Ok al dossier sulla Libia ma il Parlamento si divide

frattini

www.ansa.it - Esteri, Farnco Frattini

Roma – Approvata oggi alla Camera la mozione di maggioranza sulla Libia: 547 voti a favore di tutto il centrodestra, 10 no, 29 astenuti. Contrari: Pd, IDV, Fli, Udc.

Senato Ok – Il Senato, ieri, ha approvato il dossier sulla questione libica con l’estremo tentativo del ministro degli Esteri, Franco Frattini di coinvolgere le sinistre per far convergere maggioranza ed opposizione, tentando di integrare anche le proposte del Pd. ‘”Dividersi, quando condividiamo le linee di fondo” ha affermato il ministro durante il suo intervento ”indebolisce il Paese” e non ”rappresenta la necessaria solidarietà nei confronti di chi, in teatri difficili, sta portando la bandiera italiana”.

Le parole non hanno avuto l’effetto desiderato. Le coalizioni sono ufficialmente divise sulle questioni strategiche della Nazione nel pieno di una tempesta diplomatico- interventista che riguarda l’Europa, la Nato, gli Stati Uniti e i Paesi Arabi.

Nove punti – Questo il piano d’intervento ripartito in 9 proposte essenziali da presentare alla Nato. In estrema sintesi.

Punto 2: il governo si impegna a “a garantire, anche attraverso iniziative politico diplomatiche e l’intimazione del cessate il fuoco, il ritorno a uno stato di non conflittualità “.

Punto 3: si propone “di assegnazione alla Nato il comando delle operazioni militari”.

Poi, spazio alla richiesta di “onorare i contratti in essere” e “gli accordi bilaterali in materia energetica con la Libia”.

La Lega rilancia alla Ue “un’azione di pattugliamento nel Mediterraneo in funzione di prevenzione migratoria”, nonché “un apporto di mezzi, anche finanziari, per gli sbarchi di immigrati” e la redistribuzione “degli immigrati tra i paesi membri”. Ed è su queste ultime richieste di dossier che la sinistra si è disgiunta dalla volontà governativa.

Berlusconi - L’opposizione ha accusato il premier di non essere presente in Parlamento per riferire personalmente delle decisioni: “E’ vergognoso che non venga in Aula”, ha tuonato Pier Luigi Bersani. Osservazione condivisa anche dal presidente della Camera, Gianfranco Fini: ” è auspicabile un intervento del premier in Aula”.

Le voci di corridoio descrivono il presidente deluso e amareggiato per l’atteggiamento di parte della maggioranza in prossimità della vigilia di un vertice europeo. L’Italia – avrebbe commentato il premier – deve mostrarsi unita per dare forza alla propria linea diplomatica in contrasto con l’attivismo guerrafondaio francese. Il riferimento è a coloro – nel Governo – che sposerebbero un’azione militare più compiuta.

Inoltre, il Cavaliere, avrebbe privatamente espresso il suo commento nei confronti del leader Gheddafi: non é il momento di telefonargli, figuriamoci incontrarlo.

Invece, pare che Berlusconi abbia molto apprezzato la mozione di maggioranza sul dossier libico affermando che i contratti per le aziende italiane sono attualmente congelati ma che torneranno operativi al termine della crisi.

Chantal Cresta

Foto || http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/02/16/visualizza_new.html_1532308337.html?idPhoto=2

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