Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

L’ombra della pedofilia oscura la Chiesa tedesca

Lo scandalo dei preti pedofili dilaga a macchia d’olio, tra mea culpa conditi di lacrime pontificie e interventi vaticani che condannano l’accaduto e promettono d’ora in poi severa e costante vigilanza su questo problema. Dagli Stati Uniti all’Italia è un continuo sorgere, come funghi, di casi e denunce, ma l’ultima notizia diffusa dai media riguarda gli sviluppi del caso in Germania, la terra di papa Ratzinger, dove la procura di Friburgo ha avviato un’indagine sull’arcivescovo Robert Zolltisch, presidente della conferenza episcopale tedesca. Il sospetto è di complicità indiretta negli abusi, avendo nel 1987 ammesso al sacerdozio un prete notoriamente colpevole di casi di abuso su minori verificatisi nella cittadina di Birnau nel corso degli anni ‘60. Zolltisch, che respinge le accuse in quanto «prive di fondamento» (come si legge nelle dichiarazioni di una nota ufficiale diffusa dal Vaticano), era nel 1987 principale referente personale dell’arcivescovado. Si tratta ora di accertare se i crimini del prete pedofilo di Birnau siano o meno caduti in prescrizione: in questo caso verrebbero meno anche gli estremi per il procedimento verso l’arcivescovo.

Problema di violenza sui minori è anche quello che coinvolge, spesso e volentieri l’etnia rom. Violenza fisica, ma talvolta anche psicologica, non meno incisiva o discriminatoria verso i più piccoli. È una storia di questo tipo che racconta l’attrice francese Fanny Ardant, in veste di regista, in un cortometraggio di 6 minuti dal titolo Chimere assenti, girato in Italia nella zona di Formello, alle porte di Roma. Nata da un progetto delle Nazioni Unite per sensibilizzare il mondo nei confronti del dramma della violazione dei diritti umani, la pellicola è stata commissionata dal Consiglio d’Europa con la collaborazione dell’ong “Art for the World” e presentata in anteprima al Cinesesc di San Paolo, in Brasile, il 23 maggio 2010. Il corto ha poi partecipato il 27 maggio al forum delle Nazioni Unite sull’Alleanza delle Civiltà svoltosi a Rio de Janeiro. La vicenda narrata è quella di una bambina rom cui viene negato il servizio di mensa scolastica perché troppo povera per pagarlo, e ruota intorno al rapporto che si crea tra la piccola e un’insegnate di musica del suo istituto, interpretata dalla stessa Ardant. L’attrice, da tempo impegnata sul fronte della lotta contro i pregiudizi verso le comunità zingare e già testimonial della campagna anti-razzista Dosta! (Basta!), si è documentata per il film recandosi più volte nel campo rom di via della Cesarina, nella periferia romana, regno di degrado e segregazione.

Che l’Italia non si distingua per prontezza nell’affrontare e nel risolvere la questione dell’integrazione è fatto noto, ma pare che lasci molto a desiderare anche su un fronte in cui dovrebbe invece essere leader, la qualità dell’offerta turistica. Dopo una lunga serie di iniziative del Ministero per i beni e le Attività culturali tese a rilanciare il patrimonio storico-artistico nazionale quale polo d’attrazione per il turismo nazionale ed internazionale (prezzi promozionali per San Valentino, musei gratuiti per le donne l’8 marzo, la Settimana della Cultura e la recente Notte dei musei), il Belpaese si aggiudica un buon numero di Titanic Awards, riconoscimenti che premiano i peggiori servizi turistici in assoluto. Ad assegnarli non è un ente istituzionale, ma chi davvero di turismo se ne intende: i viaggiatori. Dall’idea di un giornalista americano che vive in Svezia, Doug Lansky, è nato un blog che raccoglie le testimonianze di tutti coloro che, spostandosi per lavoro o per diletto, sono incappati in qualche disavventura. L’Italia spicca nella black list per avere gli automobilisti in assoluto più indisciplinati (insieme ai tassisti di Istanbul), la peggior segnaletica stradale e la più confusionaria organizzazione della viabilità (nelle città turistiche per eccellenza, Firenze e Roma), i meno confortevoli (e puntuali) treni a lunga percorrenza, i più indecenti servizi igienici (in bar, ristoranti, stazioni e aeroporti) e addirittura la cucina più sopravvalutata. Insomma, per ottenere quella leadership turistica auspicata dal ministro Bondi e dal super manager dei Beni culturali Mario Resca c’è parecchio da lavorare.

Paul McCartney e Michelle Obama

Povera Italia! Bistrattata dai turisti e, qualche tempo fa, snobbata anche da una star della musica come Paul McCartney (seppur limitatamente alla città di Milano). L’ex Beatle lo scorso gennaio disse no al progetto di un suo concerto a San Siro a causa dei limiti acustici imposti al di sotto dei 78 decibel. Chissà se, con restrizioni analoghe, sabato scorso avrebbe rifiutato anche di esibirsi alla Casa Bianca, in occasione della consegna dalle mani presidenziali del premio Gershwin Prize for Popular Song? Improbabile. Certo è invece che il «ragazzo di Liverpool» – come l’ha definito Barack Obama – ha impugnato per oltre un’ora e mezza la chitarra, intonando nella East Room i grandi classici dei Fab Four e dedicando alla First Lady l’immancabile Michelle. Non senza una doverosa premessa: «Spero che il Presidente mi perdonerà». Peccato che la Michelle in carne ed ossa non fosse presente, ma in vacanza con la famiglia a Camp David.

FOTO preview/ via http://www.sxc.hu/; FOTO articolo/ via www.ilgiornale.it; www.nydailynews.com

 

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