Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

Mario Resca

Il manager dei Beni culturali Mario Resca, nella sua missione di valorizzazione del patrimonio storico artistico, ha messo a segno negli ultimi mesi una serie di grandi successi mediatici e di pubblico, dai biglietti ridotti a San Valentino agli ingressi gratuiti per le donne l’8 marzo, fino alle fortunatissime edizioni 2010 della Notte dei Musei e della Settimana della Cultura. Ma ora incassa una “sconfitta” e un secco no alla sua proposta di portare in tour attraverso la penisola due importanti opere d’arte che, nelle loro sedi ufficiali, rischiano secondo lui di essere trascurate e dimenticate perché fuori dai maggiori e più battuti circuiti turistici: i calabresi Bronzi di Riace e i sardi Giganti di Mont’e Prama. L’ultima e definitiva parola, negativa, è stata quella del ministro Sandro Bondi, ma a sfavore di uno spostamento, in particolare delle sculture di età nuragica rinvenute in Sardegna, si erano già pronunciati il sindaco di Cabras (luogo della scoperta), Cristiano Carrus, e un deputato del Pdl Mauro Pili. Citando Garibaldi e il suo «Obbedisco», Resca si è uniformato alla decisione dei vertici.

Lo scorso gennaio, in occasione della morte dello scrittore americano Jerome David Salinger, si parlò del complicato problema di traduzione posto dal suo capolavoro, The Catcher in the Rye, diventato poi Il giovane Holden nell’edizione einaudiana, ancora oggi corredata da una Nota dell’editore che spiega e giustifica la scelta di quel titolo così distante dall’originale.

Thomas Mann

Ma molti altri capolavori della narrativa straniera sono diventati famosi in Italia con titoli che, in modo più o meno marcato, hanno tradito il senso e il significato originario. È il caso di Der Zauberberg di Thomas Mann, noto a tutti come La montagna incantata, ma che sarebbe meglio chiamare La montagna magica, come nelle edizioni francesi (La montagne magique), spagnole (La montaña mágica) e anglo-americane (The magic mountain). Proprio con questo titolo, più rispettoso della volontà dell’autore, uscirà il prossimo autunno una nuova traduzione del romanzo a cura di Renata Colorni (Mondadori, collana «I Meridiani»): un saggio introduttivo della stessa studiosa e traduttrice chiarirà i motivi di questa scelta che va contro una tradizione consolidata, ma ritenuta erronea e per questo bisognosa di una correzione di rotta.

Chi, sul fronte della ricerca scientifica, sfida procedimenti e soluzioni tradizionali nel campo della medicina e della chirurgia è senza alcun dubbio l’équipe del microchirurgo spagnolo Pedro Cavadas Rodrìguez. Il settore è quello, delicatissimo, dei trapianti. La Fondazione che prende il suo nome è un’organizzazione non governativa senza scopo di lucro, che esegue interventi su pazienti, volontari, ritenuti inoperabili dal personale medico di altre strutture sanitarie. Al quotidiano «Indipendent», Cavadas ha dichiarato di essere pronto a realizzare il primo trapianto di gamba: dopo aver ottenuto l’autorizzazione dalle autorità sanitarie spagnole e trovato un paziente disposto a fare da “cavia” per questa operazione ad alto rischio, non resta che aspettare un donatore, uomo o donna che sia è del tutto indifferente. Il chirurgo ha riconosciuto il grave peso delle molte incognite che ruotano attorno a questo tipo di intervento pionieristico, a partire dal lungo e delicato processo di riabilitazione, che dovrà tenere conto della rapidità di riattivazione delle terminazioni nervose degli arti inferiori.

È partito dall’Italia, precisamente da Torino il 6 agosto, il 360° Tour mondiale 2010/2011 degli U2.

Bono Vox, voce degli U2

Data importante quella di venerdì scorso non solo perché segnava l’avvio di una lunga serie di concerti fino al luglio dell’anno prossimo, ma anche per il ritorno sul palco in grande stile del gruppo irlandese, costretto ad una lunga pausa dai problemi di salute alla schiena del cantante, Bono Vox. La scaletta è stata da Bono e compagni sapientemente giocata alternando grandi successi (Beautiful Day, Mysterious ways, One, With or without you) e pezzi inediti (The return of the stingray guitar, North Star, The flowering rose of Glastonbury): il tutto condito con suggestivi effetti di luci che hanno reso il concerto un vero e proprio spettacolo godibile non solo con le orecchie. Un inatteso fuori programma sono state le parole di incoraggiamento rivolte da Bono a Roberto Saviano: mentre eseguiva il brano One, Bono si è interrotto ed ha urlato allo scrittore campano il proprio invito a non arrendersi.

Con questo augurio la rubrica Oltre la Notizia saluta i propri lettori e si prende una meritata pausa…il prossimo appuntamento è per sabato 28 agosto.

FOTO preview/ via http://www.sxc.hu/; FOTO articolo/ via www.artein.it; www.newraleigh.com; www.zam.it

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