fa sorridere senza banalità o rozzezza, ottiene un grande risultato incassando, nei primi due giorni di programmazione, circa 7 milioni di euro. Il botteghino, secondo i dati Cinetel sopra riportati, consacra quindi il successo di questo lungometraggio tutto nazionale, prodotto dalla Taodue e distribuito da Medusa, dove con ironia, tanta intelligenza ed assoluta verve comica si affronta il problema dell’incontro tra culture. I termini di record d’incassi, Che bella giornata batte le difficili vette raggiunte nelle prime 48 ore da colossi americani come Avatar ed Harry Potter, confermando la passione degli italiani per il cinema, anche e soprattutto se parla la loro lingua. Per chi vuole scoprire meglio il film, in arrivo su Wakeupnews la recensione di Adriano Ferrarato!

Ad un anno dalla rivolta di Rosarno gli immigrati tornano in piazza. Ieri mattina nella cittadina calabrese alcune centinaia di manifestanti si sono radunati in un corteo per chiedere quelli che, qualunque sia il colore della pelle o l’idioma parlato, dovrebbero essere diritti indiscussi: la sicurezza sul lavoro e condizioni di vita migliori. La principale necessità degli immigrati resta quella dei documenti che consentano di trovare un’occupazione, molti sono infatti esuli politici e, pur potendo restare regolarmente nel nostro Paese, non possono lavorare se in ‘in nero’. Alla manifestazione ha portato il saluto Elisabetta Tripodi, neosindaco di Rosarno, e la partecipazione si è estesa anche agli studenti del liceo scientifico locale. Distacco e indifferenza invece da parte della maggior parte degli abitanti del piccolo centro: i più vicini sono stati quelli che, dal bordo della strada o dai balconi, hanno guardato lo svolgersi del corteo senza aggregarvisi e commentando con le solite frasi («Qui non siamo razzisti, ma sono gli stessi rosarnesi che muoiono di fame», «Qui non abbiamo lavoro per noi come ce ne può essere per gli altri»). Slogan e striscioni sono stati simili a quelli di 12 mesi fa, sintomo di una situazione che non è cambiata, lasciandoli in stato di emarginazione e povertà, vittime dello sfruttamento del caporalato.

Nella striscia di Gaza, dove la violenza è all’ordine del giorno e a pagare il prezzo più alto delle lotte di potere è la popolazione civile, la voce dei giovani si alza dal web con un appello disperato al mondo.

Viene dal web l'ultima protesta dei giovani palestinesi di Gaza (http://freepalestine.noblogs.org)

«Hamas fottuto. Israele fottuto. Fatah Fottuto. Onu fottuta. Usa fottuti»: questo lo sfogo dei ragazzi che sempre più vedono il loro futuro dissolversi nell’impossibilità di risolvere per sempre in maniera pacifica la situazione che affligge il medio oriente. Nel mirino dei protestanti via internet sono «gli uomini barbuti che vanno in giro con i loro fucili e abusano del loro potere», cioè i membri dei servizi di sicurezza di Hamas che di recente hanno chiuso a Gaza la rete di club sociali al-Sharek. «Vogliamo essere liberi, vogliamo vivere una vita normale, vogliamo pace. Stiamo chiedendo troppo ?». Si vorrebbe rispondere, con altrettanta forza e determinazione, di no. A Gaza il messaggio ha destato l’attenzione delle forze politiche e dei media; alcune emittenti televisive arabe hanno tentato di intervistare gli autori dell’appello, ma per ora questi intendono restare anonimi ed evitare che il loro gesto venga manipolato.

Chiusura di rubrica con una buona notizia…almeno per qualcuno. L’Italia si sa è un popolo di giocatori accaniti e, in tempi di crisi, la speranza di sbancare il superenalotto o anche solo conquistare un gruzzoletto con un Grata e vinci dilaga anche tra chi non è avvezzo a questa forma di ‘investimento’. Certo la dea bendata qualche volta bacia davvero in fronte qualcuno e così è stato con l’edizione 2010 della Lotteria Italia, conclusasi la sera dell’Epifania con l’estrazione dei biglietti vincenti. Premiatissima la Liguria, dove qualcuno gioirà per il primo premio da 5 milioni di euro – che pure pare essere andato ad un anonimo siciliano, padre di tre figli e che vive a Roma, il quale ha mandato un fax di ringraziamento al tabaccaio di Pegli dove il biglietto è stato venduto – e due premi minori da 20 mila euro cadauno. Cascata d’oro anche Ceglie Messapica ed Ascoli Piceno, dove sono stati venduti gli altri biglietti milionari, mentre il tagliando da 1,2 milioni di euro vincente nel Lazio è stato acquistato in un autogrill di Gallicano.

Laura Dabbene

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