Olimpiadi Londra 2012, atletica: la notte dei miracoli

Bolt zittisce tutti sul traguardo

Londra – Pensi di aver visto tutto ai Giochi, pensi che l’atletica poco possa aggiungere alle emozioni di vittorie e sconfitte, record e tracolli che ogni quattro anni invadono giornali e televisioni. Poi arriva una sera speciale e le certezze vacillano, i muri crollano, Rudisha e Bolt scrivono una nuova pagina della storia dello sport. Tutto nel giro di una serata, la stessa che ha visto la splendida medaglia di bronzo di Fabrizio Donato nel salto triplo.

Rudisha conquista il titolo olimpico degli 800 m di una dimensione futura: 23 anni lui, 18 Amos dal Botswana, 17 il keniano Kitum. Il podio più giovane della storia olimpica sulla distanza. Aggiunge a questo carico un tempo impensabile: 1’40’’91. Record del mondo!

Sul rettilineo quel cronometro sembrava correre troppo piano per i passi del keniano, o forse era lui a volare più veloce del tempo. Il muro del 1’41 crolla, crolla il record che lui stesso deteneva. E dire che il primo giro era stato più lento di quello del primato. Soprattutto ha strabiliato un record ottenuto da solo, senza lepri, senza nessuno che dettasse il ritmo nella prima parte della gara. Rudisha è partito davanti e davanti è rimasto fino al traguardo, mantenendo un ritmo che nessuno degli altri concorrenti avrebbe mai potuto sostenere. Su otto finalisti, sette hanno migliorato il loro record personale: una consolazione di fronte alla pagina di storia che ha scritto il ragazzo masai. E, vista l’età, possiamo dire che ne vedremo ancora.

I "tre moschettieri" di Giamaica

Sarebbe già sufficiente per una serata olimpica ma il calendario ha altro in programma. Allora lo stadio si zittisce quando Sua Maestà Usain Bolt scende in campo e richiama l’attenzione. Settima corsia, poco dopo l’imboccatura della curva, la partenza dei 200 m. Bolt ha tre avversari: se stesso, la storia – nessun atleta ha centrato la doppietta 100-200 in due edizioni consecutive dei Giochi – e Yohan Blake, connazionale e compagno d’allenamento.

I tre avversari cedono uno dopo l’altro appena lo sparo dichiara aperte le danze. Bolt parte al massimo della sua forza, lo si capisce da come imposta la curva. Non è più tempo di scherzare. Blake cerca di resistere, addirittura sul rettilineo tenta una rimonta che sappiamo impossibile. La storia, infine, attende Bolt al traguardo e lo accoglie a braccia alzate, come se ce ne fosse ancora bisogno. 19’’32, niente record del mondo ma doppietta centrata. Blake è secondo, 19’’44 e Weir completa il podio tutto giamaicano, un 19’’84 che vale il bronzo olimpico.
Ora per la staffetta annunciano ancora spettacolo: chissà che questa volta non possa anche scapparci il record.

Andrea Bosio

Foto / http://blogimages.thescore.comhttp://www.lettera43.it/

 

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