Olimpiadi, l’inchiesta francese e l’intrigo 2024

L'ex presidente IAAF, Lamine Diack (upload.wikimedia.org/wikipedia/commons)

L’ex presidente IAAF, Lamine Diack (upload.wikimedia.org/wikipedia/commons)

Il compito di uno sportivo che partecipa ad un olimpiade è quello di onorare i valori dello sport e rappresentare al meglio la propria nazione o territorio di riferimento. Quando si pensa ad un evento così importante spesso non parla di ciò che bisogna fare per ospitarlo. O meglio non se ne parlava perché, in un’epoca di poche gioie sociali con crisi ripetute e tensioni, ospitare le olimpiadi permette di “respirare” pensando allo sport; quindi la competizione per ospitare i giochi è aumentata e con essa anche cosa si è disposti a fare per portarle a casa.

LA CORRUZIONE E I SOSPETTI – Il sospetto è che più che il prestigio e il morale, le olimpiadi contribuiscano ad aumentare i portafogli di alcuni e penalizzare molti. D’altronde, questo rischio vi è con tutti i grandi eventi. La notizia del giorno è questa: la magistratura francese starebbe investigando sulle assegnazioni di Rio 2016 e Tokyo 2020.  L’indagine sarebbe nata da un faldone della più conosciuta inchiesta sullo IAAD, cioè sulla federazione atletica internazionale, che portò all’arresto dell’ex presidente Lamine Diack . L’ex presidente avrebbe sorvolato su test anti-doping positivi ricevendo una mazzetta. Adesso il Guardian, che ha diffuso la notizia, sostiene che questo nuovo filone d’ inchiesta potrebbe far tremare non solo i vertici dello IAAD ma anche quelli del CIO, il Comitato olimpico internazionale.

L’INCHIESTA PARTE DALLA FRANCIA  - Dal canto suo il CIO mostra serenità  attraverso un portavoce che ha dichiarato come il comitato sia  « in stretto contatto con i procuratori francesi fin dall’avvio dell’inchiesta». A quanto pare l’inchiesta è partita da quasi un anno ma ancora non vi sarebbero prove incriminanti. Intanto gli organizzatori brasiliani si dichiarano estranei ad ogni forma di corruzione, mostrando il netto risultato a favore di Rio contro Madrid, seconda classificata per i giochi 2016. L’inchiesta comunque va avanti proprio in Francia, lo stesso Paese che vede la propria candidata Parigi verso i giochi del 2024. La ville lumiere sfiderà Budapest, Los Angeles e Roma. Anche se può risultare singolare che quest’inchiesta parta proprio dalla Francia,  bisogna prendere le notizie che arrivano da Parigi con molta attenzione: questa potrebbe essere l’ennesima tegola, dopo le proteste e la diffusione del virus Zika, per Rio 2016.

LO SPORT AI TITOLI DI CODA – Gli scandali non sono nuovi sia alle olimpiadi sia per gli atleti che per i Paesi. Proprio il CIO potrebbe ricadere dopo essersi dato regole nuove dopo lo scandalo del 1999 a Salt Lake City. Viene da dire che non ci si potrebbe aspettare diversamente. Le olimpiadi sono solo lo specchio di una società oggi globale come lo erano ai tempi per il contesto in cui nacquero, l’antica Grecia.

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