Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

La nuova pirateria del mare: spesso è una forma di lotta contro la miseria

Nella gestione della zona calda del  Golfo di Aden, tra terrorismo islamico, tensioni in territorio yemenita, pirateria somala e presidio militare statunitense esiste a livello internazionale, da pochi giorni, un importante strumento che ci si augura possa coadiuviare nella difficile risoluzione dei problemi in questa area di guerra. Si tratta di una nuova Corte giudiziaria nata in Kenya, nel carcere di Mombasa, grazie ai fondi dell’UNODC, l’agenzia delle Nazioni Unite contro la droga e la criminalità. Il tribunale è stato istituito per giudicare centinaia di detenuti somali arrestati per atti di pirateria nel Golfo di Aden: negli ultimi anni attacchi a petroliere e navi porta-container si sono moltiplicati a dismisura e si calcola un danno stimato in 32 miliardi di euro. La creazione di un organo giudiziario apposito è importante anche in virtù di una non sempre facile definizione del reato di pirateria nella legislazione dei diversi Paesi: se infatti nella convenzione internazionale di Montego Bay è ritenuta un crimine contro l’umanità, l’ordinamento di molti stati, tra cui anche la Spagna, non contempla questo tipo di infrazione. Ma i problemi maggiori di quest’area del Corno d’Africa restano le contraddizioni che dilatano sempre di più la forbice tra i grandi detentori di capitali (società e multinazionali straniere) e una popolazione locale ridotta alla miseria: finché la pirateria sarà il solo modo per sfuggire alla povertà e alla fame – sostiene il ministro della Giustizia kenyano Mutula Kilonzo – la situazione non migliorerà.

Anche se meno grave come forma di pirateria, almeno alla base, quella con cui sempre di più ci si deve confrontare in Italia resta quella stradale. Per questo in concomitanza con l’esodo estivo verso le zone di vacanza è partita una campagna di sensibilizzazione per incentivare il rispetto delle regole di sicurezza, indispensabile per garantire la propria incolumità e quella altrui. Proprio per ripristinare un ottimale (e quindi sicuro) manto stradale, danneggiato dopo un incidente, stavano lavorando alcuni addetti  della squadra di pronto intervento Ddi Autovie Venete, lungo l’autostrada A4, nei pressi di San Donà di Piave, quando è successo l’inimmaginabile. I 15 operai impegnati nel cantiere sono stati oggetto di pesanti insulti ed aggressioni verbali, aggravate da sputi, da parte degli automobilisti in coda, incivilmente incapaci di comprendere ed accettare un disagio temporaneo. Solidali con le vittime delle ingiurie il governatore del Veneto, Luca Zaia, e il presidente di Autovie Venete, Emilio Terpin, che invoca una «full immersion di educazione civica» contro questo episodio, purtroppo non isolato stando alle denunce della società che si occupa della manutenzione di questo ed altri tratti stradali nella zona. L’invito è quindi a tutti gli automobilisti: l’educazione stradale include non solo il rispetto delle norme del codice, ma anche quello delle regole di convivenza civile.

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Oltre a corsi intensivi di educazione civica, nel nostro Paese sarebbero necessarie anche parecchie ore di ripetizione nella più basilare delle materie scolastiche: la grammatica. I risultati delle prove Invalsi (Istituto nazionale valutazione del sistema educativo di istruzione) agli ultimi esami per la licenza di scuola media inferiore hanno confermato che i ragazzi italiani hanno grandi difficoltà nell’uso e nella comprensione dei testi scritti e non brillano nella conoscenza delle regole della propria lingua. Su quasi 600.000 alunni sotto esame solo il 21,6% ha ottenuto una votazione compresa tra l’otto e il dieci: ben maggiore la percentuale delle insufficienze, il 36,7% del totale. Risultati al limite del disastro nelle prove di grammatica: i ragazzi hanno “azzeccato” una sola risposta su tre. Più brillanti, rispetto ai coetanei maschi, risultano le ragazze che hanno in media voti più alti dell’1,9%. Un po’ meglio sul fronte delle materie scientifiche: le risposte corrette sono state una su due e in matematica i maschietti si prendono la propria rivincita  sull’universo femminile grazie a votazioni del 2,1% superiori a quelle delle compagne di classe. Forte come sempre il divario tra nord e sud: le regioni meridionali (a parte le eccezioni di Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna) mostrano un ritardo di circa nove punti rispetto a quelle settentrionali e di sei nei confronti di quelle centrali.

E’ italiano il maggior evasore fiscale nelle banche del Liecthenstein

Stando a queste statistiche gli italiani di domani saranno quindi mediocri retori, ma più ferrati nel “far di conto”, cosa che a quanto sembra già sappiamo gestire molto bene. Una dimostrazione? Ricordate il caso di spionaggio fiscale in cui fu coinvolto, lo scorso marzo, un allora anonimo informatore della fondazione fiduciaria LGT Treuhand in Liechtenstein? Oggi il “pentito” ha un nome, Heinrich Kieber, ed ha rilasciato un’intervista al settimanale tedesco «Stern»:  è proprio al fisco germanico, insieme a quello di altri 12 Paesi, che Kieber ha venduto materiale informatico con i dati riguardanti i titolari di conti miliardari nelle banche del piccolo stato europeo. Kieber, già ribattezzato la «Gola profonda del Principato», vive oggi in un luogo segreto e costantemente sotto protezione. Al periodico teutonico ha rivelato non solo il sistema attraverso il quale convergono negli istituti finanziari del Liechtenstein miliardi di euro ogni anno, ma anche, almeno a metà, l’identità del più ricco depositario nella sua ex banca: un italiano. Il maxi evasore (450 milioni di euro il suo capitale presso la LGT) sarebbe l’erede di una famiglia di industriali italiani: accanto al deposito da capogiro appare decisamente trascurabile la somma di 35 milioni di euro nascosta dal più indisciplinato dei colleghi evasori di nazionalità tedesca. Insomma, nel calcolo e nella truffa fiscale pare valere il detto «Italians make it better!».

FOTO preview/ via http://www.sxc.hu/; FOTO articolo/ via  www.atomodelmale.it; http://paolaandreoni61.files.wordpress.com

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Una risposta a Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

  1. avatar
    autores 07/08/2010 a 18:54

    Aspettiamo i risultati con questa nuova legge Keniana in Kenia di Kenia,non vediamo l’ora,una vera prima svolta nella loro vita e storia di leggi contrarie alla vostra Democrazia.

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