Olanda. Il governo si dimette per il rigore di bilancio

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Mark Rutte

Bruxelles – L’Olanda non ha più un governo. Il primo ministro olandase Mark Rutte nelle scorse ore si è recato all’Aja per rassegnare le dimissioni e sciogliere l’esecutivo consegnando il Paese nelle mani della regina Beatrice. Decisione irrevocabile, quella di Rutte, per la quale neppure gli appelli di richiamo alla responsabilità della regnante al fine di sbrigare gli impegni presi con la comunità europea hanno potuto nulla.

D’altronde Rutte si è deciso dopo aver fallito proprio in quegli impegni. Un doppia urgenza: varare una manovra economica per riportare i conti pubblici in linea con gli obiettivi concordati con l’Ue ed eliminare così la nuova fonte di incertezza in agguato in area euro: l’inquietudine dei mercati intorno ai destini finanziari di uno dei Paesi, con la Germania, più in linea con la politica di rigore di bilancio.

L’impossibilità di adempiere a tutto ciò ha portato alle dimissioni di Rutte e ora la Germania di Angela Merkel rischia di trovarsi sempre più isolata ed incerta, soprattutto se la Francia al voto per le presidenziali dovesse trovare il suo nuovo capo dell’Eliseo in Francois Hollande, il socialista contrario alla politica del fiscal-compact.

Ora a decidere i futuri affari correnti della nazione sarà il Parlamento. Rutte vi si recherà per riferire sulla situazione in corso anche a causa della spaccatura nella destra. Il leader del partito xenofobo ed euroscettico Pvv, Geert Wilder, infatti, ha negato il proprio appoggio esterno al governo di minoranza di centro-destra formato dalla coalizione tra i liberali del Vvd e i democristiani del Cda. Una rottura, quella tra Wilder e i partiti di governo, causata da un’insanabile divergenza sul pacchetto di misure necessario per riportare sotto il 3% il rapporto deficit-Pil entro il 2013 e che nel 2011 è arrivato al 4,7%.

Sabato scorso, il negoziato tra le parti sembrava essere arrivato a un punto di accordo ma Wilder ha spezzato il filo dell’intesa. ‹‹Il Partito della Libertà – ha detto – è unito contro i diktat di Bruxelles e determinato nel respingere gli attacchi contro i nostri anziani››. Quindi ora si ritorna al Parlamento innanzitutto per varare una manovra economica che faccia almeno da tampone.

La Commissione europea aspetterà fino al 30 aprile per ricevere dall’Aja il nuovo programma di stabilità. Tassativo che in esso sia chiarito come e quando l’Olanda riuscirà a riportare sotto il 3% il rapporto deficit-Pil. Il ministro delle Finanze dimissionario Jan Kees de Jager, malgrado la situazione, pare fiducioso: ‹‹Abbiamo sempre dimostrato di avere una politica solida, anche nei moneti difficili›› ha dichiarato. Tuttavia anche lui dovrà fare i conti con Wilders, che in vista di elezioni anticipate (forse dopo l’estate) vuole trasformare il voto in un referendum pro o contro Europa e l’euro.

Chantal Cresta

Foto || ilsole24ore.it; blitzquotidiano.it

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