Olimpiadi Londra 2012. Basket: ancora oro Usa, ma che fatica

LONDRA – Troppo forte questo Dream Team. Ma anche troppo muscoli e poco ingegno, eccezion fatta per una precisione quasi chirurgica dall’arco dei 6 metri e 75. Onore agli uomini di coach Sergio Scariolo che sfiorano l’impresa giocando un match quasi perfetto, intriso di cuore, energia e, soprattutto, intelligenza tecnico-tattica (sfruttata molto bene anche nel tentativo di soccombere il meno possibile ai continui mismatch del caso, soprattutto in fase difensiva). Sorge spontaneo, pertanto, un dilemma cestistico-esistenzialista: qual è la vera pallacanesto? Quella di veri e propri bulldozer da parquet o quella di cervelli estesi all’ennesima potenza, spesso anche miscelati ad un atletismo magari non conforme alla stazza avversaria, ma comunque molto ben disposto alla causa del momento, tanto da sfiorare una epocale resa dei conti? L’eterna sfida muscoli Usa – cervello Europa, nella sostanza. Ai posteri l’ardua sentenza.

LA PARTITA – Nei quintetti di partenza, Scariolo schiera Calderon, “Re Juan Carlos” Navarro, Fernandez e i fratelli Pau e Marc Gasol, mentre, dall’altra parte, coach “K” Mike Krzyzewski manda in campo Chris Paul, Kobe Briant, LeBron James, Kevin Durant e Tyson Chandler.

Palla a due ed è subito gioco a due tra Bryant e Chandler, ma Navarro affila immediatamente le lame dall’arco dei 6 e 75 per la prima tripla di fuoco con fallo aggiuntivo, mettendo a segno, di fatto, un pesante gioco da 4 punti. Il Dream Team risponde sotto canestro anche se non senza sprazzi di fatica sia in fase offensiva che difensiva. Durant attacca il ferro con convinzione in perfette penetrazioni che non esitano a trasformarsi, spesso, in utili scarichi per tiri isolati dall’angolo o appoggi a tabellone. Si fanno notare anche alcuni errori sotto le plance a stelle e strisce, subito puniti da un Navarro in stato di grazia dalla lunga distanza per il +2 Spagna.

Pau Gasol tiene bene a rimbalzo offensivo, offrendo ai propri compagni ben due doppi possessi consecutivi che si trasformano in tre punti sempre per mano di “Re Juan Carlos”, che scarica in rete un già impressionante 3/3 dalla lunga distanza per il + 5 spagnolo. Immediato, però, il ritorno Usa, non a caso proprio dall’arco. Il Dream Team reagisce bene all’ottimo impatto giallorosso con il parquet, staccando un ottimo break che conduce Bryant e soci ad un solido + 4 (18 -14), prima di ritrovarsi di fronte al risveglio dell’altro Gasol, Marc, che deposita il pallone nel ferro siglando il – 2 spagnolo.

Durant continua ad attaccare bene il ferro guadagnando falli preziosi, fin quando l’intera squadra comprende che, forse, sarà anche il caso di sprecarsi a difendere, concezione che frutta al Dream Team recuperi importanti per l’allungo a sei lunghezze di vantaggio, che diventano 9 con una tripla secca di Anthony per un netto 7 a 0 di parziale. Navarro sembra essere l’unico dei suoi a mantenere il campo con sudore e dedizione. Dall’altra parte, Williams non perdona dall’arco dei 6 e 75, depositando a referto il + 8 Usa seguito da un penetra e scarica che costringe Scariolo a chiamare time out sul – 9 Spagna (30 – 21). Cresce Ibaka, che procura viaggi in lunetta per il – 7 (30 – 23), bilanciati da un Durant che non esita a punire dall’angolo per il massimo vantaggio Usa (+10).

Chiuso il primo quarto sul 35 a 27 in favore degli uomini di coach “K”, gli uomini di Scariolo danno segni di risveglio portandosi prima a – 5, poi a – 3 con un intelligentissimo uso del piede perno da parte di Pau Gasol. Si arriva, dunque, al – 1 Spagna (35 – 34) grazie ad un rapidissimo Sergio Rodriguez che fissa un netto parziale a proprio favore (7 a 0). Si sveglia, però, anche LeBron James, che porta i suoi a + 3 prima di subire la risposta firmata Marc Gasol e, soprattutto, ancora Sergio Rodriguez, che infila la bomba del + 2 giallorosso. Navarro, però, perde momentaneamente lucidità e anche il pallone che consente agli Usa di riportarsi avanti di 2 (41 – 39).

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Ma, quando meno te l’aspetti, arriva anche un certo Llull a ricordarti che, volendo, le triple le sa mettere anche lui: + 1 Spagna (42 – 41) e Marc Gasol chiamato in causa a spaziare bene sotto canestro per confermare un ottimo match dall’andamento altalenante. 43 – 42 Spagna al quarto minuto della seconda frazione di gioco. Durant torna a svegliare i suoi con un’agilissima azione da tre punti, mentre proprio Marc Gasol si mette quasi fuori gioco con un ingenuo quarto fallo che riporta gli Usa a + 4 (48 – 44). Navarro si raffredda anche dalla lunga distanza e Pau Gasol comincia a sentire l’impatto fisico delle muscolature avversarie nei pressi del tabellone. Attenzione, però, a Navarro che, da campione qual è, riapre il rubinetto da tre punti (50 – 47 Usa), mentre James manifesta alcuni problemi in attacco commettendo il fallo che consente agli uomini di Scariolo di riportarsi a – 1. Forzature giallorosse in fase offensiva, però, regalano comunque un buon + 4 a Bryant e compagni, cifra che lo stesso Navarro tenta di riequilibrare con sempre meno fortuna dall’arco dei 6 e 75. Scariolo lamenta un eccesso di fiscalismo arbitrale, mentre i muscoli statunitensi conducono i loro diretti portatori sani a + 6. Ma ecco tornare “Re Juan Carlos” con la sua arma migliore (il tiro da tre), subito controbilanciato da un altrettanto chirurgico Williams. Rudy Fernandez guadagna spazio e falli importanti sotto canestro, aiutato anche da forzature poco consigliate ad opera di Chris Paul e dallo sciocco antisportivo di Iguodala a tre secondi dall’intervallo lungo che, di fatto, riporta la Spagna a – 1. Fine primo tempo: 59 – 58 Usa.

Partita aperta ed equilibrata. Lo sa bene Chris Paul che ci prova subito, con fortuna, dalla distanza ma deve subire anche il ritorno spagnolo (62 – 60). Durant avanza a suon di tiri liberi ma Pau Gasol suona la carica sotto le plance e completa un prezioso gioco da tre punti (64 – 63 Usa), per poi trascinare i suoi ad un nuovo vantaggio (+ 1 Spagna). Usa momentaneamente freddi dall’arco dei 6 e 75, con Spagna che allunga a + 3. Torna mentalmente in campo LeBron James ma Gasol mantiene l’equilibrio dalla lunetta, seppur con un 1 su 2. Bryant ricorda ai presenti di essere in forma e James raccoglie un “alley-oop” che riporta a + 2 gli Usa, subito ripreso da un nuovo gioco da tre punti firmato Pau Gasol. Il Dream Team, però, riacquista il dono delle triple, ma Ibaka comincia a farsi sentire dalle parti del canestro avversario riuscendo a guadagnare il terzo fallo di James.

Navarro e soci tengono sul 77 – 76 Usa, ma Durant allunga ancora con l’ennesima tripla, anche se il gioco dettato da Scariolo permette ai suoi di aprire il campo e muoversi rapidamente in contropiede, riuscendo, così, a riportarsi prima a – 2, poi in parità, salvo tornare sotto con il solito Durant apocalittico dall’arco (83 – 80 Usa) e provvidenziale a rimbalzo. La Spagna risponde con pick and roll matematici, portando l’asse Rodriguez – Ibaka a prendere falli utili con rispettivi e provvidenziali viaggi in lunetta. Fine terzo quarto: – 1 Spagna (83 – 82) e preannuncio di successivi 10 minuti di fuoco.

James riprende coscienza e sfrutta bene il suo fisico in area pitturata. Lo fiancheggia Chris Paul che infila ancora una tripla in magistrale step back, passo di danza che richiama anche il fallo per il libero aggiuntivo artefice del + 4 Usa, che diventa + 6 grazie ad una buona lettura di gioco interno da parte dello stesso Paul. Rudy Fernandez accenna a sprigionare lievi sprazzi di nervosismo: salva tutto Scariolo con un time out di ricognizione tattica. Tornati in campo, James comincia a sparare corto da tre punti. Lo stesso fa Pau Gasol dalla media distanza, ma riesce nell’impresa di prendere il quarto fallo proprio a James. Il fratello Marc compie un mezzo miracolo dalla media per il – 4 Spagna (90 – 86), ma Durant colpisce ancora dalla lunga distanza. A Bryant spettano di diritto tre liberi su fallo di Rudy Fernandez che gli frana addosso in un tentativo di stoppata. Gli Usa allungano, quindi, a + 9 (2 su 3 di Bryant dalla lunetta) e portano in debito d’ossigeno i giallorossi. Pau Gasol è mantenuto molto bene in post basso, ma riesce comunque a guadagnare altri falli importanti (il quarto di Anthony) riportando i suoi a – 8 con un 1 su 2 dalla lunetta (95 – 87). Lo stesso Anthony spara lungo dalla distanza ma gli uomini di Scariolo faticano a rimbalzo, pur riportandosi a – 6 con una rubata e contropiede Navarro – Rudy Fernandez (97 – 91).

James, però, non ci pensa due volte a sfruttare il troppo spazio a lui concesso per inchiodare la schiacciata del nuovo + 8, pur subendo un ritorno spagnolo subito sedato da nuove triple firmate sempre LeBron James.

Un blocco irregolare di Pau Gasol favorisce il + 9 Usa a due minuti dalla fine (102 – 93). Navarro e soci, però, ci sperano ancora e continuano ad attaccare il canestro con intelligenza, qualità che, però, non basta di fronte al decisivo affondo Usa per il 105 a 98 a 20 secondi dalla fine. A poco serve il cuore giallorosso: si chiude sul 107 a 100 un incontro intenso ed acceso fin dalle sue battute iniziali.

(Foto: ansa.it)

Stefano Gallone

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