Olimpiadi Londra 2012, ginnastica: Cina d’oro, ricorso d’argento per il Giappone

Il giapponese Uchimura (activitypit.ning.com)

Londra – La ginnastica artistica ha assegnato quest’oggi il suo primo titolo olimpico: alla North Greenwich Arena sono di scena le finali del concorso a squadre maschile, che vedono la Cina costretta a difendere l’oro conquistato a Pechino e a riscattarsi dopo qualificazioni non all’altezza della propria fama.  E in una finale ricca di colpi di scena, gli unici a non tradire le aspettative sono propri i cinesi, che arrivano alla rotazione finale col solo scopo di controllare il proprio punteggio e impedire l’eventuale recupero dei rivali giapponesi.

Le formazioni asiatiche sono entrambe al cavallo: i campioni in carica si difendono bene e si aggiudicano l’oro con 275. 997 punti, mente i giapponesi incappano in una serie di imperdonabili  e clamorosi errori. L’ultimo è quello di Kōhei Uchimura, la cui uscita imperfetta sembra addirittura condannare la propria squadra fuori dal podio. Il pubblico è letteralmente in visibilio: complice la brutta prestazione dei ginnasti russi e statunitensi, Gran Bretagna e Ucraina sono rispettivamente argento e bronzo.

La festa dei padroni di casa dura però solo pochi minuti, quelli necessari alla giuria per decidere se, dopo il ricorso degli influenti nipponici, non ci siano forse i margini per riconsiderare positivamente la verticale di Uchimura. Le immagini dell’esercizio passano e ripassano sugli schermi dei giurati che finiscono – non senza margini di perplessità – con l’accogliere il reclamo e riconsiderare la precedente decisione: tra i fischi del pubblico, il Giappone si riprende l’argento, costringe i britannici ad accontentarsi del gradino più basso del podio e nega agli ucraini la soddisfazione di vedersi premiati. Che nel complesso la prestazione nipponica sia stata superiore a quella dei contendenti è fuori di discussione: il modo in cui l’errore è stato “condonato” lascia tuttavia l’amaro in bocca.

La terza giornata dell’artistica si conclude dunque nel peggiore dei modi, con la spiacevole sensazione che la politica abbia prevalso sullo sport. Domani, si volta pagina: difficile però che la finale del concorso a squadre femminile possa far dimenticare l’esito di una gara destinata a entrare nella storia olimpica soprattutto per le polemiche che ne scaturiranno.

 Mara Guarino

Foto homepage via: activitypit.ning.com

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