Oltre la notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

Questa settimana si riparla di sicurezza negli aeroporti, del futuro del Frecciarossa di Trenitalia, di Bertolaso e del capoluogo abruzzese e del dovere della Memoria

di Laura Dabbene

Sicurezza in aeroporto: un problema cruciale

Nonostante le polemiche sulla privacy e sui possibili danni alla salute è prevalso il problema sicurezza e i body scanner arrivano in Italia, per ora limitatamente agli scali di Malpensa e Fiumicino e per i soli viaggiatori in partenza per gli Stati Uniti. La sperimentazione servirà a valutare, oltre all’effettiva efficacia, l’eventuale acquisto di altri 15 dispositivi, per un costo di circa 2 milioni di euro, da installare negli aeroporti che ospitano rotte internazionali giudicate sensibili, da Venezia a Palermo. Il sistema di funzionamento, che monitora il calore corporeo e non prevede l’emissione di alcuna radiazione, fa sì che nell’immagine restituita ai varchi di controllo i volti risultino opacizzati e quindi non riconoscibili. Sarebbero in questo modo tutelati sia il diritto alla privacy che quello alla salute. Ci si augura che riducano anche l’attesa dei passeggeri per l’accesso ai gates, moltiplicatasi dopo l’introduzione delle nuove norme vietano di avere con sé liquidi o altri prodotti prima considerati innocui.

Meno problematico sarà, almeno si spera, viaggiare su uno dei nuovi treni ad Alta Velocità che, dopo i primi mesi di rodaggio e la debacle iniziale dovuta all’eccezionale maltempo nei giorni pre-natalizi, Trenitalia ha annunciato di voler presto rendere operativi. Tra le novità più rilevanti l’abolizione della differenza tra 1° e 2° classe a favore di un sistema a 4 livelli di servizio, e di prezzo, ed un prospetto di tariffe variabili a seconda del giorno e dell’ora in cui si decide di viaggiare. I treni Frecciarossa avranno a bordo un sistema wireless per l’accesso ad internet , sedili in pelle nella maggior parte delle carrozze, vagoni “del silenzio” dove saranno vietate stordenti suonerie di cellulari o chiacchiere ad alta voce, salottini attrezzati per le riunioni dei manager in viaggio. L’azienda ha annunciato, inoltre, di voler cancellare le corse per le quali la domanda è stata più bassa, mantenendo soltanto i collegamenti negli orari di punta. Ci si chiede allora: quali saranno le tratte a tariffa agevolata?

Anche lo snowboard tra le discipline olimpiche invernali

Forse quelle che di sicuro collegheranno le principali città italiane a L’Aquila, allora sgombrata dalle macerie del terremoto, se questa dovesse diventare sede delle Olimpiadi invernali nel 2018? Dopo averla eletta last minute sede del G8 dello scorso luglio, è stata infatti questa la proposta lanciata per il capoluogo abruzzese dal Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, all’indomani della chiusura dei giochi di Vancouver. Quella che, per Bertolaso, è “una bella idea” è una “falsa illusione” per Mario Pescante, della sezione italiana del CIO (Comitato olimpico internazionale), che ricorda le candidature illustri di Annecy (Francia), Monaco di Baviera (Germania) o Pyongyang (Corea del Sud), con cui difficilmente L’Aquila potrebbe competere. C’è chi tra i cittadini aquilani si domanda poi, come quello che dopo l’annuncio ha scritto al quotidiano la Repubblica una lettera intelligente e provocatoria, se per quella data riuscirà a recuperare, da sotto i detriti che ancora invadono il centro storico, la propria attrezzatura sportiva da sci. Si dovrebbe ricordare a Bertolaso, che forse ha la memoria un po’ confusa, che non sono certo i cumuli di mattoni e cemento a poter garantire una location ottimale per uno slalom gigante.

E memoria annebbiata, conseguenza di un cervello poco incline all’esercizio intellettuale, hanno certamente i vandali, probabilmente estremisti vicini a movimenti neo-fascisti  o neo-nazisti, che hanno deturpato le “pietre della Memoria”, le Stolpersteine posizionate in vari punti della città di Roma dall’artista tedesco Gunter Demming lo scorso 27 gennaio, Giornata della Memoria della Shoah. Sono stati imbrattati con vernice nera i sanpietrini rivestiti in ottone di via Rosolino Pilo, collocati davanti all’ex-abitazione della famiglia Terracina, interamente deportata nel 1944. L’unico sopravvissuto, Pietro Terracina oggi 81enne, denuncia l’oltraggio con la voce rotta dal pianto, mentre le autorità, dal sindaco Gianni Alemanno al Presidente della Provincia Zingaretti, condannano l’accaduto ed esprimono solidarietà con la comunità ebraica romana. Pronto l’intervento del Comune per riportare le pietre della Memoria al loro luccichio. A quando una “ripulita” dalle “intelligenze” responsabili dell’ennesimo atto di profanazione antisemita?

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